Google ha rivelato di aver messo in allerta i gestori di circa 20.000 siti web a livello mondiale che presentavano evidenti segni di un'infezione da malware. "
Riteniamo che del codice JavaScript sia stato inserito nel vostro sito web a vostra insaputa e da parte di terzi. Tale codice potrebbe essere stato utilizzato per reindirizzare gli utenti verso pagine malevole", questo il messaggio che il team
Google Search Quality ha trasmesso agli amministratori coinvolti.
I tecnici di Google hanno suggerito di verificare, in particolare, la presenza dell'istruzione JavaScript
eval(function(p,a,c,k,e,r) all'interno delle proprie pagine web. Si tratta infatti di una funzione che è frequentemente utilizzata per "offuscare" il codice JavaScript rendendone impossibile l'analisi all'occhio umano. Di contro, i browser web sono perfettamente in grado di comprendere e "decodificare" il codice seguendo le istruzioni riportate nel medesimo JavaScript.
Sebbene la presenza di
eval(function(p,a,c,k,e,r) in una pagina web non sia necessariamente sintomo di un'infezione, è generalmente spia di qualcosa che si sta cercando di occultare. L'algoritmo di codifica del codice JavaScript è stato messo a punto da Dean Edwards (ved.
questa pagina) con l'obiettivo primario di "compattare" e ridurre il peso del codice originario.
È ovvio che se non si conosce tale codice e lo si trova inserito in una delle proprie pagine web è altamente probabile che la propria applicazione web od il server sul quale è ospitato il sito sia stato oggetto di un'aggressione, condotta a termine con successo (generalmente trattasi di attacchi del tipo
SQL injection).
Mark Jansen, portavoce di Google, ha spiegato che i messaggi d'allerta recapitati ai webmaster sono parte degli sforzi compiuti dalla società per contribuire alla lotta contro i malware ed il phishing. E gli interventi posti in essere sul motore di ricerca ideato dalla coppia Page-Brin sono generalmente assai influenti: lo scorso luglio, Google aveva escluso dai suoi indici oltre 11 milioni di URL appartenenti al dominio "
co.cc". Tali indirizzi venivano infatti regolarmente sfruttati da gruppi di criminali informatici per diffondere falsi software antivirus ("
rogue software") e condurre attacchi
drive-by download. Gli attacchi
drive-by vengono generalmente utilizzati per provocare il download automatico e l'esecuzione di codice dannoso sfruttando vulnerabilità - non sanate dall'utente mediante l'installazione delle varie patch di sicurezza - del browser web e del sistema operativo.
Vulnerabilità irrisolte nei vari programmi che si impiegano a cadenza giornaliera restano quindi il "tallone d'Achille" che può esporre sia l'utente comune, sia il professionista, sia la grande azienda a rischi d'infezione.