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mercoledì 28 settembre


WiFi fa male, sindaco lo vieta nelle scuole

di Michele Nasi (08/01/2016)

Un sindaco del torinese ha da poco vietato l'utilizzo dei dispositivi WiFi nelle scuole elementari e medie dell'intero territorio comunale.
La decisione ha dell'incredibile e cozza con l'immenso lavoro che fino ad oggi è stato condotto per facilitare l'accesso alla Rete lungo l'intera Penisola, per diffondere alfabetizzazione informatica e cultura digitale.

Il sindaco fa riferimento al "principio di precauzione" spiegando che "in Rete il tema è dibattuto, molti dicono che il WiFi fa male e abbiamo preferito toglierlo dalle scuole".

Il WiFi fa male?

I timori del primo cittadino affondano le radici nella paura che, in buona parte dell'opinione pubblica, ingenerano le onde elettromagnetiche.

Il WiFi è sicuramente ascrivibile a quelle tecnologie di comunicazione che contribuiscono all'inquinamento elettromagnetico.
Con tale termine si fa comunemente riferimento all'insieme di radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti. Le frequenze sulle quali si distribuisce l'inquinamento elettromagnetico sono quelle comprese fra gli 0 Hz e le frequenze che contraddistinguono la radiazione visibile.

Le radiazioni caratterizzate da una lunghezza d'onda molto contenuta sono le più pericolose e sono dette ionizzanti (ultravioletto, raggi X, raggi gamma). In questi casi, può verificarsi un'interazione con l'organismo umano che può eventualmente provocarne delle alterazioni.

Come spiegato nell'articolo Il Wi-Fi è pericoloso per la salute? I falsi miti da sfatare, i dispositivi WiFi trasmettono informazioni utilizzando radiazioni non ionizzanti: ciò significa che la lunghezza d'onda è inferiore a quella della luce (spettro ottico, visibile) ed, in questi casi, non vi sono rischi di alterazione delle molecole.

È secondo noi assolutamente fuori luogo puntare il dito contro il WiFi perché le potenze del segnale in gioco sono assolutamente irrilevanti.
Il segnale emesso da un router WiFi o da una scheda wireless installata in un personal computer è solitamente dell'ordine dei 100 milliwatt, valore che è ampiamente al di sotto della soglia considerabile come potenzialmente pericolosa.
In Italia, tra l'altro, qualunque privato può allestire un hotspot WiFi a patto di rispettare le potenze massime consentite ovvero 20 dBm EIRP o 100 mW (vedere gli articoli Router region, differenze tra le impostazioni regionali; Realizzare un collegamento WiFi a lunga distanza e Aumentare la copertura della rete WiFi).

Le onde radio, inoltre, seguono la legge dell'inverso del quadrato (così come la luce, il suono e la gravità). Mano a mano che ci si allontana dal router WiFi o dal dispositivo wireless, la potenza del segnale decresce molto velocemente.
Nel caso di un router che trasmette con potenza parti a 100 mW (0,1 W), a distanza di due metri si assorbiranno appena 0,025 Watt; a quattro metri 0,00625 Watt e così via.
La formula è semplice: 1/d2 dove d è la distanza dal router.

Il WiFi, quindi, non sembra poter avere alcuna possibile conseguenza sulla salute umana. Si consideri, poi, che il WiFi dovrebbe essere l'ultima tecnologia da porre sul "banco degli imputati".
Basti pensare che l'assorbimento delle onde elettromagnetiche generate da un hotspot WiFi lungo un intero anno può essere paragonata ad una chiamata mediante cellulare di appena 20 minuti.

Nel caso di specie, quindi, sono sufficienti i cellulari del personale scolastico (dirigenti, responsabili, insegnanti, ausiliari,...) per annullare la "precauzione" adottata dal sindaco piemontese.

Più che uno stop al WiFi, che non ha significato alcuno nella società in cui ci troviamo, basterebbe lasciare appena un po’ di spazio al buonsenso.

