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La privacy dell'utente nell'era di smartphone e tablet

Ha scelto la forma del video-tutorial il Garante della Privacy per indirizzare i sempre più numerosi utenti di smartphone e tablet, spesso inconsapevoli dei comportamenti che possono mettere a repentaglio la riservatezza delle loro informazioni personali. Tre minuti e mezzo di filmato per spiegare quando non sia opportuno conservare sui propri dispositivi mobili, quelli che di fatto accompagnano l'utente lungo l'intero arco della giornata, informazioni troppo personali "che potrebbero essere smarrite o rubate, o perfino clonate".
Mai le password, dunque, mai i codici di accesso, mai i dati bancari in chiaro: questa è la prima raccomandazione. Nel video si spiega anche come, dismettendo un tablet o uno smartphone, sia importante effettuarne un reset riportandolo alle condizioni di uscita dalla fabbrica, rimuovere le schede di memoria, la SIM e i contenuti archiviati.


Ma il rischio, spiega il Garante, non è solo il cybercrime. È opportuno imparare a difendersi da accessi di estranei ai propri dispositivi: per questo è bene impostare un codice PIN complesso, impostare un codice di blocco, se possibile anche password di sicurezza per accedere ai dati personali, e conservare il codice IMEI per chiedere il blocco a distanza del dispositivo in caso di furto.

Al di là del dispositivo, è poi importante essere consapevoli delle azioni e delle scelte che si compiono sia durante la navigazione sia accedendo a servizi come i social network. La raccomandazione è quella di verificare le impostazioni privacy e leggere le condizioni d'uso dei servizi, così come non di non lasciare il proprio dispositivo privo di protezione antivirus e anti-intrusione .
Quando ci si connette a servizi wifi gratuiti è bene poi verificare i livelli di protezione garantiti sulla navigazione e sullo scambio di dati, soprattutto quando si intende accedere a servizi che richiedono credenziali di accesso come posta oppure home banking.




Una ulteriore raccomandazione riguarda le App: il Garante sottolinea l’importanza di scaricarle dai marketplace ufficiali e di verificare se richiedano l'accesso a contenuti presenti sul dispositivo. Anche in questo caso, la lettura delle condizioni di uso è opportuna per evitare addebiti per servizi non richiesti.

La cautela nell’apertura di messaggi di posta e link contenuti in email o messaggi istantanei è la solita richiesta anche in ambienti più tradizionali, mentre è importante valutare la reale opportunità di utilizzare le funzioni di geolocalizzazione: deve essere l’utente a decidere "se, quando e chi può conoscere la sua posizione".

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