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La Pubblica Amministrazione dovrà valutare il software libero

Nei bandi di gara le amministrazioni pubbliche dovranno valutare anche il software libero.

E' questo il senso di un emendamento approvato oggi in Commissione Bilancio all'articolo 68 della legge del 7 marzo 2005, n. 82 e successive modificazioni.
La variazione approvata prevede che al comma 1 si sostituisca la lettera d) (acquisizione di programmi informatici a codice sorgente aperto) con il testo seguente: "Acquisizione di programmi informatici appartenenti alla categoria del software libero o a codice sorgente aperto."

Marco Beltrandi, primo firmatario dell'emendamento e Luca Nicotra, segretario dell'associazione radicale Agorà Digitale così commentano la notizia: "Per la prima volta si riconosce nel nostro ordinamento la necessità per le amministrazioni pubbliche di tenere in considerazione non solo l'economicità ma anche l'impatto che il software stesso ha sulla nostra società sempre più tecnolgica dal punto di vista dei diritti fondamentali dei cittadini e delle imprese che vogliono innovare. L'adozione di software libero ha ricadute profonde sulla maggiore libertà dello scambio dei contenuti immateriali, sulla libera circolazione della conoscenza, del know-how e più in generale delle informazioni".


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    Chimera
    13/12/2011 18:35:19
    Mi pare giusto che si debba valutare piuttosto che imporre, perché in qualche caso i costi di manutenzione, configurazione e assistenza superano i costi di prodotti non open ma oramai stabili, testati e conosciuti. In qualche caso poi, il passaggio a sistemi diversi da quelli conosciuti, provoca interruzioni di servizio spesso gravi e ripetuti.
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