5047 Letture

Le applicazioni Apple dovranno chiedere "permesso"

Mentre monta la polemica sulle applicazioni per iPhone e iPad che accedono senza consenso esplicito ai dati contenuti nella rubrica, Apple chiarisce il punto: si tratta di un illecito. D'ora in poi il consenso dovrà essere esplicito.

Sono state sicuramente le pressioni da parte dei legislatori statunitensi a convincere Apple; del resto, la posta in gioco era un nuovo coinvolgimento in una ulteriore querelle giudiziaria sui temi della privacy.
Così, la società ha reso noto che d'ora in avanti le apps per iPhone e iPad necessiteranno di un consenso specifico da parte dell'utente per poter accedere ai dati della rubrica.

La decisione della società di Cupertino arriva dopo che alcuni blogger hanno denunciato come alcune delle più popolari applicazioni presenti nell'App Store di fatto prelevino dati dalla rubrica privata senza il consenso dell’utente.


Secondo quanto riportato dall'agenzia statunitense Reuters, Apple stessa ha dichiarato che l’utilizzo senza consenso dei dati privati dell'utente rappresenta una palese violazione delle sue linee guida e che la stessa policy che la società ha adottato con i servizi di localizzazione deve valere anche per le Apps: sarà dunque mandatorio, nelle prossime release dei software, integrare dei moduli di richiesta esplicita di autorizzazione da parte dell'utente finale.

La più recente evidenza dell'anomalia è arrivata in relazione a Path, una app simile a Facebook, per poi allargarsi ad alter applicazioni popolarissime quali la stessa Facebook, Twitter, Foursquare e Foodspotting.

Due membri del Congresso, Waxman e Butterfield, hanno inviato una lettera a Apple chiedendo espliciti chiarimenti in merito e dando tempo fino al 29 febbraio per la risposta.
Ma da Cupertino la risposta è già arrivata, anche se resta al momento insoluta un'altra curiosità, avanzata invece nei giorni scorsi dal blogger Americano Dustin Curtis, sul perché Apple non abbia introdotto protezioni all'Address Book in iOS.


www.01net.it

Le applicazioni Apple dovranno chiedere