Al liceo classico Parini di Milano, il più prestigioso della città, un paio di classi su proposta di un professore hanno firmato un patto che impegna gli studenti a non copiare e a non far copiare durante i compiti in classe.
La decisione è arrivata dopo un paio di settimane di discussioni fra gli studenti restii soprattutto a negare l'aiuto al compagno in difficoltà durante il compito.
La notizia ha dato luogo a una serie di commenti con tanto di interviste a Vip e prsunti tali che, ovviamente, hanno detto che loro a scuola hanno sempre copiato. Anzi si sono vantati dicendo che non studiavano, copiavano e poi prendevano sempre bei voti.
E' la solita furbizia all'italiana pronta a prendere qualsiasi scorciatoia possibile pur di raggiungere il massimo risultato con il minimo sforzo scansando qualsiasi regola.
E invece il patto del Parini mi pare una piccola grande notizia che profuma di meritocrazia e rende meno italiani i ragazzi del liceo classico. Perché il rispetto delle regole, a partire dal non copiare in clase, è fondamentale per una società civile e se qualcuno si preoccupa dei compagni più svantaggiati che non ce la fanno potrà benissimo aiutarli nei giorni precedenti la prova in classe.
Il patto comprende in fatti un'assuznione di reposnsabilità importate per quei ragazzi. Io devo studiare perché c'è il compito e se mi interessa aiutare quei compagni in difficoltà studierò con loro pe aiutarli a superare la prova. E' questo il senso dell'accordo.
E chi prima, fidandosi del lavoro dei compagni, non studiava ora non potrà più contare sul senso di colpa del "dai fammi copiare".  Rivoluzionario.
Soprattuto perché i protagonisti sono ragazzi che hanno di fronte molti compiti in classe durante i quali dovranno respingere molte tentazioni. Non so se alla loro età avrei preso la stessa decisione.
Anche perché io spesso ero dalla parte di quelli che copiavano.

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