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Cisco chiede garanzie sull'intesa Microsoft-Skype

La società intende chiedere alla Commissione Europea l'imposizione di condizioni al merge tra le due società, in nome del principio di interoperabilità.

Nonostante l'acquisizione sia di fatto conclusa e formalizzata, Cisco ha reso nota la sua intenzione di ricorrere presso la Commissione Europea contro l'acquisizione di Skype da parte di Microsoft per 8,5 miliardi di dollari.

Cisco, di fatto, è intenzionata a chiedere alla Corte Generale dell'Unione Europea di porre condizioni chiare all'operazione. Non intende, cioè, opporsi alla fusione delle due aziende, ma vuole chiedere che siano rispettate alcune condizioni.

In particolare a Cisco interessa che per il servizio di Skype sia garantito il principio dell'interoperabilità tra piattaforme differenti e la società ha precisato, in una nota pubblicata su uno dei suoi blog ufficiali, che il criterio da salvaguardare è lo stesso che non prevede limiti nell'effettuare chiamate telefoniche tra carrier differenti o utilizzando dispositivi telefonici di marche diverse.


Da parte sua Microsoft sottolinea come l'approvazione da parte della Commissione Europea sia avvenuta dopo un'attenta disamina delle condizioni di acquisto, disamina alla quale ha preso parte anche la stessa Cisco.
Pertanto, una volta ottenuto il nulla osta senza condizioni, non vede motivo perché queste debbano essere introdotte a posteriori.

A settembre Messagenet, nota società milanese specializzata nei servizi VoIP, aveva chiesto in sede europea il blocco dell'operazione di acquisizione di Skype da parte di Microsoft.

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