2004 Letture

Apertura del formato Office? Reazioni controverse.

Microsoft ha espresso l'intenzione di sottoporre i formati dei file di Office (Word, Excel e PowerPoint) all'Ecma, l'Istituto europeo per la standardizzazione, con sede a Ginevra.
All'Ecma, Microsoft sottoporrà tutti i dati tecnici relativi ai formati Microsoft Office Open XML, con l'obiettivo di riceverne la certificazione a standard.
Certificazione indispensabile per poter poi presentare ulteriore domanda all'Iso (International Organization for Standardization), la cui approvazione viene considerata di vitale importanza presso l'utenza di tipo governativo.
Ma non è tutto.
La società si è impegnata anche a cambiare i termini delle licenze d'uso, con l'obiettivo di rimuovere tutte le barriere che di fatto potrebbero impedire agli sviluppatori di lavorare con determinati formati di file.
In effetti, la società già aveva rilasciato in modalità royalty free le specifiche del formato Xml per Office 2003. In questo caso, invece, per Office 12 si parla di salvataggi standard in formato Open Xml.
Tutto questo sembra, evidentemente, una risposta a Sun e Ibm, che stanno a loro volta spingendo per il riconoscimento allo status di standard il formato OpenDocument. Formato quest'ultimo che Microsoft sembra intenzionata a supportare solo attraverso tool di terze parti e non a livello nativo nel prossimo Office 12.
Ed è anche una risposta alle pressioni esercitate dall'Unione Europea perché Microsoft renda standard i suoi formati.

L'annuncio di Microsoft ha fatto scaturire reazioni controverse. Tra i perplessi c'è Ovum: gli analisti della società si interrogano se la mossa del colosso di Redmond riuscirà a tradursi in un formato davvero "open". Riconoscono la tatticità della scelta, ma mantengono le riserve a meno che Microsoft non decida di cedere il controllo dei formati a una struttura indipendente. Appare evidente, nell'analisi di Ovum, che se il controllo dei formati resta in mano a Microsoft, la società avrebbe in qualsiasi momento la facoltà di cambiarli, a danno di chiunque intenda implementarli.
Analoghe le perplessità espresse dall'Open Source Consortium.
In molti sottolineano poi come contraddittorio, rispetto al nuovo commitment verso il mondo open, il rifiuto da parte di Microsoft di supportare OpenDocument, promosso in primis da Ibm e Sun.
Più positive sono le valutazioni espresse ad esempio da RedMonk, che vede nelle dichiarazioni di Microsoft un primo passo verso una politica di maggiore consapevolezza nei confronti dell'open source.
E del tutto favorevole si è dichiarata la British Library, che vede in questa apertura di Microsoft un enorme potenziale per la distribuzione e l'accessibilità dei contenuti.
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