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Cassinelli ci riprova: dalle biblioteche al Web 2.0

Nei giorni scorsi è stata assegnata alla VII Commissione Cultura la proposta di legge presentata lo scorso mese di giugno da Roberto Cassinelli (Pdl), fondatore dell’intergruppo Parlamentare 2.0, in materia di diritto d’autore e diritti connessi alla società dell'informazione.

La proposta di legge poggia le proprie basi giuridiche sulla direttiva europea 2001/29/CE in materia di diritto d'autore e società dell'informazione e il libro verde dal titolo «Il diritto d'autore nell'economia della conoscenza», adottato dalla Commissione europea nel mese di luglio dello scorso anno.
Obiettivo della niova proposta Cassinelli è quello di trovare un forma di armonizzazione tra le legge vigente (datata 1941) e i movimenti spontanei che si stanno affermando in questi ultimi tempi.


In particolare, Cassinelli prende in esame le questioni che riguardano “la produzione di copie digitali di materiali presenti nelle collezioni delle biblioteche e la fornitura elettronica di queste copie agli utenti, cercando di armonizzare la normativa vigente e quanto auspicato in più momenti dalla Commissione che ”ha indicato proprio nello sviluppo delle biblioteche digitali un aspetto cruciale per la crescita economica e sociale dei cittadini europei”. In particolare, Cassinelli propone di modificare gli articoli 68, 69 e 71-ter della legge 22 aprile 1941, con l’obiettivo di ampliare le facoltà concesse alle biblioteche e agli altri istituti analoghi rispetto alle opere presenti nei loro cataloghi.
Parimenti, rientrano nella proposta anche una serie di considerazioni rispetto all’utilizzo a fini didattici o di ricerca delle opere tutelate dal diritto d’autore. Nel constatare come sempre più spesso sia gli insegnanti sia gli studenti ricorrano alla tecnologia digitale, Cassinelli sottolinea come le nuove modalità di fruizione comportino il ” il rischio di violazione dei diritti degli autori quando la digitalizzazione o la messa a disposizione di copie di materiali per studio e per ricerca riguardi opere coperte dal diritto d'autore.”
In questo caso, l’estensore della proposta punta a modificare l’articolo 70 della legge n. 633 del 1941, prendendo nel contempo atto delle nuove forme di linguaggio che utilizzano, in luogo delle parole, immagini, suoni o melodie”.
Il riferimento, in questo caso, è alle applicazioni web 2.0 quali blog, podcast, wiki o video sharing, e ai cosiddetti User generated content nella loro accezione più ampio, per le quali Cassinelli propone l’introduzione di un quadro normativo diverso che tuteli i nuovi linguaggi abilitati dalla tecnologia.

Concretamente e in sintesi estrema, Cassinelli propone l’istituzione di una forma di “equo compenso” per quanto riguarda i prestiti effettuati da Biblioteche di Stato ed enti pubblici. Equo compenso che richiede la creazione di un “fondo per il diritto di prestito pubblico” ad hoc.
Inoltre, per quanto riguarda la copia privata e le opere protette con sistemi DRM, Cassinelli parla della necessità di accordi con i detentori dei diritti e, attraverso la modifica dell'articolo 71, di possibile superamento dei blocchi (reso finanche obbligatorio) purché l’accesso alle opere si configuri come "per uso personale, senza scopo di lucro e senza fini direttamente o indirettamente commerciali".
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