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Blockbuster è in gravi difficoltà: di chi è la vera colpa?

E' profonda crisi per il colosso del "videonoleggio" Blockbuster. La famosissima catena di negozi per il noleggio e l'acquisto di videocassette, DVD e videogiochi sta attraversando un periodo nero: secondo le notizie che arrivano dagli Stati Uniti, la società sarebbe sull'orlo del fallimento. Fondata in Texas nel 1985, Blockbuster avrebbe fatto ricordo al cosiddetto "Chapter 11", normativa statunitense che offre alle imprese un appiglio per la ristrutturazione aziendale in seguito a gravi problemi finanziari. Si tratta di una disposizione che inquadra l'attività di un'azienda in una sorta di "amministrazione controllata", quest'ultima prevista dalla legislazione italiana.
Blockbuster avrebbe accumulato debiti per circa un miliardo di dollari che gettano un'ombra sul futuro dell'azienda.

Il dito viene puntato contro la rete Internet che, con la diffusione del "peer-to-peer" e dei circuiti legali per l'acquisto di materiale audiovisivo avrebbero posto le basi per il fallimento di realtà come Blockbuster.
Molti osservatori criticano però l'atteggiamento troppo "passivo" dell'azienda: Blockbuster sarebbe stata a guardare per troppo tempo, forte dei successi posti a segno nel passato. Alcuni osservano come il "gigante del videonoleggio" non si sia adeguata ai tempi che corrono mettendo in campo iniziative capaci di conservare la competitività dell'azienda.

L'anno scorso Blockbuster aveva tentato il lancio di un suo "set-top box", apparecchio elettronico destinato ad aggiungere numerose funzionalità al televisore, ed il servizio "On Demand". Anche un accordo con Samsung mirava alla promozione del servizio per la visione "su richiesta" dei principali titoli offerti da Blockbuster attraverso l'integrazione di "On Demand" nei prodotti commercializzati dalla società coreana.
Un treno forse preso troppo tardi visti i successi riscossi, proprio grazie alla Rete, da Netflix, Apple iTunes ed Amazon. Con la "Google TV" che sembra essere ormai alle porte.

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    Giuseppe Verdi
    26/03/2010 17:16:46
    Ma che peer to peer. Ma diciamo come stanno le cose. Adesso posso scegliere se uscire di casa prendere la macchina incasinarmi nel traffico parcheggiare l'auto in doppia file per prendere un dvd a noleggio (se non è finito prima) e a caro prezzo, oppure: resto a casa in pigiama, comodo sul divano mi compro col digitale terrestre o col satellite il film, spendo di meno, me lo guardo con comodo e non ho la seccatura di doverlo restituire. Ma vuoi mettere la comodità! E poi col peer-to-peer c'è la scocciatura di doverlo cercare, e di aspettare che si scarichi. Ma via. Altro che peer-to-peer. Blockbuster muore come conseguenza della globalizzazione delle telecomunicazioni. Ciao.
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    iskander66
    23/03/2010 17:22:18
    Quelli di BlockBuster possono dare la colpa a chi vogliono; rimane il fatto che erano semplicemente fuori mercato. Perché andare da loro se il negozietto sotto casa m'affitta lo stesso DVD a meta prezzo? Per la cocacola e il popcorn venduti a carissimo prezzo? Ma va là... sono durati fin troppo...
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    sekkyo
    23/03/2010 15:55:25
    Quelli di Blockbuster possono pure puntare il dito contro il peer-to-peer e l'acquisto di film online, ma la colpa è solo loro. Lo sviluppo tecnologico ed economico doveva restare fermo per far comodo a loro?
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