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IBM sceglie Mozilla Firefox e ne favorisce la diffusione

In un momento in cui la competizione tra browser si fa più serrata, IBM segna un nuovo punto nella sua campagna a favore dell'open source e sceglie Firefox come browser predefinito per i suoi 400.000 dipendenti.

"Big Blue" raccomanderà dunque l'adozione di Firefox come prodotto di default: la scelta viene motivata sulla base dell'"adeguatezza" del software opensource sviluppato da Mozilla per un impiego in ambienti "enterprise".

Non si tratterà però solo di semplici inviti a passare a Firefox: IBM, infatti, installerà il browser su tutti i nuovi computer aziendali, formerà i dipendenti sul suo utilizzo, baserà su Firefox lo sviluppo delle proprie soluzioni "cloud" interne ed incoraggerà i propri forntiori a fare altrettanto.

La notizia è stata resa pubblica per opera di Bob Sutor, vice presidente della divisione opensource e Linux di IBM Corporation, attraverso le pagine del suo blog. Firefox "segue strettamente gli standard" per il web, "è opensource e il suo sviluppo è gestito da una comunità che non appartiene ad alcuna entità commerciale, è sicuro ed una comunità internazionale di esperti contribuisce a migliorarlo e ad effettuarvi operazioni di manutenzione, è estensibile e può essere liberamente personalizzato per applicazioni particolare e per le specifiche esigenze delle aziende, è innovativo ed ha contribuito a stimolare le migliorie (dei concorrenti, n.d.r.) in termini prestazionali e di funzionalità", ha spiegato Sutor.

Una presa di posizione importante, quella di IBM, che dà così man forte a Mozilla in un periodo molto delicato della sua storia. Sebbene anche i vertici di Mozilla abbiano ricordato come la competizione sia sempre un aspetto positivo e che Firefox non si sente minacciato da altri prodotti "emergenti", la crescita del "panda rosso" (la parola "Firefox" indica letteralmente "volpe di fuoco" ma in inglese è, appunto, "panda rosso") sembra aver subìto una battuta d'arresto nel corso degli ultimi mesi: secondo le statistiche rese note da NetApplications, l'inversione di tendenza si sarebbe fatta registrare a fine aprile ed a giugno Firefox sarebbe tornato, globalmente, sotto la soglia del 24%. Internet Explorer avrebbe recupeare qualche decimo di punto percentuale riportandosi sopra il 60%. Sempre in crescita, invece, Google Chrome (deterrebbe il 7,24% del mercato) ed Apple Safari (4,85%).


Mozilla ha in serbo numerose novità (ved. questo articolo) per la versione 4.0 di Firefox che dovrebbero aiutare il prodotto a recuperare il terreno perso nei confronti di altri programmi della categoria.

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