3795 Letture

In Europa Huawei e ZTE sono state favorite dalla Cina?

La Commissione Europea sarebbe in procinto di aprire un'indagine control la Cina per aver fornito aiuti di stato illegali ad aziende del comparto delle telecomunicazioni.

Il riflettore è stato acceso su due realtà specifiche: Huawei e ZTE, che avrebbero ricevuto finanziamenti dallo Stato, potendo in questo modo commercializzare i loro prodotti nei territori dell'Unione sottocosto.

In questo momento l'attività della Commissione sarebbe di pura indagine, anche se già nelle prossime settimane si potrebbe aprire un'azione vera e propria con una esplicita accusa di dumping che, se comprovata, comportrebbe multe e ammende per le società coinvolte.

La singolarità della situazione odierna è che l'Unione Europea si sta muovendo motu proprio, senza una diretta chiamata in causa da parte di una controparte. In questo caso, da Bruxelles sembra partire anche una forma di biasimo nei confronti delle aziende europee, prive del coraggio necessario a presentare un esposto a difesa delle loro ragioni.


La prossima settimana, intanto, è attesa una visita a Bruxelles da parte di Chen Deming, il ministro del commercio cinese, con il quale la Commissione potrebbe analizzare il problema prima di arrivare agli esposti formali.

Nel frattempo, Huawei - multinazionale cinese che si occupa della produzione e della commercializzazione di apparecchiature di rete e telecomunicazioni a livello globale - ha respinto ogni accusa. "La nostra società non ha ricevuto alcuna comunicazione da parte della Commissione Europea; tutte le informazioni sono state apprese dai media", precisano i portavoce di Huawei. "Non applichiamo pratiche di dumping e non riceviamo alcun tipo di sussidio statale", si è poi fatto presente dalla società cinese criticando anche un'eventuale iniziativa europea volta a dare spazio a quelle che vengono definite vere e proprie "illazioni". In una nota, Huawei ha poi rivendicato il secondo posto a livello mondiale nella commercializzazione dei dispositivi per le telecomunicazioni, dopo la svedese Ericsson. "Abbiamo creato posti di lavoro anche in Europa", replica poi Huawei parlando di circa 6.000 posti di lavoro resisi disponibili, almeno in modo indiretto (l'azienda ha attualmente circa 7.000 dipendenti).

In Europa Huawei e ZTE sono state favorite dalla Cina? - IlSoftware.it