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Intel vuole chiudere ogni vertenza e cerca l'intesa con FTC

In una nota ufficiale, Intel ha spiegato che i suoi legali, di concerto con quelli della FTC ("Federal Trade Commission"), hanno depositato una mozione congiunta con l'intento di sospendere il procedimento pendente nei confronti della società. Le parti, secondo Intel, intendono vagliare la possibilità di una definizione anticipata del caso aperto dalla FTC lo scorso 16 dicembre.
La Commissione per il commercio federale USA e l'azienda guidata da Paul Otellini avranno tempo sino al prossimo 22 luglio per giungere ad un accordo. I possibili termini dell'intesa non sono stati resi noti ed Intel stessa preferisce non fornire alcun tipo di commento in merito.

Le contestazioni nei confronti di Intel riguardano un possibile abuso di posizione dominante nei mercati dei processori e dei chip grafici. Dopo aver siglato uno storico accordo da 1,25 miliardi di dollari con AMD (ved. questa notizia), il colosso di Santa Clara (California) deve ancora affrontare una vertenza legale, sempre in materia di antitrust, avviata più di recente proprio dalla FTC.


Probabilmente la società di Otellini mira a chiudere ogni lite quanto prima, confidando in un accordo che possa portare ad ottenere una sanzione, ove dovuta, il più possibile ridotta. La Commissione Europea aveva inflitto ad Intel, poco più di un anno fa, una multa da oltre 1 miliardo di euro (ved. questa notizia in proposito): l'azienda aveva espresso la sua intenzione di appellarsi alla decisione. "Non si è verificato alcun danno per gli utenti" aveva dichiarato Otellini. Da parte sua l'UE spiegò che Intel aveva "effettuato pagamenti diretti a favore di fabbricanti di computer allo scopo di arrestare o ritardare il lancio di prodotti specifici contenenti processori di tipo x86 dei concorrenti e di limitare i circuiti di vendita utilizzati da questo prodotti".

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