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Iab: la banda larga è strategica

Iab ("Interactive advertising bureau") non l'ha presa bene. La notizia del congelamento degli 800 milioni destinati alla banda larga ha provocato la reazione dell'associazione della aziende che operano nella comunicazione su Internet.

Dopo avere dichiarato tutto il proprio stupore, Layla Pavone - presidente Iab Italia - ribadisce "che questa visione degli investimenti in tecnologia non è strategica per il nostro Paese, oltre ad essere in controtendenza rispetto agli altri Paesi Europei. Come è stato ribadito nel corso del recente Iab Forum infatti, aziende, analisti e addetti ai lavori hanno confermato che lo sviluppo della banda larga, unitamente alla diffusione di una cultura digitale a tutti i livelli, è parte integrante del processo di ripresa dell'economia e uno strumento fondamentale per le nostre aziende per uscire dalla crisi. Internet, infatti, offre loro la possibilità di ampliare i mercati di riferimento, fare pubblicità a prezzi contenuti e raggiungere target sempre più ampi e adeguati. Oltre 23 milioni di italiani e 2.300 aziende sono sul web e lo utilizzano, sempre più, come mezzo di comunicazione, di servizio e di business. Secondo Confindustria infatti, gli 800 milioni di investimento in banda larga avrebbero stimolato di un +2% il Pil Italiano. Questo scenario va letto positivamente ma non è ancora abbastanza. Internet ha una forza d'urto tale che tutto sommato in dieci anni è riuscita a crescere da sola ma è altrettanto vero che occorre un salto in avanti, e garantire l'accesso alla banda larga è uno dei passaggi più importanti che possono trainare l'Italia fuori dal ritardo tecnologico ed economico che ci affligge".

Nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta aveva dichiarato che "i soldi non li abbiamo né dirottati, né sciupati; ci siamo presi un momento di riflessione e di analisi in funzione della diversa scala di priorità che poteva nascere dalla crisi".
Letta ha spiegato che gli 800 milioni ancora non approvati dal Cipe verranno stanziati "quando avremo la certezza che quelle risorse non serviranno per la protezione sociale o per l'occupazione, che sono le nostre principali priorità". Superata la crisi, ha concluso Letta, "allora la prima delle nostre priorità sarà la banda larga, che può essere motore di sviluppo del nostro Paese".
Aveva dunque ragione Il presidente di Telecom Italia Gabriele Galateri quando qualche tempo fa in un convegno ha raccontato di essere stato posto di fronte al difficile dilemma "Volete la banda larga o i vaccini?".
Un'opinione indirettamente confermata anche da altri addetti ai lavori che segnalavano come "poco positivi" i primi segnali che arrivavano per l'Ict dalla legge Finanziaria.


Qualcuno sperava nell'arrivo dei soldi dello scudo fiscale, ma la dichiarazione di Gianni Letta gela qualsiasi speranza. La banda larga non fa parte dell'exit strategy anche se rimane motore fondamentale dello sviluppo.
Intanto dilaga il pessimismo per quanto riguarda il finanziamento dell'80% (il 20% c'era già almeno sulla carta) del progetto eGov 2012 di Brunetta.


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