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L'agorà di Linux

Questa settimana a Boston si terrà il Linux World 2006, appuntamento annuale con prodotti, soluzioni e tematiche legate al sistema operativo aperto che avrà un bis a mezz'agosto a San Francisco.
Più che di prodotti, di cui si sa già tutto e per i quali non sono previsti grandi annunci, si parlerà di temi e soluzioni, cercando di tessere la trama di un ecosistema Linux verso cui dirigere le infrastrutture d'impresa.

Sul fronte delle distribuzioni, infatti, Red Hat ha rilasciato la scorsa settimana il nuovo Fedora Core 5 (come ha fatto Novell con SuSe Linux Enterprise Server 10) mentre l'aggiornamento di Rhel, l'enterprise Linux, sarà pronto per l'estate.
Di sicuro ci sarà qualche preannuncio e si parlerà diffusamente della Gpl3, oltre che di virtualizzazione.

Nel complesso, ci si attende che ii grandi vendor che hanno investito in Linux (da Ibma ad Hp, da Intel a Oracle) parlino di soluzioni e della loro contestualizzazione in ambito d'impresa. Di ecosistema, quindi.


Per i nostalgici romantici, si parlerà anche di Minix. Cioè di quel sistema "dalla cui costola" si può dire Linus Torvalds abbia fatto nascere Linux. Minix era ed è un clone di Unix uscito dalle man i di Andrew Tanenbaum e utilizzato come palestra d'ardimento per il programmatore. Tant'è che è sempre rimasto ancorato all'interfaccia a carattere.
Ma ora non più: in versione 3.1.2, che sarà rilasciata in beta questa settimana, supporterà X Windows, ovvero la base della grafica di Unix e Linux.
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