5264 Letture

Appare inevitabile la fusione tra Telecom e Telefonica

Dopo settimane di indiscrezioni, di voci di Borsa, di smentite e di negazioni, sembra che la fusione tra Telecom e Telefonica sia ormai cosa inevitabile.

Lo sostiene Repubblica, che questa mattina apre con la notizia del via libera governativo a una operazione finora invisa soprattutto per ragioni di mercato: approvare la fusione significa infatti abdicare a un principio di italianità valutato come imprescindibile in un settore vitale come quello delle telecomunicazioni.

Prevalgono dunque le compatibilità aziendali, con una serie di paletti per il momento ben fissati: il controllo sarà affidato a mani spagnole, ma la gestione della rete sarà responsabilità italiana.

E i nodi cruciali, destinati a finire sul tavolo delle trattative, saranno proprio legati alla gestione e allo sviluppo della rete, in particolare per tutto quello che attiene al suo ammodernamento e all'evoluzione in ottica Ngn.


Su questo punto, sostiene il quotidiano, in Italia azionisti e parti governative non sembrano disposti a scendere a compromessi, e c'è chi ipotizza non solo un coinvolgimento ai massimi livelli nella gestione, ma addirittura la costituzione di una società ad hoc che se ne faccia carico, controllata da telefonica ma gestita da management italiano.

In assenza di conferme, non mancano però le reazioni.
Prima tra tutte quella del responsabile delle comunicazioni del Pd, Paolo Gentiloni, che chiede in primo luogo che il Governo informi il Parlamento sull'operazione, e che evidenzia il ruolo cruciale e strategico dell'industria delle telecomunicazioni per il Paese.
La vendita di Telecom a un socio straniero, sostiene Gentiloni, è sicuramente critica, ma ancora più critica, date le dimensioni economiche dei due gruppi, appare la possibilità che si garantiscano da un lato gli asset industriali e occupazionali, dall'altro gli investimenti per lo sviluppo delle reti di prossima generazione.

Gentiloni si dichiara favorevole all'ipotesi di "costruire attorno alla Rete e al piano industriale della sua modernizzazione una società che mantenga una presenza di riferimento di Telecom ma veda l'ingresso degli altri operatori, di capitali pubblici veicolati dalla Cassa Depositi e prestiti, di altri capitali".


Sul tema cominciano a proliferare anche i commenti degli osservatori.
Lapidario il titolo del post di Stefano Quintarelli: "una fusione da 80 miliardi di euro di debiti, come una Alitalia al giorno, per due mesi".

www.01net.it

  1. Avatar
    Faus74
    17/02/2010 12.34.06
    Citazione: penso sia doveroso lasciare ad uno stato forte tutto quello che concerne le risorse prioritarie di un paese democratico. non si può privatizzare l'acqua, la luce, il gas, i telefoni e le reti di telecomunicazioni, i trasporti, le poste, le ferrovie, gli aeroporti, ecc. tutto quello che è vitale per il popolo deve essere nelle mani dello stato.
    Sono d'accordissimo, sono risorse che fanno girare l'economia del paese stesso.
    E invece privatizzano tutto, a breve privatizzeranno anche noi cittadini.
    Da quando la Telecom è stata privatizzata, è stato un disastro continuo, i debiti non fanno altro che crescere; e se ci sono utili, invece di iniziare ad appianare i buchi, vengono suddivisi tra i maggiori azionisti, affossando sempre di più la società stessa.
    La Tim era l'unico ramo della società che riusciva a chiudere in attivo; appena fu inglobata dalla società madre, ha iniziato a chiudere in passivo, ho detto tutto ;)
    Mungi la vacca finchè avrà latte, poi la butti via, ci sarà sempre qualcuno a raccoglierla, magari si inizierà a spremerle il midollo, la bile, e altri liquidi organici...
    Il problema principale è che si dovrebbe lasciare tutto ciò ad uno stato forte, come scrivi anche tu, ma qui abbiamo uno stato che sta andando a pu**ane (in ogni senso); ma è un altro discorso che è meglio evitare, si finirebbe per andare tremendamente OT.
  2. Avatar
    DOC75
    16/02/2010 15.16.36
    penso sia doveroso lasciare ad uno stato forte tutto quello che concerne le risorse prioritarie di un paese democratico. non si può privatizzare l'acqua, la luce, il gas, i telefoni e le reti di telecomunicazioni, i trasporti, le poste, le ferrovie, gli aeroporti, ecc. tutto quello che è vitale per il popolo deve essere nelle mani dello stato.
  3. Avatar
    Jake
    09/02/2010 16.23.20
    Citazione: approvare la fusione significa infatti abdicare a un principio di italianità valutato come imprescindibile in un settore vitale come quello delle telecomunicazioni.
    L'italianità... deve essere stato questo il principio guida dei manager che hanno disastrato Telecom. :?
  4. Avatar
    redheart
    09/02/2010 15.54.55
    se questo porterà a prezzi più concorrenziali ben venga.... ;)
Appare inevitabile la fusione tra Telecom e Telefonica - IlSoftware.it