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martedì 27 luglio 2021 di 183394 Letture
DVB T2, cos'è e cosa cambia con la nuova tecnologia

DVB T2, cos'è e cosa cambia con la nuova tecnologia

Cosa cambia con il passaggio al nuovo standard DVB T2 per il digitale terrestre. Differenze rispetto alla prima generazione, i tempi per lo switch off dopo la decisione del MISE di fine luglio 2021, i televisori e dispositivi compatibili.

Un passaggio storico avvenne nel 2012 quando la TV analogica migrò finalmente al digitale terrestre nella sua prima versione conosciuta con l'appellativo DVB-T ("T" sta appunto per terrestrial).

Della tecnologia DVB T2 avevamo iniziato a parlare nel 2017: si tratta di una versione migliorata dello standard DVB-T che il DVB (Digital Video Broadcasting), consorzio europeo che si occupa di definire modalità condivise per la trasmissione televisiva digitale terrestre, iniziò a proporre già nel 2006.

Con il decreto ministeriale 19 giugno 2019 era stato fissato per il 21-30 giugno 2022, a distanza di 10 anni dal precedente, un nuovo switch off questa volta con il definitivo passaggio da DVB-T a DVB T2, il nuovo digitale terrestre.

Si tratta di un'evoluzione tecnologica che ha come obiettivo primario quello di migliorare la qualità delle trasmissioni televisive.

I motivi del passaggio da DVB-T a DVB T2 e le indicazioni normative

Il fine dello standard DVB T2 consiste nel miglioramento della ricezione con apparati fissi e portatili facendo crescere anche il bitrate ovvero la quantità di informazioni trasferita nell'unità di tempo: più dati vengono trasferiti al secondo per quanto riguarda il flusso video, maggiore sarà la qualità delle immagini.

DVB T2 usa codici a correzione d'errore simili a quelli impiegati con lo standard satellitare DVB S2, permette l'utilizzo di sistemi MIMO, ben noti in ambito WiFi, prevede metodiche per la riduzione della potenza di picco irradiata dall'antenna trasmittente, consente di usare più di 8.000 portanti, di stimare il canale migliore con l'impiego di un numero inferiore di portanti pilota, di usare diverse versioni di codifica e modulazioni, di aumentare le distanze tra antenne e ricevitori, di incapsulare pacchetti IP nello stream e altro ancora.

Presso il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) tutte le parti interessate si erano accordate su una roadmap condivisa per il passaggio al DVB T2.

È stato inoltre varato il sito Nuova TV digitale che riassume tutte le informazioni utili in vista dello switch al DVB T2.

Con la decisione del MISE del 27 luglio 2021 restano invece ben pochi "punti fermi" dal momento che la programmazione iniziale è definitivamente saltata.

Posticipato il passaggio a MPEG-4, il cammino verso DVB T2 in Italia si fa più difficoltoso e molto più incerto.

DVB T2, cos'è e cosa cambia con la nuova tecnologia

Cosa cambia nella TV dal 2021? Il passaggio a MPEG4 AVC (H.264)

La roadmap condivisa prevedeva il debutto di DVB T2 in Italia a metà 2022 e dal 1° settembre 2021 il passaggio a MPEG4 AVC (H.264) a livello nazionale di tutte le trasmissioni utilizzando ancora l'attuale standard DVB-T.

Entrambe le date sono ormai superato e tutto è stato fatto slittare avanti nel tempo.

Il passaggio a MPEG-4 su DVB-T avverrà dal 15 ottobre 2021 e solo per alcuni canali TV "rappresentativi", ritenuti come tali dai network televisivi e a discrezione degli stessi.

Il passaggio a MPEG-4 AVC (H.264) dovrà comunque concludersi secondo il seguente nuovo calendario:

  • 15 novembre 2021 – 18 dicembre 2021: Sardegna.
  • 3 gennaio 2022 – 15 marzo 2022: Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia tranne la provincia di Mantova, provincia di Piacenza, provincia di Trento, provincia di Bolzano; Veneto, provincia di Mantova, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna tranne la provincia di Piacenza.
  • 1 marzo 2022 – 15 maggio 2022: Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata; Abruzzo, Molise, Marche.
  • 1 maggio 2022 – 30 giugno 2022: Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania.

Tutti coloro che già oggi sono in grado di ricevere i canali HD dal 501 in avanti non avranno problemi di ricezione perché i loro apparecchi sono già in grado di gestire correttamente lo standard MPEG4.

