Equo compenso più pesante per le tasche dei consumatori
di Maria Teresa Della Mura e Michele Nasi (15/01/2010)
La "querelle" era iniziata esattamente un mese fa quando Stefano Parisi, presidente di Asstel, l'associazione che - nell'ambito di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici e del sistema Confindustria - rappresenta le imprese esercenti servizi di telecomunicazioni, aveva fornito delle anticipazioni sul progetto di revisione dell'"equo compenso" al vaglio del Ministero dei Beni culturali.
Quest'oggi arriva la notizia della firma del decreto, da parte del Ministro Sandro Bondi, che alza - e di parecchio - la gabella dell'"equo compenso" ossia la somma versata dai produttori di tecnologia alla Siae per compensare i titolari dei diritti su un'opera a fronte delle copie private legittimamente fatte da chi ha acquistato supporti audiovisivi (ad esempio CD e DVD).
Il problema è che l'equo compenso italiano è il più alto d'Europa ed interessa, nella versione rivista, oltre a CD, DVD e masterizzatori tutti i dispositivi dotati di memoria. Ivi compresi, quindi, cellulari, MP3, chiavette USB, hard disk esterni fino al decoder di Sky dotato di memoria. Risultato? Un incasso Siae che passerebbe da circa 70 milioni ad oltre 300.
Per i Cd-r la somma da corrispondere, che il consumatore paga al momento dell'acquisto, sono 0,15 cent ogni 700 Mb (il compenso è aumentato proporzionalmente per i supporti di capacità superiore). Per i cd-rw audio si va a 22 cent per ogni ora di registrazione, 0,41 per i Dvd da 4,7 Gb, mentre per i Blu-Ray sono previsti 0,41 cent per ogni 25 Gb. Per i cellulari il decreto prevede 90 centesimi su ogni prodotto venduto, mentre per il decoder si passa da un minimo di 6,44 a un massimo di 29 euro.
Per la Siae si tratta della "solita tempesta in un bicchier d'acqua" che precisa come sia improprio parlare di tassa (è diritto d'autore), i soldi non vanno alla Siae ma agli artisti; non si tratta di un freno alle nuove tecnologie e neanche di uno svantaggio per il consumatore.
Ovviamente non la pensano così le associazioni dei consumatori. Altroconsumo parla di provvedimento ingiusto e il Movimento dei consumatori intende avviare una petizione online contro il provvedimento che porterà a un aumento dei prezzi dei prodotti.
Critica anche l'Anie (Federazione nazionale imprese elettrotecniche ed elettroniche) secondo la quale il provvedimento penalizza l'innovazione.
"L'approvazione del decreto ci lascia assolutamente sconcertati", ha commentato Alessandro Mondini Branzi, amministratore delegato di Nokia Italia. "Nokia crede fermamente che l'imposizione di questa tassa sulla copia privata sia iniqua e ingiustificata". I dirigenti italiani della società finlandese hanno voluto far sentire subito la loro voce in merito all'estensione dell'"equo compenso" ai cellulari: "l'ascolto di musica è solo una delle tante funzioni disponibili sul telefono cellulare, il cui contenuto è solitamente acquistato legalmente dal consumatore che ha pertanto già completamente pagato i diritti d'autore", osserva Mondini Branzi e continua: "imporre una nuova tassa sui telefoni cellulari costringe quindi i consumatori a pagare due volte per lo stesso contenuto. Nokia crede che non sussista un fondamento legale o una base razionale alla tassa sulla copia privata applicata ai telefoni secondo quanto previsto dalla direttiva europea sulla copia privata".
Ultimi commenti
da cl-artdesign >Di fatto se un'azienda italiana dovrà spendere di più di una qualunque concorrente europea non sarà di certo più competitiva.
Quindi che la cosa non comporti un problema per le PMI (che in Italia hanno spesso clientela estera soprattutto nel settore IT) questo aumento sarà un problema vero.
Per quanto riguarda i consumatori, l'aumento del costo dei supporti comporterà un aumento proporzionale dei prodotti: questo è avvenuto in passato ed avverrà anche oggi.
La SIAE può chiamare il suo "contributo" come vuole, anche Pino oppure Gino: è una tassa, viene da tutti sentita come una tassa e viene pagata come una tassa. Pensassero meno alla dialettica e cominciassero a dimostrare a noi cittadini che tutti i soldi che incassano servono effettivamente a qualcosa. Fin'ora gli è riuscito poco.
Poi vorrei sapere una cosetta semplice semplice: la SIAE incasserà il doppio. Pagherà agli autori il doppio o dichiarerà il doppio delle spese sostenute per incassare il doppio dei soldi?
da mirkkk >mi starebbe anche bene che la siae incassasse queste cifre su cd dvd masteriz..ecc... andrebbe bene anche qualcosina in piu(senza esagerare) purche non rompesse più per i diritti su internet di video film musica ecc... ovviamente messi li da privati senza fine di lucro...non trovate un ottima soluzione questa....
da pietrosg >Ogni volta che approccio un film diffuso extra dvd (TV a pagamento e no eccettuato SKY) mi becco dei film "tagliati". Voglio dire film originariamente in cinemascope ( credo 21/9) portati al 16/9 con buona pace della schifezza (mezze facce, soggetti fuori campo e via dicendo): nel caso del digitale terrestre Mediaset Premium te lo vengono a decantare come un vantaggio "tutti i film a 16/9".
Per me è un prodotto tarocco con le coseguenze in termini di etica etc. Bene ora si cerca di recuperare soldi, di "rubare" soldi con artifizi vari ma il prodotto non cambierà. Come al solito lo stato è dalla parte dei poteri.
Da anni mi aspetto una gabella sulle tasche. Sì proprio quelle, dove teniamo le chiavi di casa. Ci passa di tutto per le tasche (o quasi

) strano che nessun governo ci sia arrivato.
da Jake >Citazione:
Da anni mi aspetto una gabella sulle tasche. Sì proprio quelle, dove teniamo le chiavi di casa. Ci passa di tutto per le tasche (o quasi
) strano che nessun governo ci sia arrivato.
Tempo al tempo...
da butch >Quindi se compro un cd/dvd e ci metto mie foto, miei documenti, miei video il diritto di autore di chi sto pagando?
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