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lunedì 23 gennaio


Tra reale e percepito, il disaster recovery non abita nelle Pmi

di Redazione di 01Net (13/10/2009)

La discrepanza tra il percepito e il reale è un concetto che non si applica solo alle temperature estive.
Secondo Symantec, anche quando si parla di sicurezza e “disastri” il livello di preparazione percepita e l’effettiva capacità di rispondere alle emergenze divergono sensibilmente, soprattutto quando sotto esame sono le imprese di piccole e medie dimensioni.

È questo il dato significativo che emerge dal rapporto SMB Disaster Preparedness Survey, frutto di una ricerca condotta nei mesi di agosto e settembre da Applied Research sui responsabili di computer e risorse tecnologiche presso le piccole e medie imprese di 28 Paesi, Italia inclusa. Lo studio si pone l’obiettivo di misurare l'impatto e il livello di preparazione nel disaster recovery, le percezioni e le metodologie delle imprese di piccole e medie dimensioni.

Ciò che più manca alle piccole e medie imprese è da un lato la percezione dell'impatto che le interruzioni di servizio producono sulla clientela, dall’altro la conoscenza e la disponibilità di strumenti adeguati per essere preparate a gestire gli eventi disastrosi.
Ben l’82% degli interpellati si è detto soddisfatto dei piani di disaster recovery della propria azienda, e una percentuale simile (84%) ha dichiarato di sentirsi abbastanza/molto protetto in caso di eventi disastroso.
In realtà, i downtime pesano fortemente sui clienti, mettendo a rischio contratti e commesse, malgrado la fiducia – anche in questo caso esagerata – delle piccole imprese nella pazienza e nella comprensione dei loro clienti
Si parla in media di tre casi di disservizio negli ultimi 12 mesi, causati principalmente da virus o hacker, interruzioni di corrente o disastri naturali. Nel 42% dei casi, le interruzioni possono durare anche otto ore e un cliente su quattro (26%) ha dichiarato la perdita di dati rilevanti.

Le aziende italiane non si discostano dalla media europea quanto a sicurezza e fiduciosa. Va però segnalato che l’88% degli interpellati dichiara di avere già posto in essere un piano per far fronte ad un'interruzione del servizio, dato questo decisamente superiore alla media europea.

In realtà, secondo Symantec che ha commissionato la ricerca, sarebbe sufficiente predisporre accuratamente un piano, seguendo quattro semplici passaggi:
- Identificare le necessità, valutando quali sono i dati critici da proteggere e mettere in sicurezza, assegnando la giusta priorità alle informazioni.
- Affidarsi a consulenti fidati, coinvolgendo un solution provider nella creazione di piani, nell'implementazione di prodotti di protezione automatizzata e nel monitoraggio di tendenze e minacce.
- Automatizzare dove possibile il processo di backup.
- Eseguire test annuali.
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Ultimi commenti
inviato da Disaster recovery ...... > pubblicato il 13/10/2009 16:41:09
Ho conosciuto sistemisti che avrebbe venduto l'anima piuttosto che ammettere al proprio superiore che il raid 5 era degradato e non si potevano recuperare i dati.


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