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Difesa dei minori sui social network: c'è da lavorare

Bebo e MySpace: sono solo due i siti di social network le cui impostazioni di base sono tali da impedire l'accesso dei profili dei minori da parte di utenti estranei ed esterni alla cechia dei loro contatti.
A questi due siti si aggiungono poi anche Netlog e SchuelerVZ, che come Bebo a MySpace di default prevedono che i minori possano essere contattati solo dai loro amici.

Sono questi i dati più interessanti di una relazione della Commissione Europea sul livello di attuazione dei principi stabiliti nel 2009 dall'Unione per un utilizzo più sicuro dei social network da parte dei minori e al momento sottoscritto da 21 aziende.

La Commissione ha analizzato 14 siti di social networking, Arto, Bebo, Facebook, Giovani.it, Hyves, Myspace, Nasza-klaza.pl, Netlog, One.lt, Rate.ee, SchülerVZ, IRC Galleria, Tuenti e Zap.lu., constatando che su quasi tutti i siti oggetto di questa relazione, sono presenti informazioni sulla sicurezza, punti di accesso ai servizi di assistenza, materiale informativo indirizzato ai minori e presentati con un linguaggio adeguato alla giovane età dell'utenza. Parimenti, gli stessi servizi di assistenza in 10 casi su 14 rispondono alle richieste degli tenti in tempi anche inferiori a un giorno.
Dati positivi e migliorativi rispetto alla situazione di un anno fa.
Positivo è anche il fatto che 9 dei 14 siti esaminati (Arto, Bebo, Facebook, Giovani, Hyves, Netlog, One, Rate e SchuelerVZ) hanno sviluppato una versione semplificata e più comprensibile delle condizioni di uso o del codice di condotta.

I nodi vengono al pettine quando si arriva ai profili e alla privacy.
Perché se è vero che la maggior parte dei siti impedisce l'accesso ai profili di minori da motori di ricerca esterni, ben dieci siti su 14 consentono agli "amici degli amici" di entrare in contatto con i minori, sia via messaggi personali, sia commentando le foto nelle quali sono taggati.


Proprio l'aspetto legato alla possibilità di taggare le immagini è quello che maggiormente impensierisce Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione europea responsabile dell'Agenda digitale: questa opzione rende semplice la ricerca delle immagini online e, in assenza di filtri specifici per i minori, li espone a rischi di adescamento o cyber bullismo.


Ed è la stessa Neelie Kroes che si assume un preciso impegno di sensibilizzazione presso i siti di socializzazione in rete, "nell'ambito della revisione del quadro di autoregolamentazione attualmente in discussione".

L'attenzione da parte della Commissione alle tematiche relative ai minori e alla rete nasce da pochi ma chiari dati di fatto: il 77% dei ragazzi tra i 13 e i 16 anni e il 38% dei bambini tra i 9 e i 12 anni che utilizzano internet naviga sui siti di social networking, mentre il 56% dei bambini tra gli 11 e i 12 anni e il 78% dei ragazzi tra i 15 e i 16 anni sostiene di sapere come modificare le impostazioni sulla privacy del proprio profilo di social network.

www.01net.it

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