3399 Letture

9 luglio: IlSoftware.it aderisce allo sciopero nazionale

IlSoftware.it aderisce allo sciopero nazionale indetto dalla FNSI per protestare contro il "DDL intercettazioni".
"I giornalisti italiani hanno proclamato per oggi la giornata del silenzio dell'informazione per protestare contro il disegno di legge Alfano che limita pesantemente la libertà di stampa e prevede pesanti sanzioni contro editori e giornalisti che danno conto di fatti di cronaca giudiziaria ed indagini investigative", spiega FNSI in un comunicato.

L'iniziativa vuole evidenziare "con immeditatezza l'allarme grave che si pone non per questo o quel cittadino di destra di sinistra, ma per il corretto svolgersi del circuito democratico", aveva commentato il segretario di FNSI, Franco Siddi.

Con l'approvazione del "DDL intercettazioni", stanno per diventare legge anche alcune disposizioni che riguardano siti web e "blogosfera" in generale. L'avvocato Guido Scorza - presidente dell'Istituto per le Politiche dell'Innovazione ed esperto di questioni connesse al diritto civile, industriale e della concorrenza - ha voluto sottolineare, in particolare, quanto riportato all'articolo 29 della norma: "per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono". Chiunque gestisca un "sito informatico" può vedersi recapitare una richiesta di rettifica relativamente ad un'informazione pubblicata, con tutte le conseguenze che ne derivano. Scorza ritiene che un provvedimento del genere sia destinato a minare le fondamenta di quell'"Internet italiana" che è fatta in larghissima parte di ottimi progetti amatoriali. Realizzati ed aggiornati con risorse economiche pressoché nulle e che spesso non godono di alcun introito. Un blogger potrebbe arrivare addirittura a chiudere il proprio sito web per evitare di correre dei rischi. "In forza della nuova disciplina andreste incontro ad una sanzione fino a 12 mila e 500 euro per non aver provveduto alla rettifica entro 48 ore", ricorda l'avvocato.
Insomma, il rischio potrebbe essere quello di veder pericolosamente contaminato quel prezioso "humus" che ha sinora dato nutrimento alla "Rete italiana".

Una giornata di rumoroso silenzio.


Diamo spazio al comunicato della FNSI:


"Lo sciopero è una protesta straordinaria e insieme la testimonianza di una professione, quella giornalistica, che vuole essere libera per offrire ai cittadini informazione leale e la più completa possibile. Una protesta che si trasforma in un “silenzio” di un giorno per evidenziare i tanti silenzi quotidiani che il “ddl intercettazioni” imporrebbe se passasse con le norme all’esame della Camera, imposte sin qui dal Governo e dalla maggioranza parlamentare.

Molte notizie e informazioni di interesse pubblico sarebbero negate giorno dopo giorno fino a cambiare la percezione della realtà, poiché oscurata, “cancellata” per le norme di una legge sbagliata e illiberale che ne vieterebbe qualsiasi conoscenza.

Giornalisti, ma anche gli editori e migliaia di cittadini, da mesi denunciano le mostruosità giuridiche del “ddl intercettazioni”. Sono state anche avanzate proposte serie per rendere ancora più severa e responsabile l’informazione nel rispetto della verità dei fatti e dei diritti delle persone: udienza filtro per stralciare dagli atti conoscibili le parti relative a persone estranee e soprattutto alla dignità dei loro beni più cari protetti dalla privacy; giurì per la lealtà dell’informazione che si pronunci in tempi brevi su eventuali errori o abusi in materia di riservatezza delle persone; tempi limitati del segreto giudiziario; accessibilità alle fonti dell’informazione contro ogni dossieraggio pilotato.

Nessuna risposta di merito. Lo sciopero, con la giornata del silenzio, è espressione di indignazione, di partecipazione, di richiamo responsabile a principi e valori che debbono valere in ogni stagione. Lo sciopero è un momento della protesta e dell’azione incessante che proseguirà, fino al ricorso della Corte europea di Strasburgo per i diritti dell’uomo, qualora la legge fosse approvata così com’è. Lo sciopero è anche segnalazione di un allarme per una ferita che si aggiungerebbe ad un sistema informativo che patisce già situazioni di oggettiva difficoltà e precarietà non solo per la crisi economica, ma anche per una politica di soli tagli che rischiano di allargare bavagli oggi altrimenti invisibili. L’informazione è un bene pubblico, non è un privilegio dei giornalisti, né una proprietà dei padroni dei giornali e delle televisioni, né una disponibilità dei Governi. E per i giornalisti non è uno sciopero tradizionale contro le aziende, ma un atto di partecipazione e di sacrifico della risorsa professionale per la difesa di un bene prezioso, dei cittadini, proclamato con un silenzio che vuol parlare a tutti
".

