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Google: la voce nella casella di posta. Novità advertising.

Si chiama Google Voice ed è un nuovo servizio lanciato da Google che segna una sorta di ponte tra le tradizionali funzionalità telefoniche e GMail.

Google Voice consente di memorizzare le trascrizioni dei messaggi lasciati nelle voicemail nelle caselle di posta elettronica e di ricercare le informazioni in esse contenute esattamente come se si ricercassero tra i messaggi di posta elettronica.

Google Voice è frutto dell'ingegnerizzazione delle tecnologie acquisite due anni fa, quando Google rilevò gli asset di Grand Central Communications. In effetti, sottolineano gli osservatori, si tratta di un aggiornamento al prodotto Grand Central: gli utenti dispongono di un numero telefonico verso il quale indirizzare le chiamate in entrata ai numeri di casa, dell'ufficio e cellulari. Il resto avviene grazie all'integrazione del riconoscimento vocale, sviluppato da Google per il servizio Googl-411, che trascrive automaticamente i messaggi vocali in testo.


Qualcuno si domanda come Google Voice si inquadri nel business model di Google. E' sicuramente coerente con un percorso di differenziazione, che ha in Android l'esempio più palese.

Novità anche per quanto riguarda l'advertising. E' infatti da poco iniziata la fase di beta testing di una nuova modalità di erogazione dei messaggi pubblicitari da parte di Google.
Si tratta di “pubblicità basata sugli interessi” e verrà veicolata su YouTube e sui siti appartenenti alla rete di contenuti di Google.

Nuovo strumento sviluppato con l’obiettivo di raggiungere un maggiore livello di rilevanza e di efficacia nella comunicazione pubblicitaria, la “pubblicità basata sugli interessi” si basa sugli interessi espressi dalle visite effettuate dagli utenti.

Due le modalità di analisi degli interessi.
La prima si basa sullo storico e consente, ad esempio, a un produttore di beni di consumo di inviare ai suoi visitatori informazioni su promozioni o novità in arrivo, sulla base delle ricerche effettuate in precedenza o agli acquisti fatti.
La seconda modalità è invece più generalista e gli annunci pubblicitari vengono selezionati in base alle categorie di interesse associate agli utenti in relazione ai video visionati su YouTube o ai siti visitati nell’ambito della rete di contenuti di Google.


Gli utenti, dal canto loro, avranno a disposizione uno strumento, denominato “Gestione Preferenze Annunci”, che permetterà di visualizzare le categorie d’interesse cui sono stati associati, aggiungere e rimuovere alcune categorie, oppure effettuare l'opt-out completo dal sistema che fornisce gli annunci basati sui loro interessi.

La “Gestione Preferenze Annunci”, accessibile sia attraverso questo Url, sia attraverso un link al privacy center presente sull’home page di Google e su tutte le pagine di YouTube, sia attraverso la dicitura “annunci Google” riportata sulle pubblicità presenti nella rete di contenuti di Google, è disponibile a partire da oggi in in inglese, francese, italiano, tedesco, spagnolo, olandese, svedese, finlandese, norvegese e danese. Altre lingue si aggiungeranno nelle prossime settimane.
Nell’arco del prossimo mese tutti i siti della rete di contenuti di Google aggiorneranno le proprie privacy policy per informare gli utenti dei nuovi strumenti pubblicitari, mentre il test vero e proprio partirà all’inizio di aprile con un numero ristretto di inserzionisti negli Stati Uniti e in Europa.

Proprio l’aspetto della tutela della privacy sembra essere il punto cruciale di questa nuova modalità di erogazione dei messaggi pubblicitari e Google mette subito le mani avanti.
La raccolta informazioni avverrà solo attraverso cookie anonimi: nomi, indirizzi, informazioni sanitarie, note sull’orientamento politico, religioso o sessuale degli utenti non saranno raccolti né diffusi.
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