DVB T2: le date importanti da conoscere

La legge Finanziaria 2018 in materia di "Uso efficiente dello spettro e transizione alla tecnologia 5G" aveva posto una "data spartiacque" ovvero il 1° luglio 2022. In realtà, con la decisione del MISE di fine luglio 2021, il 1° luglio 2022 resta soltanto la data in cui tutti i network televisivi dovranno concludere il passaggio a MPEG-4 e liberare le frequenze sulla banda dei 700 MHz.

Tali frequenze saranno rese disponibili per le reti mobili che offrono connettività 5G e consegnate agli operatori aventi titolo che hanno vinto il bando per l'assegnazione delle frequenze organizzato dal MISE stesso.

In Italia è stato infatti assegnato in licenza ai vari operatori di telecomunicazioni l'utilizzo delle bande di frequenza sui 694-790 MHz, 3600-3800 MHz e 26,5-27,5 GHz per l'erogazione di servizi di connettività di quinta generazione.

Non è invece dato sapere quando gli operatori televisivi saranno chiamati ad abbracciare lo standard DVB T2 con codifica HEVC (vedere più avanti per il significato di HEVC). Il MISE parla genericamente di 1 gennaio 2023 ma si tratta di una data di massima visto che al momento non esiste ancora un nuovo calendario.

Solo quando verrà avviata la migrazione da DVB-T a DVB T2 HEVC chi non possiederà apparecchi compatibili non potrà più ricevere il segnale televisivo.

Come sapere se la TV ha il DVB T2. Quando acquistare un nuovo TV o un decoder

Dal 1° gennaio 2017 i vari canali di vendita sono autorizzati a commercializzare esclusivamente dispositivi dotati di sintonizzatore DVB T2 HEVC.

Chi ha acquistato un nuovo televisore da inizio 2017 in avanti, quindi, può essere già sufficientemente sicuro di essere pronto per lo switch off che a questo punto avverrà forse nel 2023.

Come spieghiamo più avanti è comunque necessario porre particolare attenzione su alcuni specifici aspetti tecnici.

HEVC (High Efficiency Video Coding), noto anche come H.265, è uno standard di compressione video che va a braccetto con DVB T2.

HEVC è l'erede dell'H.264/MPEG-4 AVC: migliora la qualità video, raddoppia il rapporto della compressione dei dati rispetto a H.264 e supporta l'ultra definizione 8K spingendosi fino a 8192 x 4320 pixel. In un altro articolo mettiamo in evidenza le principali differenze di HEVC (H.265) rispetto a H.264.

I TV immessi sul mercato dal 1° gennaio 2017, come detto, sono compatibili HEVC.

Anche alcuni televisori di fascia medio-alta acquistati nel 2015-2016 dovrebbero essere compatibili DVB T2 HEVC.

- Qualche osservazione utile sui TV e dispositivi acquistati prima del 2017

Per i televisori antecedenti al 2017 il suggerimento è quello di annotarne il modello esatto quindi effettuare una ricerca in rete, meglio se sul sito del produttore, alla ricerca delle specifiche tecniche complete.

In questo modo si potrà accertare l'eventuale compatibilità con DVB T2 HEVC a 10 bit.

Il dato sulla profondità di colore (10 bit) è fondamentale perché i dispositivi compatibili soltanto con DVB T2 HEVC a 8 bit non permetteranno di ricevere i canali del digitale terrestre dopo lo switch off previsto probabilmente per il 2023.

DVB T2, cos'è e cosa cambia con la nuova tecnologia

I TV risalenti agli anni 2014-2015 integrano il supporto DVB T2 ma non il codec HEVC: questa limitazione renderà di fatto impossibile ricevere i nuovi canali dopo lo switch off del 2023.

Letteralmente improbabile se non proprio impossibile il rilascio di aggiornamenti del firmware in grado di attivare la compatibilità con il codec HEVC: vale comunque la pena provare a consultare l'area Download del produttore previa ricerca del modello di TV esatto inserendo la sigla corrispondente.

Un aggiornamento del firmware è sempre in grado di modificare il comportamento del software del televisore ma non può intervenire sulla configurazione hardware del chip usato per la decodifica video.

Se il chip di decodifica disponesse dell'hardware sufficiente per supportare HEVC allora il produttore potrebbe effettivamente rilasciare un aggiornamento del firmware. In altri casi ciò non potrà mai avvenire.

Come controllare la compatibilità con DVB T2 del proprio TV e del sintonizzatore digitale integrato

Da metà gennaio 2020 sono attivi due canali (100 e 200 del digitale terrestre) gestiti rispettivamente da Rai e Mediaset che permettono di verificare la compatibilità del proprio TV con DVB T2 HEVC.

Oltre che "spulciando" tra le specifiche basta effettuare una nuova risintonizzazione del TV per quanto riguarda le frequenze del digitale terrestre quindi portarsi sui canali 100 e 200.

