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Gli hacker colpiscono Debian

Alcuni server del Debian Project sono stati bucati durante la scorsa settimana. La notizia è trapelata solo adesso e, anche se in ritardo, porta con sé una certa rilevanza. La conferma dell'avvenuta contaminazione è stata data dagli organizzatori del progetto all'European Computer Emergency Response Team, lo scorso venerdi 21 novembre.
La sostanza, che travalica ogni aspetto pratico, racconta che anche Linux è "craccabile".
Nel dettaglio: quattro server che ospitano il sistema di bug-tracking, le mailing list e svariate pagine Web di Debian, sono state effratte lo scorso 20 novembre.
Le intrusioni non hanno intaccato il periodico aggiornamento software che Debian avrebbe di li a poco rilasciato, proprio il 21 novembre.
Tecnicamente, l'attività effrattiva è andata a interrompere i servizi di e-mail per gli sviluppatori, passando per il domain debian.org ed ha bloccato alcuni account utilizzati dagli sviluppatori del progetto opensource, anche se questi erano posti su macchine di backup.
Come risultante pratica, le password dei partecipanti al progetto sono state bloccate e annullate, per effettuare la pulizia delle macchine.
Va ricordato che, nonostante l'intrusione, la neo-release 3.0r2 non è stata intaccata ed è pronta per essere installata liberamente.
Detto tutto ciò, spazio alle considerazioni, anche in virtù del fatto la nuova versione contiene aggiornamenti in materia di sicurezza e aggiustamenti a vari bug.
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