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Ballmer o la forza dell'ecosistema italiano

È uno Steve Ballmer all’insegna dell’ottimismo quello che venerdì sera, al termine di una lunga giornata milanese che lo ha visto presente al lancio del cellulare Armani-Samsung, incontrare la comunità finanziaria, i grandi clienti, finalmente è approdato all’Executive Partner Meeting, incontro dedicato ai partner commerciali e tecnologici di Microsoft.

Venti minuti di discorso, che prendono il via dalle cifre italiane della ricerca commissionata a Idc sull’impatto dell’It nell’ecosistema economico.
In Italia, sostiene lo studio, la spesa It a fine 2009 si attesterà a 27 miliardi di euro e fino al 2013 dovrebbe mostrare un tasso di crescita dell’1,3% l’anno, laddove il prodotto interno lordo è invece destinato a decrescere dello 0,6% anno su anno.
Le attività collegate all’It significheranno, a fine anno, qualcosa come 22 miliardi di tasse e nei prossimi quattro anni genereranno ulteriori 2 miliardi di euro in nuove tasse.


Tutto questo, sempre secondo lo studio, avrà effetti positivi anche sull’occupazione e sul mondo delle imprese: 31.000 nuovi posti di lavoro, in un mercato in generale contrazione non sono pochi, così come non poche le 1.000 nuove imprese destinate a popolare il sistema Italia nei prossimi quattro anni. La maggior parte, per di più, piccola e a capitale locale.

Ma è l’ecosistema Microsoft, quello al quale guarda Steve Ballmer: ”Parliamo di 89.000 posti di lavoro e un giro d’affari di 9,4 miliardi di euro e di investimenti di oltre 3 miliardi di euro, nella maggior parte dei casi nel Paese”.
Fondamentale, dunque, è capire quali sono le modalità corrette per lavorare insieme ai partner che popolano questo ecosistema e in quali ambiti.
”In questi anni i confini tra ciò che noi facciamo e ciò che fanno i nostri partner sono costantemente cambiati. Per questo, con l’arrivo di nuovi paradigmi, diventa importante trovare nuovi modi per lavorare insieme”.

Ma quali sono le aree sulle quali si concentra l’attenzione di Microsoft?
“Si parla di cloud, certo - prosegue Ballmer - ma il cloud non deve essere visto come una opportunità separata. È semplicemente il “next step”. È il paradigma che ci consente di rendere concreto il “far di più con meno”, migliorando produttività e innovazione, contenendo nel contempo gli investimenti”.


Naturalmente poi ci sono le novità, che Microsoft si prepara a lanciare sul mercato, da Windows 7 a Office 2010, fino all’offerta server. E qui Ballmer pone l’accento non tanto sugli aspetti tecnologici, quanto sulle opportunità di contenimento dei costi.
E snocciola cifre, parlando di risparmi tra i 25 e i 30 euro l’anno sui service desk, tra 17 e 67 euro sul desktop management, tra i 19 e i 42 sul deployment e di un range compreso tra i 61 e 110 euro l’anno di risparmi sui costi It diretti.
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