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La legge di Moore compie 50 anni: che cos'è

Il 19 aprile 1965, esattamente 50 anni fa, la rivista Electronics Magazine pubblicò un articolo a firma dell'imprenditore ed informatico statunitense (classe 1929) che ipotizzava come la complessità dei circuiti integrati sarebbe raddoppiata ogni anno con una proporzionale riduzione dei costi.
Le supposizioni di Gordon Moore si sono presto trasformate in vere e proprie leggi tanto che, nei successivi anni, l'evoluzione dei processori ne ha sostanzialmente confermato la validità. Ma, di preciso, che cos'è la legge di Moore e può essere considerata valida ancor'oggi, a ben 50 anni di distanza dall'enunciazione?

Cos'è la legge di Moore

La leggi di Moore in realtà sono due. La prima legge di Moore è certamente la più nota: "le prestazioni dei processori, e il numero di transistor ad esso relativo, raddoppiano ogni 18 mesi".
In prima battuta, nel 1965, Moore parlò di un raddoppio delle prestazioni dei microprocessori ogni anno; a fine anni '80, però, la sua tesi fu riformulata ed il raddoppio venne portato a 18 mesi.


La legge di Moore compie 50 anni: che cos'è

La legge di Moore fu sostanzialmente seguita da tutte le aziende che operano nel mercato dei microprocessori: Intel e AMD in primis, ma anche dalle altre realtà. Il numero di transistor integrato nei microprocessori è continuano a crescere nel corso degli anni seguendo proprio la legge di Moore.

I limiti della legge di Moore sono essenzialmente fisici nel senso che per inserire un numero maggiore di transistor in un processore, è ovviamente necessario ridurne le dimensioni. Al di sotto di una certa soglia, però, possono generarsi effetti "parassiti" indesiderati di natura quantistica.
Va detto che già con i processori Pentium si sarebbero raggiunti tali limiti, parzialmente superati però grazie all'integrazione della tecnologia multicore (accoppiamento in parallelo di più processori).


Con un approccio del genere, però, l'efficienza di picco dei processori non raddoppia più col ritmo registrato almeno fino a 15 anni fa. Mentre in passato l'efficienza aumentava di un fattore 100 in 10 anni, adesso ci vorrebbero 18 anni per raggiungere il medesimo risultato.

Sono in molti ad osservare come la legge di Moore vada a questo punto riletta e guardata da un altro punto di vista. Adesso si parla più che altro di efficienza energetica dei processori, aspetto sul quale tutti i produttori si stanno ampiamente concentrando.
E l'efficienza energetica, diventata oggi un parametro d'importanza fondamentale per tutti i settori applicativi, sarebbe destinata a raddoppiare proprio ogni 18 mesi. Parola di Jonathan Koomey, ricercatore della Stanford University.

In molti comunque contestano la natura cangiante con cui, ultimamente, si vuole dipingere la legge di Moore. Trasformare la legge di Moore introducendo elementi non presenti nell'enunciato iniziale significa, di fatto, modificarla in qualche cosa di diverso.

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