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Ultimi commenti
inviato da FrancescoR > pubblicato il 12/01/2016 19:27:37
Ma che cosa scrivi? Hai un riscontro medico che certifichi che il tuo problema deriva dalle onde elettromagnetiche provenienti dal router WiFi? Ti sei confrontato con uno o più medici specialisti? Non credo proprio anche perché allo stato attuale stiamo parlando di mere "psicosi". Nessun medico metterà in correlazione il tuo problema con il WiFi. L'articolo, invece, mi pare porti alla conoscenza del lettore evidenze scientifiche e semplici principi fisici che ben mettono in evidenza come, all'atto pratico, non possa esserci correlazione tra problematiche fisiche ed esposizione a WiFi. Se spegni il WiFi dovresti spegnere il mondo intero e tornare a qualche centinaio di anni fa. Pretendere di spegnere il WiFi non ha senso immersi come siamo in un inquinamento elettromagnetico di ben altra entità e forse chi lamenta problemi di salute correlabili al WiFi dovrebbe probabilmente guardare verso altre cause scatenanti.
inviato da DaniloBB > pubblicato il 12/01/2016 18:39:12
Sta di fatto che quando sono vicino al WiFi mi viene un gran mal di testa. Da anni che è così. Devo starci a non meno di due metri per vivere tranquillo. Dire che non fa male in senso lato, non ha senso.
inviato da 5GHz4004 > pubblicato il 09/01/2016 00:39:22
Citazione: Ha fatto bene, non tanto perchè il Wifi fa male (non è vero ciò), ma perchè alle elementari e medie è meglio se gli studenti si concentrano nello studio e non si distraggono con Smartphone e computer :approvato:
infatti!! :eheheh:
Citazione: ":267uffr0]le grandi e medie aziende tecnologiche nascono all'estero;
se per l'italiano medio contano solo::: -i soDDi -lu buco -la machina granTHe -l'aifon -fesbuc -uottzapp -costruire palazzi....
Citazione: ":267uffr0]Qui, l'unica certezza (e non è necessaria dimostrazione scientifica) è che il Sindaco di Borgofranco non sa di cosa parla, purtroppo :nono: .
il problema è più profondo di quel che si pensa, la GGente non è abituata a criticare, io ascolto le nuove generazioni e le cose che dicono\sanno non hanno gran che di diverso dalle convinzioni bigotte e superstiziose della GGente di 200 anni fa, guardano Adam Kadmon( :!: :?: ) in TV e credono di farsi una cultura, guardano le telenovele e credono di crescere, condividono offese a Darwin su FB e credono di vivere... fosse per me ABOLIREI la TV, ormai è diventata una finestra sul mondo fatta a misura di stupido\anziano\persona che non sa usare internet
Citazione: Poche righe per esporle il mio caso personale:
secondo me hai solo ansia scatenata dalla convinzione di avere questa "malattia"... una "malattia" con un background scientifico del livello del metodo Stamina di Vannoni (però avallato da Veronesi :eheheh: ) P.S. che poi la "nozione" per la quale se chiedi qualcosa ad internet lui ti dirà esattamente quello che vuoi sentirti dire la dovremmo avere tutti :dentone: :eheheh:
inviato da [Claudio] > pubblicato il 08/01/2016 19:03:10
Citazione: Rispetto la sua opinione ma, almeno dal mio punto di vista, non è suffragata dai fatti e dalle molte testimonianze di persone che soffrono per il wi-fi e per le radiazioni elettromagnetiche in genere.
E io rispetto la tua, ma domando: non discuto il fatto che alcune persone possano avere problemi, ma quanti su 60 milioni di abitanti? ........ e poi, sempre in riferimento ai "quanti", dove poniamo tutto il resto che provoca onde elettromagnetiche e che non si chiami WI-FI?. Per non parlare poi della giustificazione adotta dal sindaco di Borgofranco ..... "l'ho letto su Internet" ( :eheheh: :collasso: )..... senza dimenticare che L'Agenzia Regionale per la protezione ambientale piemontese è considerata tra le migliori a livello nazionale. Di cosa stiamo parlando, quindi? del nulla non dimostrato a livello scientifico (come la storiella, sempre made M5S, delle scie chimiche e del microchip sottopelle .... tutta aria fritta). Qui, l'unica certezza (e non è necessaria dimostrazione scientifica) è che il Sindaco di Borgofranco non sa di cosa parla, purtroppo :nono: .
