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Una volta completata questa fase, è bene provvedere alla cancellazione delle minacce eventualmente rilevate da parte di Malwarebytes' Anti-Malware. Pur essendo estremamente abile nell'individuazione dei componenti nocivi, talvolta Malwarebytes' Anti-Malware presenta dei “falsi positivi” ossia indica come pericolosi elementi che in realtà non lo sono veramente.
Se si nutrono dei dubbi sull'effettiva pericolosità dei file indicati come nocivi da parte di Malwarebytes' Anti-Malware, è bene effettuare qualche ricerca in Rete in modo da stabilire l'identità dei componenti segnalati. A tal proposito, si potrebbero sottoporre i file indicati come nocivi ad un'analisi sul sito web VirusTotal. Anche un servizio come SystemLookup si rivela spesso molto utile.
I più esperti possono segnalare gli eventuali “falsi positivi” servendosi dell'apposito pulsante (scheda Altri strumenti, Segnala falso positivo): in questo modo, grazie alla collaborazione degli utenti, il team di sviluppo di Malwarebytes' Anti-Malware potrà correggere opportunamente il database contenente le informazioni sulle minacce in circolazione. La scheda Lista esclusioni consente di specificare un elenco di file da non prendere in considerazione nel corso delle successive attività di scansione: è questa la sezione ideale per indicare file che sono certamente riconducibili a “falsi positivi”.
Eliminate le minacce individuate sul personal computer, è bene operare un riavvio del sistema operativo quindi eseguire nuovamente Malwarebytes' Anti-Malware.
A questo punto, nel caso in cui ciò non fosse stato in precedenza fattibile, si provi ad aggiornare manualmente il prodotto (scheda Aggiornamento, pulsante Controlla aggiornamenti) quindi ad effettuare una nuova scansione completa del sistema.
Ricorrendo alla scheda Altri strumenti, gli utenti più smaliziati possono ricorrere anche all'uso di FileAssassin: si tratta di una speciale funzionalità, disponibile anche sotto forma di software a sé stante, che consente di eliminare file specifici che dovessero risultare “bloccati” da parte del sistema operativo o di altre applicazioni (anche malware).
Per individuare eventuali minacce passate inosservate a Malwarebytes' Anti-Malware, consigliamo, successivamente, di installare il software SuperAntiSpyware (ved. anche questa pagina), anch'esso disponibile in versione gratuita, lanciare un aggiornamento delle firme virali ed avviare una scansione completa con le impostazioni di default.
Anche in questo caso, suggeriamo di porre in quarantena le minacce rilevate effettuando un riavvio del personal computer al termine della procedura di analisi.
Infine, sarebbe opportuno avviare una scansione dell'intero sistema con Avira AntiVir. Prima di procedere con l'installazione di Avira AntiVir, è bene provvedere alla rimozione dell'antivirus eventualmente già presente sul sistema: se avete rilevato gravi infezioni malware sul personal computer, appare chiaro come l'antivirus installato non abbia fatto il suo dovere (in molti casi il suo corretto funzionamento viene addirittura impedito dal malware stesso, insediatosi sul sistema).
Rimozione delle restrizioni eventualmente imposte dai malware
Non è cosa infrequente avere a che fare con sistemi che, in seguito ad un'infezione da malware, si rifiutano di consentire all'utente l'accesso ad aree chiave del sistema. Ad esempio, anche dopo aver rimosso un malware, può capitare di non riuscire più ad accedere alle proprietà del sistema, alla finestra “Risorse del computer” e così via.
Dopo essersi accertati di aver eliminato tutte le minacce, per eliminare le restrizioni imposte dal malware, è possibile ricorrere ai comandi seguenti:
Per Windows XP: secedit /configure /cfg %windir%\repair\secsetup.inf /db secsetup.sdb /verbose
Per Windows Vista: secedit /configure /cfg %windir%\inf\defltbase.inf /db defltbase.sdb /verbose
Microsoft stessa ha pubblicato alcune indicazioni che permettono di riportare i criteri di protezione alle impostazioni di default: è sufficiente fare riferimento a questa pagina.
Nel caso in cui non si riuscisse più ad accedere al prompt dei comandi, è possibile – sempre cliccando su Start, Esegui... - ricorrere al comando seguente:
REG add HKCU\Software\Policies\Microsoft\Windows\System /v DisableCMD /t REG_DWORD /d 0 /f
Se è il “task manager” di Windows che non si apre, il comando da utilizzare è quello che segue:
REG add HKCU\Software\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Policies\System /v DisableTaskMgr /t REG_DWORD /d 0 /f
Talvolta alcuni malware impostano una restrizione che impedisce il caricamento dell'Editor del registro di sistema (REGEDIT). Per sanare la situazione e riprendere il controllo anche su tale applicazione, si può eseguire questo comando:
REG add HKCU\Software\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Policies\System /v DisableRegistryTools /t REG_DWORD /d 0 /f
In tutti tre i casi, viene utilizzato il comando REG, basato su riga di comando, abbinato all'opzione “ADD”. L'indicazione finale “ /f ” richiede la sovrascrittura del valore del registro specificato dopo “ /v ”, senza richiedere conferma da parte dell'utente. Il valore DWORD viene impostato a zero (“ /d ”).
Il programma freeware XP Security Console, prelevabile da questa pagina, aiuta spesso a risolvere molte problematiche correlate all'applicazione di restrizioni da parte dei malware. Per rimuovere le limitazioni, è sufficiente avviare l'applicazione e cliccare sul pulsante Apply. Il software è compatibile solo ed esclusivamente con i sistemi Windows XP.

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