  1. Avatar
    effegi
    14/07/2010 08:49:58
    Spiace davvero che "Il Software" ,testata che seguo e aprrezzo da più anni, voglia prendere una posizione che ritengo immotivata. Non trovo che la ricerca da parte di Alfano di difendere la privacy del cittadino debba essere accusata di essere una"legge bavaglio". Da chi poi? Dall'ex PM Di Pietro e dall'ex PM De magistris.Quelli che si son giovati di più di una pubblicità gratuita alle loro azioni per diventare politici a tempo pieno e ben retribuiti. Senza pagare lo scotto di tutte le accuse(quasi nessuna dimostrata),infamie(carcerazioni spesso non seguite da imputazione ma qualche volta da suicidio degli incarcerati) e persecuzioni(verso persone invise al loro credo politico) che hanno posto in essere. Vale la pena ricordare anche l'altro PM:John Woodkock che si è fatto una notorietà smisurata andando a spiare la vita privata di centinaia di attricette,sportivi,persone note senza poi trovare alcuna prova di reato contro di loro. In Italia c'è troppa prouderie.Un cittadino non può farsi i cavoli suoi perchè intercettato accidentalmente, per una telefonata ad una persona indagata, viene coinvolto in inchieste a lui estranee e additato alla pubblica gogna. Ciò non è normale in un paese democratico in cui c'è una costituzione che difende la privacy e una legge che costa tanto denaro per un'attuazione: appossimativa,velleitaria e eterodiretta. I giornalisti imparino intanto a scrivere in italiano perché spesso non sanno farlo. Controllino le notizie e la loro provenienza, pubblichino solo fatti e non si prestino a fare cassa di risonanza alle procure per far fare carriera a chi fornisce loro materiale di pubblicazione. La libertà di stampa è un fatto acquisito dato che abbiamo tanti(anche troppi) giornali e testate tv-pubbliche e private- che parlano di tutto liberamente. Specie di politica.Spesso anche senza alcuna competenza; proprio come si fa col calcio. In Italia tutti commissari tecnici e tutti onorevoli. Saluti.
  2. Avatar
    Akela
    13/07/2010 21:05:21
    Complimenti. Aderire a uno sciopero come quello indetto e di cui si fa menzione nell'articolo, oltre a essere una prova di "coraggio", è anche l'evidente volontà di perseguire e difendere il bene più alto per un essere umano: la Libertà in tutte le sue forme.
  3. Avatar
    Michele Nasi
    13/07/2010 16:47:18
    Puoi non condividere la protesta, se credi (anche se leggerei con attenzione le motivazioni che hanno portato ad un'iniziativa nazionale di tal portata), ma sinceramente non comprendo il perché di questa "provocazione". Ovviamente ciascuno è libero di fare ciò che meglio crede. So benissimo, però, l'impegno che riponiamo - quotidianamente - nell'aggiornare il sito e nel proporre temi sempre nuovi. Grazie comunque per aver partecipato. P.S. A tutela della tua privacy e come misura antispam, ho modificato il "nome utente" che avevi indicato perché conteneva un indirizzo e-mail.
  4. Avatar
    _maurizio.accica_
    13/07/2010 16:36:25
    Vuol dire che depenniamo anche questo URL dai preferiti e annulliamo la sottoscrizione delle News. Complimenti e auguri.
  5. Avatar
    jedy48
    09/07/2010 23:57:18
    la libertà è la prima regola a base della democrazia e tale regola non deve essere tolta da nessuno solo perchè fà comodo ai cavolacci suoi !!! e dire macchisenefrega.............vuol dire non aver capito nulla
  6. Avatar
    Giuseppe Verdi
    09/07/2010 12:11:07
    Prima di esprimere giudizi denigratori sarebbe opportuno informarsi. Sono molte le posizioni politiche che si possono non condividere, ma la democrazia si avvale della possibilità di esprimere tutte le posizioni. Scrivere "echisenefrega" sarebbe il giusto giudizio da rivolgere a se stesso. Se un soggetto scrive che è sua abitudine non scrivere nei blog, potrebbe continuare a mantere l'abitudine scrivendo solo se ha qualcosa da dire. Suggerisco al soggetto "echisenefrega" di mantenere la sua abitudine di non esprimersi: proprio come questa legge vuole ottenere. Per scrivere giudizi bisogna essere attrezzati: :professore: Saluti.
  7. Avatar
    Giallu
    09/07/2010 11:33:04
    Caro Nasi. I potenti voglio far sapere meno i loro loschi affari. E un brutto periodo ma la libertà di stampa deve rimanere brutta o bella che sia. Pure su internet. Se questo provvedimento passerà ogni giornalista sarà un criminale. Che scifoooooo. Non sono un giornalista ma condivido la vostra protesta. Auguriii. Tenete duro ne va la cosa più bella del vostro mestiere.
  8. Avatar
    francescodue
    09/07/2010 11:01:07
    Premetto che non ho approfondito i particolari della nuova legge. Mi sembra però di capire che l'obbligo di rettifica fosse già presente, anche se forse meno stringente di quello attuale. E mi sembra di capire che le sanzioni verranno applicate a chi non provvederà ad inserire le rettifiche. Onestamente mi pare che si esalti troppo il fatto che la rettifica debba essere fatta con la stessa grafica della notizia di partenza: secondo me è doveroso. Per fare un esempio con il cartaceo: spesso vengono sparate in prima pagina con titoli cubitali notizie anche diffamatorie, condizionando il lettore a credere che sia vero, la rettifica invece, quando c'è, viene presentata come un trafiletto nelle pagine interne, che molti magari non leggono o sottovalutano, così che la rettifica stessa molti non la leggono e permangono nella convinzione della notizia falsa/errata. Altra cosa invece sarebbe obbligare chiunque riporta testi di intercettazioni a riportare anche chi è la fonte. Se le notizie sono secretate, come dovrebbero essere le intercettazioni (visto che potrebbero contenere informazioni di terzi perfettamente estranei ai fatti) è giusto colpire la talpa che le diffonde o le lascia trapelare: se non posso fidarmi di qualcuno per questioni a volte trascurabili, come faccio a fidarmi quando si tratta di questioni gravi?
  9. Avatar
    Gurpa
    09/07/2010 10:26:32
    Non è mia abitudine, ma trovo che un bel "ecchissenefrega" ci stia proprio bene. :confuso:
9 luglio: IlSoftware.it aderisce allo sciopero nazionale - IlSoftware.it