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DVB T2, cos'è e cosa cambia con la nuova tecnologia

DVB T2, cos'è e cosa cambia con la nuova tecnologia

Cosa cambia con il passaggio al nuovo standard DVB T2 per il digitale terrestre. Differenze rispetto alla prima generazione, i tempi reali per lo switch off, i televisori e dispositivi compatibili. Quando acquistare un nuovo TV.

Della tecnologia DVB T2 avevamo iniziato a parlare nel 2017: si tratta di una versione migliorata dello standard DVB-T che il DVB (Digital Video Broadcasting), consorzio europeo che si occupa di definire modalità condivise per la trasmissione televisiva digitale terrestre, iniziò a proporre già nel 2006.

Uno passaggio storico si registrò nel 2012 quando la TV analogica migrò finalmente al digitale terrestre nella sua prima versione conosciuta con l'appellativo DVB-T ("T" sta appunto per terrestrial).

Tra il 21 e il 30 giugno 2022, dopo circa 10 anni, si verificherà un nuovo switch off, questa volta con il definitivo passaggio da DVB-T a DVB T2, il nuovo digitale terrestre.

I motivi del passaggio da DVB-T a DVB T2 in breve e le indicazioni normative

Con il DVB T2 l'obiettivo è migliorare la ricezione utilizzando apparati fissi e portatili facendo crescere allo stesso tempo il bitrate.


DVB T2 usa codici a correzione d'errore simili a quelli impiegati con lo standard satellitare DVB S2, permette di ricorrere a sistemi MIMO, ben noti in ambito WiFi, prevede metodiche per la riduzione della potenza di picco irradiata all'antenna trasmittente, consente di usare più di 8.000 portanti, di stimare il canale migliore con l'impiego di un numero inferiore di portanti pilota, di usare diverse versioni di codifica e modulazioni, di aumentare le distanze tra antenne e ricevitori, di incapsulare pacchetti IP nello stream e altro ancora.

Presso il Ministero dello Sviluppo Economico fervono da tempo gli incontri incentrati sulla transizione alla tecnologia DVB T2.
Le parti interessate si sono accordate su una roadmap per lo switch al DVB T2 come riportato in questa pagina e così come stabilito nel provvedimento ministeriale a riguardo.

Proviamo a riassumere i "punti fermi" in materia di digitale terrestre di seconda generazione (DVB T2) chiarendo bene anche le tempistiche del passaggio e i casi in cui è necessario acquistare un nuovo TV.

DVB T2, cos'è e cosa cambia con la nuova tecnologia

DVB T2: le date importanti da conoscere

Cominciamo una premessa: già la legge Finanziaria 2018 in materia di "Uso efficiente dello spettro e transizione alla tecnologia 5G" ha posto una "data spartiacque" ovvero il 1° luglio 2022. In realtà, come vedremo più avanti, lo switch off è stato leggermente anticipato al 21-30 giugno 2022.

Entro tale data i network televisivi dovranno adeguarsi alla riorganizzazione delle frequenze sulla banda dei 700 MHz in modo che siano pienamente disponibili per le reti mobili che offrono connettività 5G: 5G, cos'è, come funziona e quando i terminali saranno compatibili.
In Italia è stato assegnato in licenza ai vari operatori di telecomunicazioni l'utilizzo delle bande di frequenza sui 694-790 MHz, 3600-3800 MHz e 26,5-27,5 GHz per l'erogazione di servizi di connettività di quinta generazione (5G e salute: cosa c'è da sapere).


A partire dal 1° settembre 2021 e fino al 20 giugno 2022 inizierà lo spostamento delle frequenze dei network televisivi che a poco a poco abbandoneranno la banda dei 700 MHz.
Le prime regioni nelle quali si partirà (le operazioni dovranno concludersi entro il 31 dicembre 2021) sono Lombardia, Piemonte, provincia di Trento, provincia di Bolzano, Valle d'Aosta, Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna.
ll 1° gennaio 2022 (fino al 31 marzo 2022) sarà la volta di Campania, Lazio, Liguria, Toscana, Sardegna e Umbria; dal 1° aprile 2022 fino al 20 giugno 2022 la transizione si svolgerà infine in Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata, Abruzzo, Molise e Marche.

