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È iniziata la "fusione" tra i vari operatori mobili europei?

La scorsa settimana è stata confermata la notizia dell'accordo raggiunto tra la filiale tedesca della spagnola Telefonica e l'olandese Royal Kpn per l'acquisizione da parte di Telefonica dell'operatore mobile tedesco E-Plus, in un accordo valutato complessivamente 8,1 miliardi di dollari.

A distanza di pochi giorni dalla notizia, il Wall Street Journal pubblica una sua analisi sull'operazione, allargando la visuale a tutto il mercato delle Tlc europee.
Secondo il quotidiano americano, infatti, l'operazione appena annunciata non è che il prodromo, se non addirittura il banco di prova, di una fase di consolidamento che inevitabilmente investirà il comparto, anche a fronte delle sollecitazione da parte della stessa Unione Europa, favorevole alla riduzione del numero di operatori presenti in ciascun Paese.

Attualmente, infatti, all'interno dell'Unione Europea opera un vero e proprio "patchwork" composto da oltre un centinaio di operatori mobili, mentre per quanto riguarda la telefonia fissa si parla di più di 40 operatori in 28 Paesi.
Una bella differenza rispetto ai 4 operatori attivi invece negli Stati Uniti.


Il consolidamento potrebbe interessare Italia, Regno Unito, Belgio e i cosiddetti Nordics, prosegue il quotidiano USA, citando tra le sue fonti sia executive aziendali, sia voci dal mondo bancario.
Del resto, prosegue l’analisi, le condizioni di mercato stanno rendendo più semplice il consolidamento: la frammentazione e la forte competizione in atto stanno in questa fase comprimendo i profitti e riducendo i valori delle azioni, che negli ultimi tredici anni sono crollati del 74 per cento.

Va detto, per contro, le stesse politiche antitrust dell’Unione Europea e alcune legislazioni nazioni rappresentano tuttora un ostacolo al consolidamento: non solo nascono nuovi operatori, ma gli organi regolatori guardano con sospetto a ogni ipotesi di riduzione del numero di soggetti in campo.


Favorevole a un contesto competitivo differente si è dichiarata il commissario Neelie Kroes, che ha fatto sua la battaglia per nuove regole e per una nuova competitività transnazionale, soprattutto in vista di un consolidamento del comparto.

Per quanto riguarda nello specifico l’Italia, secondo il Wall Street Journal non si esclude una ripresa dei negoziati tra Hutchinson Whampoa e Telecom Italia, o un'apertura verso Wind.

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