inviato da Roberto O. > pubblicato il 08/01/2016 18:35:19
Rispetto la sua opinione ma, almeno dal mio punto di vista, non è suffragata dai fatti e dalle molte testimonianze di persone che soffrono per il wi-fi e per le radiazioni elettromagnetiche in genere. Poche righe per esporle il mio caso personale: -ho una sensibilità ai campi elettromagnetici ad alta frequenza, non a quelli a bassa frequenza (50Hz); -la sensibilità è tanto più accentuata quanto maggiore è la potenza ma, ad esempio, il wi-fi di un centro commerciale è tale da provocarmi i sintomi che più avanti descriverò; -non posso usare lo smartphone e anche il cellulare normale se non ha campo, e quindi emette il massimo di potenza nella ricerca di questo, mi disturba; -non posso avere il pc vicino alla schermo: a casa mia tra desktop e case ci sono 20 metri di cavo; -non posso usare proiettori video e i televisori di nuova generazione, mi producono fastidio persistente; -lo stesso monitor (Lcd) del pc non è sostenibile oltre le 2 ore. I disturbi: -nervosismo e irritabilità, -senso di oppressione fino alla nausea; -difficoltà estrema di concentrazione, -insonnia grave. I fattori tecnologici disturbanti sono a mio parere due: -l'emissione di onde elettromagnetiche come quelle wi-fi o come quelle emesse per la trasmissione-ricezione telefonica; -la radiazione dei microprocessori installati nelle apparecchiature. Il problema, a mio parere non è tanto e solo relativo alle potenze di emissione, evidentemente importanti, ma anche al livello della persona su cui impattano: -la stessa radiazione impatta sul sistema fisico, su quello emozionale e su quello mentale. Le faccio un esempio: ho due pc uno con processore a 1,8Gb e un altro con processore a 3,6Gb: ebbene questi producono conseguenze su di me abbastanza differenti: il primo genera uno stato di disagio diffuso con i sintomi sopra elencati; il secondo influisce in prevalenza nella sfera del capo, della testa, rendendo la "pressione" insostenibile. E' evidente che un microprocessore ha un campo di emissione elettromagnetica irrilevante, e può darsi che io faccia un'analisi sbagliata, ma non mi spiego che cosa d'altro possa disturbarmi in modo così grave dal momento che non ho hard disk, che tutto è cablato e che il disturbo è presente solo con pc acceso. Non so se la mia testimonianza le può essere utile, ma a me sembra che la realtà sia un po' differente e certamente più complessa di quanto da lei considerato.
inviato da [Claudio] > pubblicato il 08/01/2016 16:34:57
La cosa sbalorditiva è che ciò accade a solo 7 km da Ivrea .... dove, diversi anni prima della attuale statunitense, sarebbe potuta nascere la Silicon Valley italiana (ed europea). E, grazie a quel che segue, si capisce ..... perché:
Citazione: Ha fatto bene, non tanto perchè il Wifi fa male (non è vero ciò) ma perchè alle elementari e medie è meglio se gli studenti si concentrano nello studio e non si distraggono con Smartphone e computer
1) le grandi e medie aziende tecnologiche nascono all'estero; 2) lo sviluppo del digitale in Italia (in particolare, partendo proprio dalle scuole) è una utopia; 3) la lingua italiana (senza, o con wi-fi) venga continuamente maltrattata.
inviato da sd1f51000 > pubblicato il 08/01/2016 14:42:26
Ha fatto bene, non tanto perchè il Wifi fa male (non è vero ciò), ma perchè alle elementari e medie è meglio se gli studenti si concentrano nello studio e non si distraggono con Smartphone e computer :approvato:


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