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Istat: pc e Internet crescono, ma l'Italia resta indietro

L'Istat ha presentato il rapporto annuale sulla diffusione dei beni tecnologici nelle famiglie italiane. Un rapporto dal quale si evince che la situazione nel Paese è tutt’altro che omogenea e che età e collocazione geografica sono i fattori di differenziazione più rilevanti.

Se il telefono cellulare si conferma uno dei beni tecnologici a maggiore diffusione (85,5% delle famiglie), personal computer e accesso a Internet continuano la loro crescita, se pure con una serie di elementi di differenziazione che vale la pena sottolineare. Complessivamente, il personal computer è presente nel 47,8% delle famiglie (nel 2006 la penetrazione era al 46,1%) ma solo il 6,5% dei nuclei costituiti sole persone dai 65 anni in su ne possiede uno. Viceversa, le famiglie con almeno un minorenne possiedono il personal computer e l’accesso ad Internet rispettivamente nel 71,2% e nel 55,7% dei casi. Sull’intera popolazione l’accesso a Internet si attesta su un tasso di penetrazione del 38,8%.


Migliora, rispetto al 2006, anche la qualità della connessione: diminuisce la quota di connessioni a banda stretta che passa dal 18,7% al 14,7% e aumenta, invece, la quota di famiglie con connessione a banda larga, che passano dal 14,4% al 22,6% .

Anche il livello culturale contribuisce a marcare le differenze tra le famiglie. Laddove il capofamiglia sia dirigente, imprenditore o libero professionista, la diffusione di pc e accesso a Internet tocca rispettivamente l’82,3 e il 71,7%, mentre le famiglie più svantaggiate mostrano una differenza di oltre 32 punti percentuali nel possesso di personal computer e di 37,7 punti nel possesso dell’accesso ad Internet.

Una discrepanza meno marcata si registra invece quando si parla di antenna parabolica, decoder, lettore DVD, videoregistratore, videocamera.

A livello geografico, sono le famiglie del Centro e del Nord a possedere le quote più elevate di beni tecnologici e la distanza delle famiglie del Sud è di 7,6 punti percentuali per quanto riguarda il possesso di personal computer e di 9 punti quella relativa all’accesso ad Internet.


Parametrando questi dati con le percentuali europee, l’Istat sottolinea come la distanza dell’Italia rispetto agli altri Paesi sia ancora marcata.
Prendendo in esame solo le famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 64 anni che possiedono un accesso ad Internet da casa (vale a dire l’indicatore definito da Eurostat) l’Italia si colloca al diciottesimo posto, con un tasso di penetrazione del 43% rispetto alla media europea del 54%, vicina alla Polonia (41%) e alla Lituania (44%), mentre Olanda, Svezia e Danimarca registrano un tasso di penetrazione quasi doppio.

Per quanto riguarda le abitudini di utilizzo, l’Istat sottolinea come cresca la quota degli utenti di pc e Internet che dichiarano di utilizzarli tutti i giorni. Il picco di utilizzo del personal computer si ha tra i 15 e i 19 anni (oltre il 77%) e per Internet tra i 15 e i 24 anni (oltre il 68%), per poi decrescere rapidamente all’aumentare dell’età. Le differenze di genere si evidenziano solo nei gruppi di età superiori ai 35 anni, inizialmente con differenze minime tra uomini e donne e poi sempre più marcate a favore della popolazione maschile.

Il luogo privilegiato di utilizzo del personal computer è la propria casa, indicata nell’84,7% dei casi, seguita dal posto di lavoro: bambini e i giovani fino a 24 anni usano il personal computer a casa (in oltre il 90% dei casi), mentre l’uso sul lavoro si concentra invece nella fascia d’età tra i 25 e i 59 anni (oltre il 55% degli utilizzatori, con punte del 73% tra i 45 e i 54 anni).

Interessante è il fatto solo il 41,9% degli utilizzatori del personal computer ha seguito uno o più corsi relativi al suo utilizzo. Gli altri ritengono di avere conoscenze sufficienti, oppure di non avere tempo, oppure ancora ne lamentano il costo troppo elevato.

L’utilizzo prevalente di Internet, in base alle rilevazioni effettuate, è legato all’invio o alla ricezione di mail (77,3%), alla ricerca di informazioni su merci e servizi (64,8), all’apprendimento (54,7%).


Ancora poco diffuse le attività relative alla spedizione di moduli della P.A. (10,7%) e la vendita di merci o servizi (8,8%).

Crescono, nei dodici mesi, le connessioni per leggere o scaricare giornali, news, riviste, l’utilizzo ludico (giochi, immagini, musica) e la fruizione di radio e tv sul web. Aumentano anche le telefonate su Internet e la partecipazione a video conferenze.

Per quanto riguarda la Pubblica Amministrazione, l’Istat sottolinea però che il 38,3% degli utenti di Internet usa il web per ottenere informazioni dalla PA, il 26,5% per scaricare moduli da siti della Pubblica Amministrazione.

E veniamo alle competenze.
La maggior parte degli utilizzatori sa fare solo cose elementari sul computer: solo il 14,8% degli utilizzatori sa scrivere un programma per computer, mentre si attesta sul 35,6% la quota di coloro che sanno collegare il computer ad una rete locale e sul 28,2% quelli che sanno individuare e risolvere problemi di funzionamento del computer.
In questi casi, gli uomini dichiarano di possedere maggiori competenze rispetto alle donne. Generalizzata, invece, è una certa trascuratezza per quanto riguarda le tematiche più diffuse di sicurezza informatica.
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