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Il programma analizzerà lo stato del disco fisso eseguendo, dapprima, il noto comando CHKDSK per l'individuazione di eventuali errori sul disco. Cliccando sul pulsante Next, si dovrà selezionare l'unità disco di destinazione.

Per dare il via alla clonazione dei dati, si dovrà necessariamente fare clic sul pulsante Apply della barra degli strumenti di EASEUS Partition Master. L'attività di clonazione del contenuto del disco sarà effettuata al boot del personal computer: per questo motivo è necessario acconsentire al riavvio del sistema.

In alternativa, per il backup dei dati, è possibile utilizzare EASEUS Todo Backup (vedere l'articolo Backup del disco fisso o di singole partizioni con EASEUS Todo Backup).
Fare spazio sul disco fisso originale
In vista della copia del contenuto del disco fisso originale sulla nuova unità SSD, si dovrà a questo punto accertarsi che il sistema copiato sul disco "di appoggio" sia funzionante e che comunque si disponga di una copia di backup di tutti i file personali.
Solo dopo aver effettuato tali controlli, si dovrà provvedere all'eliminazione dei file dal disco fisso d'origine. Si supponga che il disco SSD acquistato abbia una capienza massima di 120 GB. Se sul disco di origine sono conservati 250 GB di dati, si dovrà necessariamente eliminarne file per una dimensione complessiva di 130-140 GB.
Nel caso delle directory di sistema Documenti, Musica, Video e così via, non si cancellino le cartelle ma solo il loro contenuto.
Spostare il contenuto del disco fisso sul supporto SSD
La maggior parte dei software di disk imaging distribuiti sul web a titolo completamente gratuito, non consentono di spostare i dati contenuti su un disco di destinazione che abbia dimensioni inferiori a quelle del disco di origine.
Per risolvere il problema, suggeriamo di scaricare ed installare EASEUS Todo Backup 3.5.
La finestra successiva permette di scegliere il disco di origine, contenente il sistema operativo:
Cliccando su Next, si dovrà quindi indicare il disco SSD (Select destination disk to clone).
Nell'ultima finestra, EASEUS Todo Backup mostrerà il layout del disco di destinazione. Per confermare la modifica, si dovrà cliccare sul pulsante Proceed:
Preparazione del disco SSD
La procedura di "allineamento" del disco SSD è essenziale per garantire prestazioni ottimali e longevità. La chiave di volta per ottenere un allineamento ottimale consiste nel saltare il primo blocco fisico che è solutamente chiamato "erase block size": si tratta della dimensione minima del blocco dati sul quale interviene il controller del disco quando sposta le informazioni.
Se non si conosce il valore dell'"erase block size" (un'ottima idea potrebbe essere quella di verificarlo attingendo ai dati tecnici dell'unità SSD, pubblicati sul sito del produttore ufficiale), è prassi indicare 1024 KB. Si tratta di un valore generalmente "sicuro" perché superiore a tutti gli "erase block size" dei dischi SSD in commercio.
Per intervenire sull'allineamento dell'unità SSD, è possibile utilizzare Parted Magic, un supporto avviabile che contiene, al suo interno, GParted, software libero per il partizionamento dei dischi fissi.
Sarà poi necessario fare clic su OK quindi su Apply ed ancora una volta su Apply.
Al termine dell'operazione, si dovrà fare clic di nuovo su Resize/Move, digitare il valore 1 nella caselle Free space preceding lasciando selezionato MiB nel menù a tendina Align to.
Alla fine si dovrà di nuovo cliccare su OK quindi su Apply.
Nel caso in cui sul disco SSD fossero presenti più partizioni, la procedura dovrà essere ripetuta per ciascuna di esse.
Adesso si potrà richiedere il boot dall'unità SSD modificando la sequenza impostata a livello BIOS.
Prima di intervenire sulla sequenza di boot, però, è importante – sempre accedendo al BIOS del personal computer – attivare la funzionalità AHCI (Advanced Host Controller Interface).
All'ingresso in Windows 7 o in Windows Vista, effettuando il boot dal disco SSD, bisognerà aprire un prompt dei comandi con i diritti di amministratore, quindi digitare quanto segue:
reg add HKLM\SYSTEM\CurrentControlSet\services\msahci /v Start /t REG_DWORD /d 0x0 /f
Riavviando nuovamente il sistema operativo, Windows provvederà ad installare i driver per il supporto della funzionalità AHCI.
Nel caso in cui il boot del sistema operativo, dall'unità SSD, non dovesse avvenire correttamente, suggeriamo di avviare il disco di ripristino di Windows 7 o di Windows Vista lasciando che il problema venga risolto.
Digitando, in Windows, il comando msinfo32 quindi portandosi in Componenti, Archiviazione, Dischi, il valore mostrato in corrispondenza della prima occorrenza di Offset avvio partizione, dovrà essere pari a 1.048 KB. In caso contrario, si dovrà ripetere la procedura di allineamento usando Parted Magic.
Ottimizzare il disco SSD disattivando la deframmentazione ed abilitando il comando TRIM
Il comando TRIM consente al sistema operativo di indicare quei blocchi dati che non risultano più in uso su di un'unità SSD: si tratta ad esempio delle aree liberate dopo l'eliminazione di uno o più file. In Windows 7, digitando Verifica indice prestazioni nella casella Cerca programmi e file del pulsante Start, si dovrà cliccare sul link Riesegui la valutazione ad attendere pazientemente che la procedura venga completata.
Al termine dell'intervento, Windows 7 dovrebbe aver automaticamente abilitato il comando TRIM e disattivato la deframmentazione del sistema.
Digitando nella casella Cerca programmi e file, si dovrebbe notare come la deframmentazione sul disco SSD non sia prevista.
Per verificare, infine, che il comando TRIM sia stato effettivamente abilitato, basta aprire il prompt dei comandi di Windows e digitare quanto segue:
fsutil behavior query DisableDeleteNotify
Se si ottiene, come risultato, il valore 0, significa che il comando TRIM risulta abilitato. Diversamente, qualora venisse restituito il valore 1 significa che la funzionalità TRIM non è supportata dall'unità SSD in uso.



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