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Approvate Agenda Digitale e Crescita 2.0: i commenti

Nei giorni scorsi l'appello più accorato era arrivato da Neelie Kroes, commissario europeo per l'agenda digitale, con due tweet in italiano ed una lettera indirizzata ai parlamentari, con cui si esortava ad una rapida approvazione dell'agenda digitale italiana, sottolineando come fosse un provvedimento essenziale per colmare il ritardo del Paese rispetto all'Europa ed una misura vitale per garantirci un futuro.

Sul filo di lana, con il timore che le dimissioni del Governo Monti potessero vanificare il lavoro fatto fin qui, l'approvazione del Decreto Crescita 2.0, che include anche tutto quanto è collegato all'Agenda Digitale è finalmente arrivata.

Dopo il voto di fiducia di ieri con 295 voti favorevoli e 78 contrari, su un totale di 373 votanti e 114 astenuti, oggi è arrivato il via libera definitivo dalla Camera, con 261 voti favorevoli, 55 contrari e 131 astenuti.


Confindustria Digitale ha accolto molto positivamente la notizia definendo l'approvazione del Decreto Crescita 2.0 (o "Decreto Sviluppo") come un grande passo avanti per uno Stato più moderno.

Sono in tanti, però, a puntualizzare che la versione della legge appena approvata appare notevolmente modificata rispetto all'impianto iniziale che, avrebbe potuto invece fare la differenza. Proprio parlando di Agenda Digitale, Paolo Gentiloni - visti i tempi ridottissimi legati alle dimissioni del Presidente del Consiglio - aveva auspicato un'approvazione del provvedimento pur definendola "il male minore".

La valutazione di molti è che il decreto, per come risulta adesso strutturato, non offre tutte quelle opportunità per la digitalizzazione del Paese a cui si guardava. Ci sono misure importanti su scuola, sanità, giustizia, banda larga, investimenti su startup e smart cities ma mancherebbe una visione d'insieme, con un gap ancora persistente rispetto all'agenda europea.


Nella versione definitiva del Decreto Crescita 2.0 non si parla più di agevolazioni per i soggetti che investono nelle reti di nuova generazione, di alfabetizzazione digitale e pochi sono i provvedimenti in materia di commercio elettronico e di startup.

Roma Startup, Associazione Stati Generali dell’Innovazione ed International Webmasters Association (IWA) hanno descritto le disposizioni appena approvate chiarendo che non si tratta dall'Agenda Digitale auspicata che ma che sarebbe stato "segnale di irresponsabilità grave vanificare quegli sforzi positivi che possono portare comunque degli importanti benefici al nostro Paese. Non si può ripartire da zero. L’Italia non può aspettare ancora".

Ci sono poi i quesiti importanti sull'Agenzia per l'Italia digitale, il nuovo organismo a cui il Decreto demanda tutta una serie di incombenze per la messa in pratica delle disposizioni di legge. Il direttore dell'Agenzia è stato infatti già nominato (è Agostino Ragosa, ex direttore operativo di Poste Italiane) ma l'approvazione della Corte dei Conti deve ancora arrivare. Giungerà prima della conclusione dell'esperienza governativa dei "tecnici"?

A questo punto, appare chiaro come sia determinante l'atteggiamento che assumerà il prossimo governo, chiamato a definire una serie di decreti attuativi per rendere efficaci molte delle risoluzioni sin qui prese.

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