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Bersani cancella i costi delle ricariche

Stop al balzello sulla ricarica dei telefonini. Nel secondo pacchetto di liberalizzazione che il governo si appresterebbe a varare dovrebbe infatti esserci un provvedimento per togliere i costi fissi di ricarica. Lo ha anticipato ieri sera a Ballarò il ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani.

La decisione, che sta già provocando una certa sofferenza al titolo Telecom in Borsa, toglie agli operatori telefonici ricavi per 1,7 miliardi di euro. La decisione di Bersani, che va nella direzione di rendere più trasparenti le tariffe per i consumatori, era stata preceduta da un documento congiunto dell'Autorità delle comunicazioni e dell'Antitrust che in novanta pagine criticavano duramente l'onere per le ricariche.

Il balzello infatti costringe chi ha meno a pagare di più. Lo studente che compra un ricarica di importo basso paga infatti in percentuale agli operatori molto di più di compra ricariche superiori. Di fronte all'Authority gli operatori si erano difesi sostenendo la tesi dei costi sopportati per l'organizzazione del servizio. I costi però ammontavano a 769 milioni di euro con un margine per le società telefoniche di 945 milioni. A questo si aggiunge il vantaggio finanziario, che oscilla fra i venti e i duecento milioni di euro, dovuto al fatto che i clienti pagano le ricariche in anticipo.
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