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Intel: 884 milioni per Wind River

Un accordo da 884 milioni di dollari per rilevbare gli asset di Wind River. Lo ha annunciato la stessa Intel con un comunicato ufficiale, indicando in 11,50 dollari il prezzo da pagare per ciascuna azione ordinaria della società, specializzata nello sviluppo di software per il mondo embedded.

L'acquisizione, sempre secondo le dichiarazioni rilasciate da Intel, dovrebbe contribuire a rafforzare la sua presenza al di fuori di segmenti di mercato tradizionali, quali quello dei pc o dei server, verso l’area dei dispositivi mobili e dei sistemi embedded, siano essi smart phone, Mid, sistemi di infotainment "in-car", sistemi per il mondo automotive, per l’area aerospazionale, per la difesa.

In base ai termini dell’accordo, Wind River, che ha un organico di oltre 1.600 addetti, una presenza in più di 15 Paesi e ha chiuso lo scorso esercizio con un fatturato di 359,7 milioni di dollari, diverrà una sussidiaria di Intel, proseguendo nel suo modello di business e servendo i propri clienti in tutto il mondo. Riporterà al Software and Services Group, guidato da Renee James.


È la stessa Intel a precisare che la collaborazione con Wind River è già da tempo in atto: l’acquisizione, tuttavia, sposta il software da ruolo di supporto a fonte diretta di reddito.

L’operazione, la cui chiusura è attesa entro l’estate, viene guardata con interesse dalla comunità degli analisti, che vedono in questo accordo una minaccia alle ambizioni di Microsoft con i suoi Windows Mobile e Windows Embedded. Senza contare che Wind River garantisce supporto anche a Moblin e ad Android.
Sempre secondo gli analisti, questa intesa potrebbe far storcere il naso anche ad Apple, che utilizza processori Intel nei suoi desktop e laptop e potrebbe considerarla un ostacolo allo sviluppo del suo business con iPhone.

Qualcuno, addirittura, si lancia in valutazioni di lungo respiro: questo potrebbe essere un passo importante per Intel verso un nuovo modello di business, che la vede muoversi come player globale, in grado di operare in settori diversificati, dall’hardware, ai processori, dal software ai servizi, in tutto il mondo. Una Ibm in nuce, per dirla in sintesi estrema.
Qualcun altro, invece, ha osservato con rammarico come questa operazione significhi la fine di una storia indipendente, quella di Wind River. Rammarico comprensibile, se pur poco percepito dalla Borsa, che ha invece premiato l’annuncio.
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