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Apple caccia un'applicazione che facilita il tethering

Uno sviluppatore indipendente ha, nelle scorse ore, mostrato come utilizzare una sua applicazione per iPhone per attivare la funzionalità tethering evitando così i costi aggiuntivi applicati da alcuni operatori telefonici. Con il termine tethering, lo ricordiamo, si fa riferimento alla possibilità di sfruttare la connessione Internet offerta dal dispositivo mobile per "navigare" da altri device quali computer desktop, portatili e così via. Chris Simpson, autore dell'applicazione per iPhone "QuasiDisk", ha pubblicato su YouTube un video che illustra la procedura che è possibile seguire per attivare il "tethering gratuito" sul proprio "melafonino".
Simpson, piuttosto conosciuto per essere l'autore di molteplici applicazioni destinate agli iPhone oggetto di "jailbreaking", ha spiegato che sebbene il suo software sia presentato, sull'App Store, come un "semplice file manager ed un visualizzatore di file", capace anche di interagire con server FTP e con il servizio Apple iCloud (integra anche funzionalità di sincronizzazione dei dati), può essere sfruttato per abilitare il tethering.
Basta attivare il server FTP di "QuasiDisk" sull'iPhone, spiega Simpson, quindi modificare le impostazioni di connessione del browser web (sul sistema Mac OS X, Windows o Linux) indicando l'indirizzo dell'iPhone come server proxy SOCKS e HTTP.

Similmente a quanto era già accaduto a novembre nel caso di iTether, Apple ha però reagito rimuovendo "QuasiDesk" dal suo App Store (il prodotto era commercializzato al costo di 1,99 dollari).


Al momento non si registrano commenti né da parte della società guidata da Tim Cook né da parte di Simpson.

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