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giovedì 4 agosto 2022 di 1584 Letture
Intel, fabbrica di chip in Italia in funzione entro il 2025

Intel, fabbrica di chip in Italia in funzione entro il 2025

Fonti ben informate rivelano che Governo italiano e Intel si sarebbero ormai accordati sulla realizzazione di un impianto produttivo nel nostro Paese. L'intesa segue le indicazioni fornite dalla Commissione Europea. Le regioni settentrionali sono al momento le più "papabili".

Intel ha avviato un piano strategico volto a ridurre la dipendenza della società e del mercato dai produttori asiatici. Nell'ambito dell'iniziativa Intel Device Manufacturing 2.0 (IDM 2.0), inoltre, la società guidata da Pat Gelsinger inizierà a produrre chip x86, ARM e RISC-V per conto terzi.

Una novità che ha destato scalpore l'anno scorso e che ha cominciato a prendere forma con l'annuncio della disponibilità di licenze per l'accesso alla piattaforma x86 da parte delle società partner, degli accordi con MediaTek e Qualcomm.

Oggi l'agenzia Reuters rivela che l'Italia starebbe ormai per raggiungere un'importante intesa con Intel al fine della realizzazione di un grande impianto per la produzione di chip.

Reuters invoca il segreto professionale e si astiene dal citare le "fonti attendibili" che avrebbero confermato la stretta di mano tra Intel e il Governo italiano.

Le fonti descrivono un premier uscente Mario Draghi al lavoro per concludere l'intesa entro la fine di agosto, prima delle elezioni del prossimo 25 settembre.

Sul piatto ci sono 5 miliardi di dollari di investimenti ma il Governo del nostro Paese sarebbe pronto a finanziare fino al 40% dell'attività di Intel volta alla creazione dell'impianto produttivo italiano.

Intel e Governo avrebbero selezionato i possibili siti per stabilire la fabbrica Intel in due regioni. Le locazioni prescelte, sempre secondo quanto afferma Reuters, insisterebbero in Piemonte e in Veneto. Una decisione finale su dove costruire la struttura deve ancora essere presa; non sono quindi esclusi ripensamenti. Inizialmente erano state considerate anche Lombardia, Puglia e Sicilia.

L'Italia ha finora stanziato 4,15 miliardi di euro fino al 2030 per attirare i produttori di chip e investire in nuove applicazioni industriali nel nostro Paese. La Commissione Europea, dal canto suo, ha dichiarato all'inizio dell'anno di aver messo a disposizione 15 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati entro il 2030. Una somma che va a sommarsi ai 30 miliardi di euro di investimenti pubblici già pianificati con i piani NextGenerationEU, Horizon Europe e i bilanci nazionali.

Con il Chips Act europeo il Vecchio Continente ambisce ad attirare almeno il 20% della produzione di chip mondiale entro il 2030. Un obiettivo decisamente ambizioso che si scontra con l'attuale problema della carenza di chip.

Lo stabilimento Intel italiano entrerebbe in funzione entro il 2025 con una forza lavoro composta da circa 1.500 dipendenti della multinazionale statunitense e 3.500 figure professionali che si creeranno nell'indotto.

Il mese scorso STMicroelectronics si è accordata con GlobalFoundries per costruire una fabbrica di chip da 5,7 miliardi di dollari in Francia e il Governo italiano sarebbe in trattativa con la stessa STMicroelectronics oltre che con TSMC, MEMC Electronic Materials e Israeli Tower Semiconductor che Intel ha acquistato all'inizio di quest'anno.


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