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L'accordo anticontraffazione non piace agli europei

La petizione contro l'accordo anticontraffazione arriva al Parlamento europeo. Erminia Mazzoni, presidente della commissione per le Petizioni del Parlamento europeo: necessario uno studio attento.

Il Parlamento europeo riceve la petizione firmata da oltre 2,4 milioni di cittadini contro l'accordo commerciale anti-contraffazione ACTA (ne avevamo parlato più volte nel corso delle ultime settimane).

Il testo della petizione, disponibile qui con il contatore attualizzato delle firme raccolte, sottolinea la minaccia di ACTA per una rete Internet libera e gratuita.

Ora la commissione del Parlamento europeo chiamata ad esprimersi sull'argomento e presieduta dall'italiana Erminia Mazzoni, deciderà se accoglierla o meno. Solitamente l'iter per l'esame delle petizioni inoltrate in ambito europeo dura generalmente un paio di mesi.


Se la petizione dovesse essere accettata, la Commissione potrebbe decidere di aprire un'inchiesta preliminare, rinviare la petizione ad un'altra commissione parlamentare o addirittura produrre un rapporto da presentare e votare in sessione plenaria

Erminia Mazzoni, ha sottolineato in una nota che "il Parlamento ha appena iniziato la procedura di ratificazione di ACTA e sarà necessario uno studio attento che prenda in considerazione tutte le preoccupazioni attraverso una valutazione dei fatti, combinando la lotta alla contraffazione e un'Internet libera".

Esattamente una settimana fa Viviane Reding, vice presidente della Commissione nonché commissario europeo per la giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza, si era espressa in merito all'accordo ACTA ponendo alcuni paletti ed invocando l'intervento della Corte di Giustizia dell'Unione Europea con l'obiettivo di ottenere un parere super partes sulla proposta (ved. questo nostro articolo).


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