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La PEC del Governo in pensione dal 18 settembre

È l'ultima settimana di vita per il servizio PostaCertific@, la PEC governativa che consentiva esclusivamente lo scambio di comunicazioni, aventi valore legale, paragonabile a quello di una raccomandata con ricevuta di ritorno, tra enti pubblici, cittadino e viceversa.
Le caselle che fino a dicembre 2014 erano attivabili gratuitamente, dal singolo cittadino, su questo sito erano infatti semplicemente CEC-PAC, acronimo di Comunicazione Elettronica Certificata fra Pubblica Amministrazione e Cittadino.

Fortissimamente voluta da Renato Brunetta, la CEC-PAC si è rivelata - all'atto pratico - un fallimento. Stando alle statistiche, infatti, ben l'82% delle caselle di PostaCertificat@ non avrebbe mai inviato alcun messaggio e qualcosa come 500.000 richieste di attivazione sarebbero rimaste inevase perché i cittadini non si sono mai presentati presso gli uffici postali per confermare la loro identità ed "autenticare" la casella.


La PEC del Governo in pensione dal 18 settembre

Come abbiamo fatto presente a suo tempo (La Posta Certificata del Governo va in pensione), quindi, a partire dal prossimo 18 settembre la PEC governativa (PostaCertificat@) andrà definitivamente in pensione perché non sono stati sin qui raggiunti gli obiettivi fissati inizialmente.

L’Agenzia per l’Italia digitale (AGID) ha confermato che la chisura del servizio (le caselle CEC-PAC dei cittadini non saranno più accessibili; potranno essere eventualmente richiesti solamente i log relativi all'attività delle stesse entro e non oltre il 17 marzo 2018) porterà ad un risparmio, per le casse dello Stato, quantificabile in circa 19 milioni di euro.


I "numeri complessivi" non sono stati comunque resi noti soprattutto considerando che soltanto per l'appalto iniziale Telecom Italia e Poste Italiane, si aggiudicarono un appalto per la fornitura del servizio del valore di 50 milioni di euro.

Nonostante sia un "unicum" tutto italiano (altri Paesi non hanno sentito il bisogno di dotarsi di una simile soluzione continuando a preferire standard riconosciuti a livello internazionale come S/MIME e OpenPGP), l'attivazione di un account di posta elettronica certificata (PEC) resta un adempimento a carico di professionisti ed imprese. Inoltre, la disponibilità di un indirizzo PEC resta un pressante obbligo, ad esempio, allorquando si debba partecipare a selezioni pubbliche o qualora si debba colloquiare con la pubblica amministrazione.

E se a questo indirizzo è possibile individuare gli indirizzi PEC di professionisti ed aziende mentre qui si può consultare i contatti di tutti gli enti pubblici, nel nostro articolo Attivazione PEC gratuita: come fare abbiamo spiegato come attivare un indirizzo di posta elettronica certificata egualmente valido per inviare e-mail verso pubblica amministrazione, imprese, professionisti e soggetti privati.

I possessori di un account CEC-PAC (servizio PostaCertificat@) hanno tempo fino al 18 settembre prossimo per richiedere ed attivare un account PEC gratuito (per un anno) con uno dei fornitori accreditati (vedere l'articolo citato in precedenza).

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    Carciofone
    17/09/2015 17:00:12
    Per fortuna qui dove sto io le Poste funzionano discretamente bene per tutto altrimenti starei fresco ... Anche perché, diciamocela tutta, dove funzionano male e' perché ci sono dipendenti incapaci e cialtroni che non imparano ad usare i mezzi che poi sono gli stessi di molte altre poste nel mondo (logistica e know how sono ormai appannaggio di alcune grandi società a livello mondiale che le rivendono a corrieri e poste). Ora che mi sarebbe venuta utile una pec free ... me la chiudono! Il tutto per favorire i servizi a pagamento dei privati.
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    agimar
    17/09/2015 14:38:59
    Concordo totalmente! Le Poste Italiane sono molto peggio di quelle del burundi! Una volta, sotto le feste comandate le persone spedivano gli auguri in busta e francobollo, ora tutto funziona in email, però non arriva mai nulla e chissà dove vanno a finire la cartoline... La Posta ormai fa le funzioni della banca, ma fa male anche quelle! Avete mai provato a spedire un pacco? E' terribile, invece se andate da un corriere privato è di una semplicità estrema e costa meno. Siamo allo sfascio. giorgio
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    Scatenautoz
    16/09/2015 13:53:08
    In realtà non è che 500.000 persone non si sono presentate allo sportello dopo aver prenotato l'attivazione :regolamento: ma che molte di loro, come il sottoscritto, si sono trovati davanti degli incapaci impauriti dalla richiesta :costernato: (magari neanche per colpa loro) e la pratica è naufragata nella proverbiale inefficienza di Poste Italiane, l'unica che chiama Prioritaria la posta normale e se chiedi dei francobolli ti manda dal tabaccaio. :disapprovato:
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