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DVB T2, cos'è e cosa cambia con la nuova tecnologia

DVB T2, cos'è e cosa cambia con la nuova tecnologia

Alcune informazioni sul passaggio al nuovo standard DVB T2: cosa cambia rispetto alla prima generazione e quali saranno i tempi per lo switch off.

Della tecnologia DVB T2 avevamo iniziato a parlare nel 2017: si tratta di una versione migliorata dello standard DVB T che il DVB (Digital Video Broadcasting), consorzio europeo che si occupa di definire modalità condivise per la trasmissione televisiva digitale terrestre, sul quale si iniziò a lavorare già nel 2006.

Con il DVB T2 l'obiettivo è migliorare la ricezione utilizzando apparati fissi e portatili facendo crescere allo stesso tempo il bitrate.
DVB T2 usa codici a correzione d'errore simili a quelli impiegati con lo standard satellitare DVB S2, permette di ricorrere a sistemi MIMO, ben noti in ambito WiFi, prevede metodiche per la riduzione della potenza di picco irradiata all'antenna trasmittente, di usare più di 8.000 portanti, di stimare il canale migliore con l'impiego di un numero inferiore di portanti pilota; consente di usare diverse versioni di codifica e modulazioni, di aumentare le distanze tra antenne e ricevitori, di incapsulare pacchetti IP nello stream e altro ancora.

Presso il Ministero dello Sviluppo Economico fervono da tempo gli incontri incentrati sulla transizione alla tecnologia DVB T2.
Le parti interessate si sono accordate su una roadmap per lo switch al DVB T2 come riportato in questa pagina e così come stabilito nel provvedimento ministeriale.


Di seguito proviamo comunque a riassumere alcuni "punti fermi" in materia di digitale terrestre DVB T2 perché, in ogni caso, diversamente da quello che è stato riportato su molte testate, lo switch off ci sarà ma è tutt'altro che imminente.

DVB T2, cos'è e cosa cambia con la nuova tecnologia

DVB T2: cosa c'è da sapere e alcune date importanti

Intanto una premessa: già la legge Finanziaria 2018 in materia di "Uso efficiente dello spettro e transizione alla tecnologia 5G" ha posto una "data spartiacque" ovvero il 1° luglio 2022. In realtà, come vedremo più avanti, lo switch off è stato anticipato al 21-30 giugno 2022.

Entro tale data i network televisivi dovranno adeguarsi alla riorganizzazione delle frequenze sulla banda dei 700 MHz in modo che siano disponibili per la connettività 5G: 5G, cos'è, come funziona e quando i terminali saranno compatibili.
Ricordiamo infatti che in Italia è stato assegnato in licenza, ai vari operatori di telecomunicazioni, l'utilizzo delle seguenti bande di frequenza: 694-790 MHz, 3600-3800 MHz e 26,5-27,5 GHz (vedere anche 5G pericoloso, tutte bufale o può esserci qualcosa di vero?).

1) Lo switch off per l'attuale tecnologia è fissato per 21-30 giugno 2022. Dopo tale data i dispositivi di ricezione del segnale televisivo (digitale terrestre) non compatibili DVB T2 non potranno più ricevere i programmi di qualunque network nazionale.

2) Dal 1° gennaio 2017 è possibile vendere solo dispositivi dotati di sintonizzatore DVB T2 HEVC. Chi ha acquistato un nuovo televisore da inizio 2017 in avanti, quindi, può essere già sufficientemente sicuro di essere pronto per lo switch off. Su alcuni aspetti (vedere più avanti) è comunque necessario porre attenzione.

3) HEVC (High Efficiency Video Coding), noto anche come H.265 è uno standard di compressione video che va a braccetto con DVB T2. HEVC è erede dell'H.264/MPEG-4 AVC, migliora la qualità video, raddoppia il rapporto della compressione dei dati rispetto a H.264 e supporta l'ultra definizione 8K con risoluzioni fino a 8192 x 4320 pixel. I TV immessi sul mercato dal 1° gennaio 2017 sono anche compatibili HEVC.
Molti televisori di fascia medio-alta acquistati nel 2015-2016 dovrebbero essere compatibili DVB T2 HEVC.

