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Italia: nel mirino i siti che facilitano la pirateria informatica

Sotto il solleone arriva una notizia inesorabilmente destinata a sollevare interminabili discussioni ed un nugolo di polemiche. Il tema è particolarmente caldo perché si configura come un intreccio di numerosi argomenti, ciascuno di essi particolarmente scottante. Si parla infatti della normativa che tutela il diritto d'autore, del contrasto alla pirateria ma anche della libertà di espressione in Rete.

Nei giorni scorsi, la Guardia di Finanza di Bergamo aveva chiuso Colombo BT denunciando a piede libero tre persone. Sul sito che facilitava lo scambio illegale di file coperti da diritto d'autore compare una scritta che in inglese recita: "Access denied in execution of an Italian Court Authority injunction".

Il giro di vite prosegue sembrando mirare ad obiettivi di dimensioni sempre più grandi. Dalla Procura di Bergamo, infatti, secondo le notizie trapelate, sarebbe infatti partita l'ordinanza di oscuramento del sito "The Pirate Bay". Conosciuto anche con l'acronimo TPB e fondato a fine 2003, "The Pirate Bay" è un sito che si occupa di indicizzare i file BitTorrent. Il motore di ricerca di TPB mette a disposizione i file .torrent più disparati: alcuni di essi fanno riferimento a materiale software opensource mentre molti altri facilitano il download di programmi commerciali protetti dal diritto d'autore.

Come risultato dell'inchiesta, si è configurato l'obbligo - per i vari provider Internet - di bloccare l'accesso al sito TPB attivando filtri a livello IP o modificando i riferimenti all'interno dei server DNS di propria gestione. L'obiettivo sarebbe quello di combattere la diffusione di materiale "piratato" attraverso la rete Internet.


La reazione di TPB è stata pesante: un messaggio pubblicato nella home page del sito critica aspramente l'atteggiamento censorio applicato e muove accuse dirette al Governo italiano.
In più, gli amministratori di TPB hanno voluto puntualizzare come iniziative come quelle promosse in Italia siano pressoché inutili dato che è sufficiente impiegare un altro server DNS, diverso da quello fornito dal proprio provider Internet, per accedere regolarmente al sito oscurato.


I file .torrent sono file di testo che contengono riferimenti ad altri dati (il software vero e proprio scaricabile attraverso un client BitTorrent): alcuni osservatori hanno già criticato l'iniziativa di oscuramento, per come è stata messa in atto, spiegando che sarebbe stato mancato il vero obiettivo.

  1. Avatar
    millevocipeppola
    14/08/2008 17:31:41
    Intanto così i provider fanno le prove tecniche per capire quale sono le tecniche migliori per oscurare determinati siti.
    Successivamente, quando il governo o qualunque ente deciderà quello che deve essere bloccato, potranno agire tranquillamente all'insaputa dei propri clienti e ovviamente senza darne alcuna comunicazione preventiva!

    E' un bell'esempio di dittatura democratica!!!
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