Il 1° settembre 2021 è anche fissato il passaggio a livello nazionale di tutte le trasmissioni in MPEG4 AVC (H.264) seppur utilizzando ancora l'attuale standard DVB-T.
Si tratta di una tappa intermedia che permetterà di usare al meglio la banda disponibile in seguito al passaggio di alcune frequenze all'erogazione dei servizi 5G.
Dal 1° settembre 2021 al 21-30 giugno 2022 tutti coloro che già oggi sono in grado di ricevere i canali HD dal 501 in avanti non avranno comunque problemi di ricezione proprio perché i loro apparecchi sono in grado di gestire correttamente lo standard MPEG4.

Come detto, infine, tra il 21 giugno e il 30 giugno 2022 gli operatori televisivi sono chiamati ad abbracciare lo standard DVB T2 e la codifica HEVC (vedere più avanti per il significato di HEVC).
Da questo punto in poi chi utilizzerà TV e apparecchi non compatibili con DVB T2 HEVC ma soltanto DVB-T MPEG4 non potrà più ricevere il segnale perché lo switch off sarà contestuale all'attivazione della nuova modalità trasmissiva.
Dopo il 21-30 giugno 2022 i dispositivi di ricezione del segnale televisivo (digitale terrestre) non compatibili DVB T2 HEVC non potranno più ricevere i programmi di qualunque network nazionale.


Quando è necessario acquistare un nuovo TV o un decoder. Come capire se il televisore è compatibile con DVB T2

Dal 1° gennaio 2017 i vari canali di vendita sono autorizzati a commercializzare esclusivamente dispositivi dotati di sintonizzatore DVB T2 HEVC.
Chi ha acquistato un nuovo televisore da inizio 2017 in avanti, quindi, può essere già sufficientemente sicuro di essere pronto per lo switch off di metà 2022. Su alcuni aspetti specifici tecnici (vedere più avanti) è comunque necessario porre particolare attenzione.


HEVC (High Efficiency Video Coding), noto anche come H.265 è uno standard di compressione video che va a braccetto con DVB T2. HEVC è l'erede dell'H.264/MPEG-4 AVC: migliora la qualità video, raddoppia il rapporto della compressione dei dati rispetto a H.264 e supporta l'ultra definizione 8K spingendosi fino a 8192 x 4320 pixel. Nell'articolo HEVC o H.265: principali differenze rispetto a H.264. In vista di AV1 abbiamo posto sotto la lente le principali caratteristiche di HEVC.

I TV immessi sul mercato dal 1° gennaio 2017, come detto, sono compatibili HEVC.
Anche alcuni televisori di fascia medio-alta acquistati nel 2015-2016 dovrebbero essere compatibili DVB T2 HEVC.

- Qualche osservazione utile sui TV e dispositivi acquistati prima del 2017

Per i televisori antecedenti al 2017, il suggerimento è quello di annotarne il modello esatto quindi effettuare una ricerca in rete, meglio se sul sito del produttore, alla ricerca delle specifiche tecniche complete.
In questo modo si potrà accertare l'eventuale compatibilità con DVB T2 HEVC a 10 bit.
Il dato sulla profondità di colore (10 bit) è fondamentale perché i dispositivi compatibili soltanto con DVB T2 HEVC a 8 bit non permetteranno di ricevere i canali del digitale terrestre dopo lo switch off di metà 2022.


DVB T2, cos'è e cosa cambia con la nuova tecnologia

I TV risalenti agli anni 2014-2015 integrano il supporto DVB T2 ma non il codec HEVC: questa limitazione renderà di fatto impossibile ricevere i nuovi canali dopo lo switch off del 21-30 giugno 2022: bisognerà quindi attrezzarsi con un decoder esterno (costano pochi euro) oppure cambiare televisore.

Letteralmente improbabile se non proprio impossibile il rilascio di aggiornamenti del firmware in grado di attivare la compatibilità con il codec HEVC: vale comunque la pena provare a consultare l'area Download del produttore previa ricerca del modello di TV esatto inserendo la sigla corrispondente.
Un aggiornamento del firmware è sempre in grado di modificare il comportamento del software del televisore ma non può modificare la configurazione hardware del chip usato per la decodifica video.
Se il chip di decodifica disponesse dell'hardware sufficiente per supportare HEVC, allora il produttore potrebbe effettivamente rilasciare un aggiornamento del firmware. Diversamente ciò non potrà mai avvenire.

