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Google Chrome: le novità del browser. Trucchi e suggerimenti.

Google Chrome: le novità del browser. Trucchi e suggerimenti.

di Michele Nasi (08/01/2009)


Le polemiche sulla privacy

A pochi giorni dal primo rilascio di Chrome, Google dovette incassare una bordata di critiche da parte di molti utenti che lamentavano problemi di privacy. Pietra dello scandalo fu l'integrazione, nel browser di Mountain View, della funzionalità "Google Suggest".
Caratteristica strettamente collegata ad "OmniBox", la barra degli indirizzi che combina in sé una casella di ricerca in grado di offrire dei suggerimenti per qualsiasi termine digitato dall'utente, "Google Suggest" - ad ogni tasto digitato dall'utente nella barra degli indirizzi - mette in atto uno scambio di dati con i server gestiti dalla società di Page e Brin. In particolare, digitando via a via un URL nella barra degli indirizzi, il browser invia una richiesta GET nella forma /complete/search?client=chrome&output=chrome&hl=it&q=www.nomedelsito al server clients1.google.it.
Premesso che, ovviamente, passare tramite GET credenziali di accesso ad un sito web sia un esempio lampante di "cattiva programmazione", va comunque osservato come inserendo nella barra degli indirizzi di Chrome l'ipotetico URL www.miosito.it/test/login.php?pwd=MIAPASSWORD venga rilevato l'invio della seguente richiesta al server Google: GET /complete/search?client=chrome&output=chrome&hl=it&q= www.miosito.it%2Ftest%2Flogin.php%3Fpwd%3DMIAPASSWORD. Anche Firefox 3.0 contiene una funzionalità simile ma appare limitata alla sola casella di ricerca Google, quella visualizzata in alto a destra.

Con il rilascio dei successivi aggiornamenti, Google ha reso il prodotto maggiormente "attento" nella fase di identificazione degli URL contenenti dati sensibili, ad esempio nomi utente e password. In tal caso, come spiegano i tecnici della società, "Google Suggest" provvede immediatamente ad eliminare i dati di autenticazione senza veicolarli in Rete.
Inoltre, mentre le precedenti versioni di Chrome memorizzavano in locale il contenuto delle pagine https:, le più recenti versioni di Chrome si astengono completamente dal mettere in atto tale pratica.
La funzionalità "Google Suggest", inoltre, pur rimanendo abilitata in modo predefinito sin dal momento dell'installazione del programma, risulta adesso disattivabile.

Una funzione simile a "Google Suggest" è stata inserita anche da Microsoft nel suo Internet Explorer 8.0 e battezzata "Suggested sites". La differenza, tuttavia, sta nel fatto che la funzionalità è disattivata in modo predefinito ed abilitata solo su richiesta dell'utente.

Google Chrome sempre in modalità "incognito"

Per fare in modo che Chrome venga avviato sempre in modalità "incognito", è sufficiente mettere in pratica un semplice trucco: basta infatti creare un nuovo collegamento (ad esempio sul desktop di Windows) che invochi il file eseguibile chrome.exe con l'aggiunta dello "switch" -incognito. Esempio:
"c:\....\Google\Chrome\Application\chrome.exe" -incognito

Rendere anonima l'installazione di Chrome

Durante l'installazione di Google Chrome, il prodotto genera un numero identificativo univoco e lo associa al prodotto. Grazie a questo espediente, i server di Google possono riconoscere automaticamente ciascuna installazione del browser sebbene l'ID non sia direttamente collegato ad un nome reale. Il software gratuito UnChrome, prelevabile cliccando qui consente di sbarazzarsi dell'identificativo sostituendolo con un serie di zeri.

Il funzionamento di UnChrome è semplicissimo: basta eseguire il programma e cliccare sul link Remove unique ID now, in basso a destra, accertandosi preventivamente che Chrome non sia in esecuzione.

Altri trucchi veloci

- Per ingrandire rapidamente il testo contenuto in una pagina web, è sufficiente muovere la rotellina del mouse mantenendo premuto il tasto CTRL.
- Trascinando fuori dalla finestra di Chrome i download effettuati mediante il browser, è possibile memorizzare il file selezionato sul desktop o su qualunque altra cartella.
- Facendo clic su un angolo di qualunque area di testo, mostrata nelle pagine web, è possibile ridimensionarla secondo le proprie esigenze. Funzionalità utile, questa, quando si inseriscono commenti o si caricano dei contenuti online.
- Sebbene la pagina iniziale di Google Chrome che riassume, presentando una serie di miniature, i siti web più visitati di recente sia molto valida, accedendo alla finestra delle opzioni del programma (pulsante con l'icona della "chiave inglese") quindi compilando il riquadro Apri le seguenti pagine, è possibile fare in modo che il browser apra contemporaneamente, all'avvio, diverse pagine web. La voce Ripristina le pagine aperte per ultime è utile per fare in modo che Chrome riapra in automatico le pagine web che si stavano visitando prima della chiusura del programma.
Può risultare molto comoda l'aggiunta, nella barra degli strumenti del browser, del pulsante che consente di tornare alla home page (casella Mostra pulsante pagina iniziale nella barra degli strumenti).
- Chrome consente di impiegare, all'avvio del browser, una serie di "switch". Grazie ad essi, è possibile eseguire il browser web impiegando impostazioni particolari. Abbiamo già visto, ad esempio, come lo switch -incognito dia modo di eseguire Chrome nella speciale modalità "incognito". Ecco le altre opzioni che possono essere sfruttate:
-disable-java impedisce l'esecuzione di applet Java eventualmente presenti nelle pagine Internet visitate.
-omnibox-popup-count=10 modifica il numero di suggerimenti proposti dalla casella di ricerca e dalla barra degli indirizzi del browser ("Omnibox"). In questo caso viene impostato un numero massimo di 10 suggerimenti.
--userdata-dir Google Chrome non mette a disposizione, per la gestione dei profili utente, una funzionalità altrettanto comoda come quella offerta da Firefox. Pur supportando i profili multipli, Chrome ne permette la gestione solo da riga di comando. La procedura per generare un nuovo profilo utente per Google Chrome si concretizza creando una nuova cartella, sul disco, per la memorizzazione dei dati e ricorrendo quindi allo switch --userdata-dir.
Come primo passo, è bene avviare Chrome ed eliminare i file temporanei sinora memorizzati (menù "chiave inglese", Cancella dati di navigazione). A questo punto si dovrà individuare la cartella d'installazione del browser (in Windows XP, generalmente, %userprofile%\Impostazioni locali\Dati applicazioni\Google\Chrome; in Windows Vista %userprofile%\AppData\Local\Google\Chrome), accedere alla sottodirectory User Data quindi creare una copia della cartella Default, sempre all'interno di User Data. Alla cartella appena creata, è possibile assegnare, ad esempio, il proprio nome.
Nella casella Start, Esegui... di Windows si dovrà quindi digitare quanto segue (caso di Windows XP):
"%userprofile%\Impostazioni locali\Dati applicazioni\Google\Chrome\Application\chrome.exe" --user-data-dir="..\User Data\nome_cartella" -first-run
Al posto di nome_cartella si dovrà indicare il nome assegnato alla cartella creata in precedenza.