La comparsa di un "cartello" simile a quello riprodotto in figura (trasmesso con risoluzione 720p) conferma che il dispositivo, al momento dello switch off finale, sarà in grado di ricevere le trasmissioni in DVB T2 HEVC senza adottare apparecchi accessori (i.e. decoder compatibile).

DVB T2, cos'è e cosa cambia con la nuova tecnologia

Se il televisore attualmente in uso non fosse in grado di sintonizzare entrambi i canali 100 e 200, se lo schermo risultasse completamente nero o se venissero visualizzati messaggi circa l'indisponibilità dei canali, significa che il TV non è compatibile DVB T2 HEVC a 10 bit.

Su un televisore con supporto HEVC a 8 bit dopo lo switch off si vedrà schermo nero.

Come accennato in precedenza, i 10 bit si riferiscono alla profondità di colore gestibile con HEVC ovvero 1 miliardo di colori.

La presenza del bollino DGTVi PLATINUM conferma che il TV o il decoder sono pienamente compatibili DVB T2 e HEVC. Esistono diverse versioni del "bollino" ma quella PLATINUM offre, a colpo d'occhio, la massima garanzia (maggiori informazioni a questo indirizzo.

Un nuovo decoder DVB T2 HEVC solo nel 2023. I TV box Android DVB T2

Su Amazon Italia si trovano tanti decoder DVB T2 HEVC pronti per l'uso al prezzo massimo di circa 35 euro: basta collegarli al TV mediante porta HDMI oppure con la vecchissima presa SCART se si disponesse di un televisore ancora più datato (e non si volesse ancora conferirlo come rifiuto RAEE nei centri di raccolta specializzati).

Il Ministero mantiene una lista di decoder a questo indirizzo: quelli compatibili riportano nella colonna Terrestre.

Vista la contestata decisione del Ministero di rimandare tutto rivedendo la calendarizzazione che ormai sembrava definitiva, non c'è fretta di acquistare decoder e TV box DVB T2 HEVC.

Da qui al 2023 saranno presentati tanti modelli di TV box Android dotati dei connettori d'antenna per la ricezione del digitale terrestre e del segnale satellitare compatibili con le varie tecnologie e con sintonizzatore digitale DVB T2 HEVC integrato.

Il vantaggio sarà quello di poter disporre di dispositivi che non fungeranno da semplici decoder "basici" ma uniranno tali caratteristiche tecniche alla possibilità di installare applicazioni Android di ogni genere.

Quando si sceglie un TV box Android con sintonizzatore compatibile DVB T2 è comunque essenziale spulciarne bene le specifiche perché alcuni prodotti potrebbero non supportare i meccanismi DRM utilizzati dalle principali piattaforme di streaming (Netflix, Amazon Prime Video, Now TV, Infinity, Disney+, DAZN,...) quindi se l'intento fosse non soltanto quello di accedere ai canali digitali terrestri ma trasformare il televisore in una smart TV con cui sia possibile accedere ai servizi di streaming online.

Gli interessati possono accedere al bonus TV per la sostituzione di vecchi televisori e apparecchi e acquistare decoder o televisori compatibili DVB T2.

L'incentivo statale ha un valore massimo di 50 euro e si rivolge ai cittadini con fascia di reddito ISEE non superiore a 20.000 euro. Per beneficiarne basta compilare il modulo e consegnarlo al venditore insieme con documento di identità e codice fiscale.

Quali sono le principali alternative a DVB T2

L'alternativa a DVB T2 ovviamente esiste e si chiama satellite: tale piattaforma utilizza lo standard DVB-S2 HEVC e i canali fruibili tramite digitale terrestre (con l'eccezione di alcune emittenti minori) sono accessibili attraverso la nota piattaforma gratuita tivùsat.

È comunque necessario attrezzarsi con un decoder satellitare compatibile o con una CAM da inserire nei TV che permettono di ospitarla (deve essere certificata) e un'apposita smartcard (vedere qui per maggiori informazioni).

Su tivùsat ci sono 50 canali in alta definizione e 5 in 4K UHD ma, banale dirlo, CAM e smartcard 4K non saranno pienamente sfruttabili se il televisore si ferma al Full HD 1080p come risoluzione supportata.

L'altra alternativa sono ovviamente le tante piattaforme di streaming come Netflix, Amazon Prime Video, Disney+ e così via che certamente beneficeranno della decisione del MISE di posticipare il passaggio a DVB-T2 HEVC grazie alla migliore qualità audio-video che oggi possono garantire rispetto ai tradizionali network sulle frequenze del digitale terrestre (presto spogliati di un'importante porzione di banda sui 700 MHz). Il 4K Ultra HD è ormai di casa, da tempo, su tali servizi.


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