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Alcune app Android trasferiscono dati a Facebook senza autorizzazione

Alcune app Android trasferiscono dati a Facebook senza autorizzazione

I ricercatori di Privacy International segnalano che tre quarti delle applicazioni Android prese in esame trasferirebbero dati personali verso i server di Facebook senza l'autorizzazione dei diretti interessati. Gli sviluppatori delle app puntano il dito contro il social network di Zuckerberg.

Uno studio elaborato dai ricercatori di Privacy International (consultabile integralmente a questo indirizzo) mette in evidenza come di 34 applicazioni Android molto note, 20 inviino dati personali a Facebook senza alcuna esplicita autorizzazione da parte degli utenti. Tra di esse ci sono nomi quali Skyscanner, TripAdvisor, Kayak e MyFitnessPal.

Alcune app Android trasferiscono dati a Facebook senza autorizzazione

Le informazioni trasmesse a Facebook sono diverse: nome dell'app, ID univoco Google dell'utente, numero di volte che l'applicazione è stata aperta e chiusa. Nel caso di Kayak, ad esempio, vengono trasferiti anche i dettagli delle ricerche sui voli aerei.


La nuova normativa europea sulla protezione dei dati personali (GDPR) prevede sanzioni fino a 20 milioni di euro o il 4% del fatturato per quelle aziende che non informassero correttamente sull'utilizzo dei dati degli utenti.

Frederike Kaltheuner, uno degli autori dell'interessante ricerca, spiega che la situazione venutasi a creare è piuttosto ingarbugliata: se infatti, stando a quanto stabilito dal GDPR, la responsabilità sarebbe in capo agli sviluppatori delle varie app, Facebook non permetterebbe ai programmatori di disattivare la trasmissione dei dati in attesa della ricezione di un permesso esplicito da parte degli utenti.

Diversi sviluppatori hanno segnalato la cosa alla società di Mark Zuckerberg già da maggio scorso e Facebook ha successivamente dichiarato di aver rilasciato un aggiornamento. Allo stato attuale non è chiaro se il "fix" messo a punto da Facebook risolva definitivamente il problema anche perché molti sviluppatori sembrano non averlo fatto proprio.


I portavoce di Skyscanner hanno rivelato di non essere mai stati a conoscenza del problema e che una serie di verifiche sono al momento in corso.

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