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Dopo aver effettuato una scansione completa del sistema (suggeriamo di lasciare attivate tutte le caselle proposte nella parte destra della finestra ovvero System, Sections, Devices, Modules,...), è bene provvedere subito a cancellare tutti gli oggetti eventualmente indicati in rosso. Per effettuare quest'operazione, è sufficiente fare clic con il tasto destro del mouse su ciascuna voce evidenziata in rosso quindi selezionare il comando Delete file o Delete the service.
Le voci riportate in nero non debbono preoccupare: GMER infatti, oltre ad indicare in rosso gli elementi direttamente riconducibili all'attività di componenti dannosi, inserisce in elenco anche tutte le modifiche che sono state rilevate sulle aree "vitali" del sistema operativo. La lista potrebbe essere anche molto lunga ma se nulla è in rosso non ci si deve insospettire più di tanto.
Alcune delle informazioni visualizzate in nero possono comunque, se analizzate con attenzione, dare una panoramica più precisa di ciò che avviene sul sistema. E' interessante notare, ad esempio, come GMER individui gli "Alternate Data Streams" (ADS) eventualmente presenti (colonna "Type"). Quest'ultima caratteristica, propria del file system NTFS, viene da qualche tempo ampiamente sfruttata da malware e rootkit per celare la propria presenza una volta insediatisi su di un sistema.
Sui file system NTFS le informazioni su file e cartelle vengono registrate all'interno di una speciale tabella detta "Master File Table" (MFT). A ciascun file presente sul disco possono essere associati diversi attributi che ne rispecchiano il contenuto, conservano la data di modifica o di accesso ed altri dettagli. Ai dati che caratterizzano tradizionalmente un file è possibile affiancare anche delle informazioni alternative. Un esempio possono essere le informazioni relative all'autore, alle parole chiave, all'oggetto talvolta mostrate nella finestra delle proprietà di un file.
Gli ADS consentono quindi di "allegare" a dei file già presenti sul disco fisso, delle informazioni "ausiliarie" che risultano invisibili all'utente ed a gran parte dei software. Windows, tra l'altro, non offre strumenti utilizzabili dall'interfaccia classica per gestire gli ADS.
Gli ADS sono quindi sempre più spesso usati da malware e rootkit per nascondere i propri componenti nocivi, "allegandoli", ad esempio, a file di Windows assolutamente benigni.
GMER consente anche, per esempio, di rilevare se ci sono chiavi nascoste nel registro di Windows (voce ".reg" nella colonna "Type").
Gli utenti più smaliziati e volenterosi possono ottenere informazioni sull'identità dei file riportati in elenco da GMER ricorrendo a Google. In generale, le voci riportate in nero sono del tutto benigne perché riferibili all'attività di software e driver legittimi installati sul sistema in uso. GMER, per esempio, può indicare in elenco driver di periferica virtuale, componenti di software firewall ed antivirus che operano a basso livello sul kernel di Windows, file utilizzati da software per la virtualizzazione (è cosa assai comune, ad esempio, che GMER riporti elementi riferibili a software legittimi come VMWare, Outpost Firewall, Daemon Tools,...).

Una guida in italiano per comprendere come meglio procedere nella selezione e scelta di un fornitore di servizi di gestione del data center, Disaster Recovery e cloud. Quali elementi valutare? A cosa fare attenzione? Per non farvi cogliere impreparati.
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