Come controllare la compatibilità con DVB T2 del proprio TV e del sintonizzatore digitale integrato

Da metà gennaio 2020 sono attivi due canali (100 e 200 del digitale terrestre) gestiti rispettivamente da Rai e Mediaset che permettono di verificare la compatibilità del proprio TV con DVB T2 HEVC.


Oltre che "spulciando" tra le specifiche, basta effettuare una nuova risintonizzazione del digitale terrestre quindi portarsi sui canali 100 e 200.

La comparsa di un "cartello" simile a quello riprodotto in figura (trasmesso con risoluzione 720p) conferma che il dispositivo, al momento dello switch off definitivo (vedere il successivo punto 10), sarà in grado di ricevere le trasmissioni in DVB T2 HEVC senza adottare apparecchi accessori (i.e. decoder compatibile).

DVB T2, cos'è e cosa cambia con la nuova tecnologia

Se il televisore attualmente in uso non fosse in grado di sintonizzare entrambi i canali 100 e 200, se lo schermo risultasse completamente nero o se venissero visualizzati messaggi circa l'indisponibilità dei canali, significa che il TV non è compatibile DVB T2 HEVC a 10 bit.
Su un televisore con supporto HEVC a 8 bit, infatti, dopo lo switch off si vedrà schermo nero.

Come accennato in precedenza, i 10 bit si riferiscono alla profondità di colore gestibile con HEVC ovvero 1 miliardo di colori: Quanti colori può vedere l'occhio umano? Perché usare HDR10 e Dolby Vision.

Va detto che a livello locale, a seconda della zona di residenza, i canali 100 e 200 potrebbero essere ancora occupati anche da altre emittenti. In fase di sintonizzazione risolvere il conflitto optando eventualmente per il "cartello" di test.


La presenza del bollino DGTVi PLATINUM conferma che il TV o il decoder sono pienamente compatibili DVB T2 e HEVC. Esistono diverse versioni del "bollino" ma quella PLATINUM offre, a colpo d'occhio, la massima garanzia (maggiori informazioni a questo indirizzo.

Un nuovo decoder per ricevere i canali DVB T2 HEVC dopo fine giugno 2022

Su Amazon Italia già si trovano molteplici decoder DVB T2 HEVC pronti per l'uso al prezzo massimo di circa 35 euro: basta collegarli al TV mediante porta HDMI oppure con la vecchissima presa SCART se si disponesse di un televisore ancora più datato (e non si volesse ancora conferirlo come rifiuto RAEE nei centri di raccolta specializzati).

Da qui a metà 2022 suggeriamo di tenere d'occhio il mercato perché sicuramente saranno rilasciati TV box Android dotati dei connettori d'antenna per la ricezione del digitale terrestre e del segnale satellitare compatibili con le varie tecnologie e con sintonizzatore digitale DVB T2 HEVC integrato.
Il vantaggio sarà quello di poter disporre di dispositivi che non fungeranno da semplici decoder "basici" ma uniranno tali caratteristiche tecniche alla possibilità di installare applicazioni Android di ogni genere.

A partire da dicembre 2019 i cittadini interessati possono accedere al bonus TV per la sostituzione di vecchi televisori e apparecchi e acquistare decoder o televisori compatibili DVB T2.
L'incentivo statale ha un valore massimo di 50 euro e si rivolge ai cittadini con fascia di reddito ISEE non superiore a 20.000 euro. Per beneficiarne basta compilare il modulo e consegnarlo al venditore insieme con documento di identità e codice fiscale.


Quali sono le principali alternative a DVB T2

L'alternativa a DVB T2 ovviamente esiste e si chiama satellite: tale piattaforma utilizza lo standard DVB-S2 HEVC e i canali fruibili tramite digitale terrestre (con l'eccezione di alcune emittenti minori) sono accessibili attraverso la nota piattaforma gratuita tivùsat.

È comunque necessario attrezzarsi con un decoder satellitare compatibile o con una CAM da inserire nei TV che permettono di ospitarla (deve essere certificata) e un'apposita smartcard (vedere qui per maggiori informazioni).

Su tivùsat ci sono 50 canali in alta definizione e 5 in 4K UHD ma, banale dirlo, non saranno pienamente sfruttabili CAM e smartcard 4K se il televisore si ferma al Full HD 1080p come risoluzione supportata.

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