4) Per i televisori ante-2017 il suggerimento è quello di annotare il modello esatto del TV quindi effettuare una ricerca in rete, meglio se sul sito del produttore.
Controllando le specifiche si potrà accertare l'eventuale compatibilità DVB T2 HEVC.


DVB T2, cos'è e cosa cambia con la nuova tecnologia

I TV del 2014-2015 integrano il supporto DVB T2 ma non il codec HEVC: questa limitazione renderà di fatto impossibile ricevere i nuovi canali dopo lo switch off del 21-30 giugno 2022: bisognerà quindi attrezzarsi con un decoder esterno (costano pochi euro) oppure cambiare televisore.
Difficilmente i produttori rilasceranno aggiornamenti del firmware in grado di attivare la compatibilità con il codec HEVC, soprattutto per i modelli più vecchi. Vale comunque la pena provare e consultare l'area Download del produttore previa ricerca del modello di TV esatto inserendo la sigla corrispondente.

Va tenuto presente che un aggiornamento del firmware è sempre in grado di modificare il comportamento del software del televisore ma non può, ovviamente, modificare la configurazione hardware del chip usato per la decodifica video. Ciò chiarito, se il chip di decodifica disponesse dell'hardware sufficiente per supportare HEVC, allora il produttore potrebbe effettivamente rilasciare un aggiornamento del firmware. Diversamente ciò non potrà mai avvenire.

5) A partire dal 1° settembre 2021 e il 20 giugno 2022 inizierà lo spostamento delle frequenze dei network televisivi che a poco a poco abbandoneranno la banda dei 700 MHz. Le prime regioni in cui si partirà (le operazioni dovranno concludersi entro il 31 dicembre 2021) sono Lombardia, provincia di Trento, provincia di Bolzano, Valle d'Aosta, Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna.
ll 1° gennaio 2022 (fino al 31 marzo 2022) sarà la volta di Campania, Lazio, Liguria, Toscana, Sardegna e Umbria; dal 1° aprile 2022 fino al 20 giugno 2022 la transizione si svolgerà infine in Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata, Abruzzo, Molise e Marche.


6) Il 1° settembre 2021 è fissato, a livello nazionale, il passaggio di tutte le trasmissioni in MPEG4 AVC (H.264) seppure con l'utilizzazione ancora l'attuale standard DVB-T.


7) Tra il 21 giugno e il 30 giugno 2022 gli operatori televisivi sono chiamati ad abbracciare lo standard DVB T2 e la codifica HEVC.

8) Decoder DVB T2 HEVC. Su Amazon Italia già si trovano molteplici decoder DVB T2 HEVC pronti per l'uso al prezzo massimo di circa 35 euro: basta collegarli al TV mediante porta HDMI oppure con la vecchissima presa SCART se si disponesse di un televisore ancora più datato.
Da qui a metà 2022 suggeriamo però di tenere d'occhio il mercato perché quasi sicuramente saranno rilasciati TV box Android dotati dei connettori d'antenna per la ricezione del digitale terrestre e del segnale satellitare compatibili con le varie tecnologie. Il vantaggio sarà poter disporre di dispositivi che non fungeranno da semplici decoder "basici", con i vari TV tuner ma uniranno tali abilità con la possibilità di installare applicazioni Android di ogni genere.

9) La presenza del bollino DGTVi PLATINUM conferma che il TV o il decoder sono pienamente compatibili DVB T2 e HEVC. Esistono diverse versioni del "bollino" ma quella PLATINUM offre, a colpo d'occhio, la massima garanzia (maggiori informazioni a questo indirizzo.

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