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Azioni legali à gogo: Symantec-Microsoft, Sony BMG - consumatori, Apple e Creative.

Nei giorni scorsi (ved. questa news), Symantec ha intenato una causa legale nei confronti di Microsoft accusandola di essersi impossessata indebitamente della tecnologia per lo storage sviluppata inizialmente da Veritas, azienda ora sotto le ali della società di Cupertino. Steve Ballmer, CEO Microsoft, ha risposto decisamente, e senza pronunciare una parola in più, che l'azione di Symantec (che ha richiesto alla corte federale di Seattle di bloccare l'uscita del nuovo sistema operativo dell'azienda di Gates) non impatterà sulla data di rilascio di Windows Vista. Symantec vuole impedire l'uscita di Vista se Microsoft non provvederà prima ad eliminare il codice che l'azienda ritiene sia stato usato senza averne diritto. "Andiamo in tribunale" - ha dichiarato Ballmer -.

Il giudice federale di Manhattan - Naomi Buchwald - ha ratificato nella giornata di ieri l'accordo intercorso tra Sony BMG ed i consumatori che nei mesi scorsi avevano intentato una causa contro il colosso nato nel 2004 con una joint venture tra la nipponica Sony Music Entertainment e BMG Entertainment (parte della tedesca Bertelsmann).
Materia del contendere era la tecnologia (conosciuta come XCP o Media Max) utilizzata da Sony BMG a protezione di alcuni suoi CD musicali. Secondo i consumatori statunitensi e molti esperti informatici (primo a scoprire l'esistenza del problema è stato Mark Russinovich di Sysinternals.com), i componenti del sistema anticopia (DRM) di Sony BMG venivano installati senza l'autorizzazione dell'utente, modificavano la configurazione di Windows inserendo elementi che - di fatto - agivano ricalcando la prassi adottata da parte dei rootkit ed il produttore non prevedeva alcuna procedura di disinstallazione (tali oggetti continuavano a restare sul personal computer senza che l'utente ne fosse consapevole). Alcune vulnerabilità del DRM di Sony BMG sono state inoltre utilizzate da parte di malintenzionati per condurre attacchi remoti.
L'accordo appena siglato prevede che i consumatori possano richiedere la sostituzione dei CD dotati del sistema di protezione DRM che ha subìto dure critiche da più parti con supporti originali senza la tecnologia anticopia. Sony BMG dovrà altresì fornire il software adeguato per la rimozione della tecnologia DRM.
Kurt Opsahl, legale di EFF (Electronic Frontier Foundation) che, in questo caso, ha rappresentato i consumatori, sottolinea come quanto stabilito sia un ottimo traguardo e soggiunge come la tecnologia "pietra dello scandalo" non verrà mai più integrata, nel futuro, in altri CD. E' previsto anche un rimborso di 7,5 Dollari per ogni cliente Sony BMG che abbia acquistato i CD protetti XCP/Media Max oltre alla possibilità di scaricare un intero album da una selezione online di 200 titoli. Maggiori informazioni (e lista dei CD "incriminati") sono consultabili sul sito di EFF, nell'apposita sezione. Altre informazioni sulla questione DRM Sony BMG sono reperibili cliccando qui.

Anche Creative ed Apple sono ai ferri corti. Le due società si sono denunciate reciprocamente per violazione di brevetto. Secondo Creative, l'iPod di Apple userebbe le tecnologie per la gestione dell'interfaccia che l'USPTO (l'Ufficio Brevetti USA) aveva assegnato a Creative nel 2005. Contemporanea l'azione legale di Apple nei confronti di Creative che accusa quest'ultima di aver violato quattro brevetti nei suoi player digitali portatili. Phil O'Shaughnessy, portavoce Creative ha dichiarato che la sua azienda ha tentato di esplorare soluzioni amichevoli e che in nessuna discussione Apple sembra aver fatto menzione dei brevetti citati nella causa. Da parte sua, Creative, con un esposto alla "International Trade Commission" statunitense, sta tentando anche di bloccare le importazioni degli iPod - gran parte dei quali provengono dalla Cina -. I dispositivi iPod rappresentano il 77% della torta del mercato USA mentre quelli di Creative meno del 10%.

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