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Gli studi di McAfee e APWG evidenziano spyware e phishing da record

Con un documento pubblicato sul sito web dell'azienda, McAfee ha analizzato il fenomeno spyware ed adware dal punto di vista economico spiegando come il sempre maggior proliferare di componenti nocivi, fastidiosi, lesivi della privacy o, semplicemente, indesiderati, sia dovuto ad aspetti finanziari.
Lo studio condotto da McAfee mostra che coloro che distribuiscono adware e spyware abusano dei programmi di marketing e di affiliazione di aziende legittime. Coloro che diffondono adware, inoltre, sfruttano aziende e siti web di copertura per raggiungere utenti ignari ed intermediari: a volte può capitare di imbattersi in siti web legittimi, legati a noti distributori di spyware. I principali risultati della ricerca evidenziano alcuni aspetti interessanti:
- La diffusione di adware e spyware sta aumentando con un tasso esponenziale. A maggio 2006, esistevano oltre 700 famiglie di adware con oltre 6.000 varianti.
- Il modello di business dell’adware è a scopo di lucro.
- Una recente indagine condotta da McAfee SiteAdvisor ha rilevato che il 97% degli utenti Internet potrebbe non riconoscere i siti sicuri da quelli che non lo sono, il che significa che la maggior parte degli utenti potrebbero essere esposti all'installazione, sui propri sistemi di programmi indesiderati.
- I divi attraggono più del sesso. Secondo McAfee SiteAdvisor, i più prolifici “distributori” di adware sono i siti web di divi e celebrità non, come comunemente si pensa, i siti web per adulti o con contenuti pornografici.

Anche per quanto riguarda i tentativi di truffe telematiche le cose non vanno meglio. Secondo i dati più recenti resi noti dall'Anti-Phishing Working Group, nel mese di luglio si è registrato un tasso record di contraffazione di marchi commerciali.
Si parla di 157 marchi, con un tasso incrementale del 18% rispetto al mese di giugno e del 12% rispetto al mese di maggio che aveva a sua volta fatto registrare un picco record.
Oggetto di attività di spoofing, cita il rapporto, sono istituti finanziari di piccole dimensioni, Isp e persino agenzie governative, segno che le attività criminali non interessano oggi più solo le grandi organizzazioni.
E se da un lato il dato più impressionante sta proprio ne raddoppio, nell'arco di 12 mesi, del numero di marchi vittime di spoofing, ancor più significativi sono i dati relativi al phishing.
Anti-Phishing Working Group parla di 14.292 siti fasulli identificati in luglio, con un incremento del 41% rispetto al mese di giugno e del 18% rispetto ai record di maggio. Ma non è solo una questione di numeri. Secondo gli esperti del gruppo di lavoro, uno dei problemi più evidenti è che gli attacchi stanno diventando via via sempre più complessi, sfruttando in modalità sempre più difficili da individuare le tecniche di reindirizzamento.

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