Per avviare Google Chrome usando questo secondo profilo anziché quello di default, è sufficiente creare un nuovo collegamento sul desktop ed inserire, nella casella Destinazione (tasto destro, Proprietà) del collegamento quanto segue (sempre nel caso di Windows XP):
"%userprofile%\Impostazioni locali\Dati applicazioni\Google\Chrome\Application\chrome.exe" --user-data-dir="..\User Data\nome_cartella"

L'utilizzo di più profili permette di impiegare diverse impostazioni del browser, avere cronologia e liste dei siti preferiti "ad hoc" e così via.

- Tra gli altri switch "disable" utilizzabili per avviare Google Chrome, ricordiamo i seguenti:
-disable-dev-tools
-disable-hang-monitor
-disable-images
-disable-java
-disable-javascript
-disable-logging
-disable-metrics
-disable-metrics-reporting
-disable-plugins
-disable-popup-blocking
-disable-prompt-on-repost


- Per la configurazione avanzata delle impostazioni del browser, Google Chrome non dispone di un comando about:config così come Mozilla Firefox. Il software prodotto dal colosso di Mountain View, tuttavia, mette a disposizione alcuni comandi about: che possono risultare interessanti. Per invocarli, è sufficiente digitare - nella barra degli indirizzi del browser - il comando about: seguito da una delle stringhe di carattere seguenti: stats memory network histograms dns cache plugins version.
Le informazioni restituite, appannaggio degli utenti più esperti, offrono una panoramica sull'impegno della memoria RAM, permettono di monitorare le attività di rete (pulsante I/O tracking), di controllare le funzionalità DNS, la cache del browser, i plug-in installati e così via.

Le prestazioni di Chrome confrontate con gli altri browser

Secondo alcuni recenti test, il motore Javascript di Google Chrome si porrebbe ai vertici per quanto riguarda l'esecuzione del codice. Per la prova è stato utilizzato SunSpider, un benchmark che si occupa di verificare quanto velocemente un browser riesca ad eseguire codice Javascript. In testa alla classifica si è posizionato WebKit seguito da Chrome, dalla beta 2 di Firefox 3.1, dalla versione "alpha" di Opera 10, da Firefox 3.0.4, Safari 3.2, Opera 9.6.2 ed, infine, dalla beta 2 di Internet Explorer 8.0.
WebKit e Chrome utilizzano il motore Javascript "SquirrelFish Extreme", un recente aggiornamento che è stato per la prima volta presentato lo scorso mese di Settembre. Firefox 3.1, invece, integra il nuovo interprete Mozilla TraceMonkey.

Al momento, WebKit - motore utilizzato sia in Apple Safari che in Google Chrome - sembra essere due volte più veloce rispetto alla beta 2 Firefox 3.1 nell'esecuzione di codice Javascript. Le prestazioni del nuovo browser di Mozilla sembrano comunque superare abbondantemente quelle offerte da Firefox 3.0.4, Safari 3.2 ed Opera 9.6.2.

I benchmark per i browser web non sono fine a sé stessi. Le performance di un browser web, soprattutto per quello che concerne il motore Javascript, hanno un'importanza sempre più fondamentale: grazie alla nascita di browser più performanti, gli sviluppatori possono creare applicazioni web in grado di rivaleggiare sempre più con i software desktop, sia in termini di velocità che in termini di completezza.

Mozilla promette comunque, da parte sua, un deciso incremento delle performance nella gestione di codice Javascript con il rilascio di Firefox 3.1.Javascript, com'è noto, è un codice che viene interpretato (non è compilato) da parte di un apposito componente del browser che lo esegue riga per riga.

Brendon Eich, CTO di Mozilla, non si nasconde dietro un dito e non ha mancato di fare i complimenti al team di Google per il valido lavoro svolto. E' probabile, anzi, che Mozilla tragga ispirazione da alcune idee implementate in Google Chrome per migliorare ulteriormente i propri prodotti. In testa alla lista di Eich c'è l'utilizzo di un processo separato per la gestione di ogni singola scheda ("tab") del browser: un approccio che consente di ridurre i crash al minimo evitando, soprattutto, che vadano ad impattare sull'intero software di navigazione per il web.

L'ultima versione di Google Chrome è scaricabile, in italiano, facendo riferimento a questa pagina.
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