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Dieci anni di It, secondo Gartner

Siamo a metà strada di un percorso di 60 anni, destinato a portarci da un mondo analogico a uno digitale.
Con queste parole, Steve Prentice, capo della ricerca in Gartner, ha aperto il suo keynote in occasione CeBit di Hannover.
Un keynote nel corso del quale l'analista ha cercato di evidenziare gli elementi chiave che caratterizzeranno i prossimi 10 anni dell'Information Technology.
Con una premessa, per l'appunto: nei primi 30 anni l'impegno è stato quello di portare la tecnologia nel mondo delle imprese; i 30 successivi vedranno la tecnologia raggiungere ogni individuo, con un forte impatto anche sul modo in cui le imprese operano.
Secondo Gartner, il mercato It deve prepararsi a un cambiamento importante nel gioco di forze tra grandi aziende e mondo consumer e tra fornitori e consumatori.
In uno scenario in cui le aziende si trovano in qualche modo forzate a rispondere alle crescenti aspettative dei consumatori, la cosiddetta business agility diventa un requisito irrinunciabile per chi voglia continuare ad operare.

I primi due trend sui quali pone l'accento Prentice sono "Commoditisation" e "Consumerisation ", strettamente correlati alla integrazione della tecnologia nella vita quotidiana, grazie alla proliferazione di pc e Internet.
Banda larga, downpricing e contenuti contribuiscono a creare un nuovo equilibrio tra i diversi attori sulla scena.
Se il pc è diventato il nucleo della rivoluzione It nelle case e nelle famiglie, il Web diventa il motore di nuovi modelli di business, che non riguardano solo l'utenza consumer.
Ci si avvia dunque verso un approccio web-centrico che abbraccia tutti, incluso il mondo enterprise, che finisce per mutuare dal consumer alcuni modelli architetturali e, soprattutto, una agilità che storicamente non gli appartiene.


Tera-Architetture e Virtualizzazione sono il terzo e quarto trend evidenzati da Gartner.
Nei prossimi dieci anni, secondo la società di analisi, si assisterà a una crescita esponenziale nella domanda di capacità infrastrutturale. E ciò che fino a qualche anno fa veniva risolto con un generale ricorso alla scalabilità verso l'alto, ora trova nelle tera-architetture e nella virtualizzazione la sua naturale evoluzione.
Una evoluzione che consente di realizzare grandi sistemi distribuiti utilizzando componenti a più basso costo.
Un esempio palese di questo nuovo approccio è rappresentato da Google, che utilizza oltre 170.000 server per dar vita a un sistema affidabile, flessibile e scalabile, con un costo inferiore di almeno 10 voltte rispetto a un sistema tradizionale.
La virtualizzazione, poi, consente di rompere quel legame diretto esistente tra i device fisici e il loro utilizzo. La virtualizzazione, secondo Gartner, consente maggiori livelli di utilizzo aumentando nel contempo efficienza ed affidabilità.
La combinazione di questi due elementi (tera-architettura e virtualizzazione) risponde alle necessità della cosiddetta real-time enterorise.

Nuovi modelli di sviluppo, acquisizione e delivery sono il quinto e il sesto trend posti sotto il riflettore da Prentice.
Qui l'analisi di Gartner parte da un fenomeno del quale già si colgono i primi segnali: il passaggio da una concezione di software come prodotto a una visione di software come servizio.
Se dal punto di vista degli utenti, non sarà difficile l'affermazione del nuovo modello, che si basa su una più attenta misurazione dell'utilizzo del software e di un adeguamento del livello di servizio in base alle necessità, secondo Gartner sarà un pò più difficile e laborioso arrivare a stabilire un diverso criterio di misurazione dei nuovi modelli di business, e del loro impatto sui profitti e sulle perdite delle aziende che li adotteranno.
Secondo Gartner, non è difficile ipotizzare che quanto già iniziato con il software possa essere replicato anche sull'hardware. L'idea è quella di passaggio ancor più deciso verso l'utility computing, con le imprese impegnate non già all'acquisto dei dispositivi fisici, bensì all'acquisto dell'accesso a servizi condivisi su un dispositivo remoto.


E poi ci sono le Community e la Collaboration . Due termini che Gartner sceglie per identificare la modalità con la quale già si tende e ancora più si tenderà a interagire con il resto del mondo.
Sempre meno determinanti le comunità connotate geograficamente, diverranno fondamentali nuovi modelli relazionali basati su partecipazione e interazione. Un passaggio fondamentale, abilitato da un insieme di nuove tecnologie alle quali si fa normalmente riferimento nell'accezione più ampia di Web 2.0.
Fondamentale, in questo caso, sarà l'abilità che le aziende avranno di trasformare relazioni amichevoli in contatti validi dal punto di vista professionale.

Ambientalismo ed etica sono due istanze che hanno lentamente preso piede negli ultimi anni, destinate però ad assumere un ruolo sempre più determinante nel prossimo decennio. Tenendo presente che di fronte alle pressioni da parte del mondo consumer, per le aziende non sarà più sufficiente il rispetto delle legislazioni in materia di ambiente e di etica, ma sarà necessario dimostrare una coerenza anche sul lungo periodo.

Infine, ed è questa l'istanza con la quale sarà più difficile fare i conti, i prossimi anni segneranno una sorta di affrancamento non semplicemente dai vecchi sistemi legacy, ma da quello che Gartner definisce il "legacy thinking". Solo così le aziende saranno in grado di intraprendere la strada della vera trasformazione.


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