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Importante sentenza sullo scambio di materiale protetto da diritto d'autore

Importante sentenza sullo scambio di materiale protetto da diritto d'autore

di Michele Nasi (25/01/2008)

E' stato archiviato ieri un controverso caso che vedeva chiamati in causa, tra gli altri, siti del calibro di emuleitalia.net, bearshare.com e bittorrent.com.
"In assenza di una legislazione che crei una fattispecie penale ad hoc, non appare possibile dare rilevanza in questa sede a un fenomeno assai diffuso, di difficile criminalizzazione ed avente accertamenti quasi impossibili in termini di raccolta della prova".
E' l'opinione del PM della procura di Roma Paolo Giorgio Ferri, condivisa dal gip Carla Santese che ha accolto la richiesta di archiviazione di un procedimento, a carico di ignoti, aperto per violazione della legge sul diritto d'autore (la 248 del 2000) dopo la denuncia presentata da parte di una società.
La conclusione è che i siti che non ospitano materiali illegali e gli utenti che vi "navigano" non compiono alcun reato. Quei siti si limitato, insomma, ad autenticare l'utente che viene poi reindirizzato verso altre reti decentralizzate che non sono di proprietà di quegli stessi siti web.
Il download non autorizzato di contenuti protetti da diritto d'autore è e rimane illegale in Italia, così come in molte altre nazioni.
Teniamo a rimarcare, infine, come il peer-to-peer sia una tecnologia di per sé assolutamente legale. Con peer-to-peer si intende infatti una rete di computer o qualsiasi rete informatica che non possiede client o server fissi, ma un numero di nodi equivalenti (detti "peer") che fungono sia da client che da server verso altri nodi della rete.
La tecnologia peer-to-peer è utilizzata in molteplici software, non solo quelli destinati al file sharing (come e-Mule) ma anche programmi del calibro di Skype e Joost.
Se l'utente, attraverso un software di file sharing (così come qualsiasi altro canale, non solo, quindi, peer-to-peer) scarica senza autorizzazione alcuna materiale coperto da diritto d'autore commette un reato punibile secondo la legislazione vigente.
La sentenza emanata ieri è comunque importante: non è possibile accusare di reato chi mette a disposizione risorse per la comunicazione tra gli utenti se questi si scambiano informazioni che rendono possibile il download illegale di contenuti protetti da diritto d'autore.
Ultimi commenti
da Lettore anonimo >
una sentenza coraggiosa ed assolutamente in controtendenza ... speriamo che altri giudici seguano la strada appena tracciata, dato che dai politici (compreso Cortiana) non c'č molto di positivo da aspettarsi :D
da paipapa >
bene.
ma la soluzione e' vendere i cd e altro a un prezzo onesto
fino a quando vengono proposti cd con due brani nuovi e dieci vecchi a 25 euro sara' impossibile combattere lo scarico illegale
da MaxZ >
Questa sentenza non si riferisce allo scambio di materiale coperto da copyright, che č e rimane reato.
Semplicemente indica come non perseguibili i siti (e gli utenti che ci navigano) che indirizzano verso siti contenenti materiale illegale, in quanto non lo ospitano direttamente.
da trappola >
Mi pare rilevante dal punto di vista legale, almeno finisce la criminalizzazione di programmi e programmatori!
da gada >
sappiamo e ne siamo coscienti che scaricare materiali protetti č un reato,
ma chi produce č diventato troppo esoso.


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