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Intesa in materia di privacy tra sei grandi aziende

È stato raggiunto tra Amazon, Apple, Google, HP, Microsoft e RIM: gli utenti dovranno essere informati su come le app accedono ed eventualmente utilizzano i dati personali sui loro device.

È un accordo importante, dopo le polemiche dei giorni scorsi, quello raggiunto e sottoscritto nella giornata di ieri e che vede protagonisti sei tra i maggiori player del mondo dell'elettronica di consumo.
Amazon, Apple, Google, HP, Microsoft e RIM si sono impegnate a garantire un maggior rispetto della privacy e dei dati personali dei loro utenti.
Con questo obiettivo, le sei aziende, includendo nell'impegno anche i loro sviluppatori, comunicheranno in modo esplicito ai loro utenti in quale modo le applicazioni che stanno per scaricare accederanno ed eventualmente utilizzeranno i loro dati personali.

La decisione arriva dopo due settimane piuttosto calde per tutte le tematiche legate alla privacy, con pressoché tutti i principali player del mondo mobile coinvolti in indagini, analisi e polemiche.
Addirittura nei confronti di Google ci sono state azioni sia da parte dei legislatori statunitensi, sia da parte delle autorità della UE, tutte volte ad accertare se le nuove norme sulla privacy recentemente introdotte siano davvero efficaci e garantiste nei confronti degli utenti finali (vedere, ad esempio, questo nostro articolo).

Di fatto, al di là dei casi specifici, attualmente 22 delle 30 app più scaricate non hanno informazioni sulla privacy e addirittura alcune di esse hanno accesso alla rubrica dell'utente.


Dopo questo primo passo, legato alla stipula dell'accordo comune, le sei aziende dovranno entro sei mesi trovare una forma di compliance che abbracci anche i loro sviluppatori. Del resto, la posizione dei legali della California, davanti ai quali l'accordo è stato raggiunto, è chiara: sempre più spesso verranno perseguiti i comportamenti scorretti o inottemperanti alle regole di rispetto della privacy. Più che un atto di buona volontà, un obbligo.


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  1. Avatar
    Eleuterio
    23/02/2012 10:19:22
    L'accordo sottende il fatto che la privacy non veniva e non viene rispettatta. In particolare, per difendere la nostra privacy, occorre sapere: quali sono le "22 delle 30 app più scaricate che non danno informazioni sulla privacy e addirittura che hanno accesso alla rubrica dell'utente". Questo fatto, se confermato, è una cosa illegittima e gravissima! Inoltre, sarebbe importante sapere se esitono dei sistemi operativi e applicativi che rispetano "in toto" la privacy.
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