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Linux: cosa offrono Ubuntu 8.10, OpenSUSE 11.1 e Fedora 10

Quando si parla di Linux, sono tre le distribuzioni che hanno per il momento guadagnato una posizione di spicco: Canonical Ubuntu, Novell openSUSE e Red Hat Fedora. Secondo i dati pubblicati e continuamente aggiornati da DistroWatch (ved. questa pagina), Ubuntu appare oggi, senza ombra di dubbio, la distribuzione più popolare.
OpenSUSE, grazie al fatto di essere molto radicata in ambiente business, è riuscita a porsi ai vertici, soprattutto in Europa, tra le distribuzioni Linux più utilizzate ed apprezzate. Per quanto riguarda Red Hat, il suo successo riflette largamente il favore che Fedora ha saputo guadagnarsi nel corso degli anni.

Le tre distribuzioni hanno in comune la procedura d'installazione che oggi non crea alcun tipo di problema e, rompendo con il passato, è in grado di rilevare e configurare opportunamente la grande maggioranza delle periferiche hardware. Inoltre, Ubuntu, OpenSUSE e Fedora sanno ben integrarsi con l'infrastruttura aziendale esistente permettendo la condivisione e l'accesso a risorse di rete.
Fiore all'occhiello delle varie distribuzioni è divenuto anche il meccanismo per l'installazione e l'aggiornamento delle applicazioni. E' semplicissimo, per esempio, aggiungere Adobe Flash e Acrobat Reader, il software per la lettura e la gestione di documenti PDF, un “must” in ambiente Windows.
Un unico filo conduttore unisce poi le tre distribuzioni: tutte si basano sul kernel Linux 2.6.27 ed offrono la possibilità di servirsi del “desktop environment” GNOME 2.24 (alcune anche di KDE).



Ubuntu 8.10

Con il rilascio della versione 8.10 (conosciuta anche con il nome in codice “Intrepid Ibex”), avvenuto lo scorso 18 Ottobre, Ubuntu conferma la propria leadership tra le distribuzioni Linux più apprezzate e maggiormente installate.

Ubuntu ha una storia molto recente (è nata nel 2004) e fa della semplicità d'uso l'obiettivo a cui tendere. Il suo nome si fa derivare da un'espressione africana che si lega con il concetto di "umanità" e di collaborazione reciproca. La distribuzione, per la gestione dei pacchetti software, si affida ad APT (già noto agli utenti Debian): questo meccanismo permette di installare l'intero prodotto da un unico CD per poi aggiornare successivamente i vari programmi. Ad APT sono affiancati, comunque, anche Synaptic e l'esclusivo Update Manager.

Un pò di resistenza permane tra i puristi di Linux che non sono solitamente interessati a quelle distribuzioni che si propongono al grande pubblico come un'alternativa a Windows. La sfida di Ubuntu ai sistemi operativi del colosso di Redmond si fa dunque sempre più serrata. Dimostrazione delle potenzialità del sistema operativo, che poggia le sue fondamenta, a sua volta, su Debian – una delle distribuzioni Linux più “quotate” per stabilità, performance e disponibilità di aggiornamenti -, è la babele di derivate Ubuntu che hanno iniziato a diffondersi. Solo per fare qualche nome – tra le distribuzioni supportate in modo ufficiale da Canonical – c'è Kubuntu (usa l'ambiente desktop KDE anziché GNOME), Xubuntu (la versione più “snella” basata sul desktop environment XFCE, dedicata ai personal computer più datati), Edubuntu (studiata per le istituzioni scolastiche ed i bambini), Gobuntu (contiene solo software libero); tra le “distro” non ufficiali ricordiamo, per esempio, Ubuntu Studio (dedicata a chi, anche a livello professionale, ha necessità di strumenti per montaggi audio e video) ed nUbuntu (include strumenti “anti-intrusione” per la sicurezza della rete).

Come sempre, Ubuntu viene distribuito in due differenti versioni: Desktop e Server. La prima, quella che presentiamo, è indicata per tutti coloro che cercano un valido sistema operativo, completo di tutti i software più importanti, da sostituire a Windows o da affiancare ad una workstation sulla quale è installato una versione del sistema operativo Microsoft. Va detto che Ubuntu può essere agevolmente installato (così come Fedora ed OpenSUSE) in configurazione “dual-boot” su una macchina che già ospita Windows.

Oltre ad integrare le nuove versioni di GNOME (2.24) e del kernel Linux (2.6.27), come le distribuzioni Fedora ed OpenSUSE – presentate nelle pagine che seguono – Ubuntu 8.10 fa proprio il supporto per le connessioni 3G (Network Manager 0.7) rendendo in questo modo più semplice utilizzare un telefono cellulare per connettersi alla rete Internet.

Tra le novità di Ubuntu 8.10 c'è anche un'"inedita" funzionalità "guest session" che consente agli utenti di "prestare" la propria macchina ad un'altra persona permettendole di usare solamente un ristretto numero di comandi ed applicazioni. In questo contesto, sarà ad esempio possibile accedere alla posta elettronica e "navigare" sul web ma non modificare la configurazione del sistema operativo.

Ubuntu 8.10 include anche alcune utilità per rendere la distribuzione Linux avviabile da qualunque unità di memorizzazione, ad esempio una chiavetta USB.

Gli sviluppatori hanno anche lavorato sul supporto per le webcam, hanno aggiunto una nuova utility per la scelta della risoluzione video e sistemato alcuni elementi dell'interfaccia.

La nuova versione di Ubuntu abbraccia Samba 3.1, implementazione opensource dei protocolli di rete impiegati sui sistemi operativi Microsoft, che aggiunge - tra l'altro - anche il protocollo IPv6.

Il CD ROM di Ubuntu 8.10, generabile masterizzando il file ISO della distribuzione Linux, è un “Live CD”: ciò significa che il sistema operativo può essere provato senza apportare alcuna modifica alla configurazione del disco fisso. Sia per saggiare Ubuntu 8.10 in modalità “Live CD” che per installare la distribuzione sull'hard disk, è sufficiente lasciare inserito nel lettore CD/DVD il supporto prodotto a partire dal file ISO scaricato dal sito ufficiale.


Tra le novità più interessati integrate in Ubuntu 8.10, vi è anche il supporto per Dell DKMS (Dynamic Kernel Module Support). Sebbene tale caratteristica resti praticamente “invisibile” per la maggior parte degli utenti, DKMS si fa carico di scaricare ed aggiornare automaticamente i driver di periferica impiegati sul sistema ogniqualvolta il kernel subisca una modifica. In questo modo è possibile fidare su un sistema stabile e prestazionale.

Ubuntu 8.10 è l'unica distribuzione, tra quelle presentate, a non includere di default la terza versione di OpenOffice. Sebbene il download e l'installazione della suite opensource per l'ufficio non sia un'operazione particolarmente laboriosa, sarebbe stato certamente più comodo vederla già presente tra le applicazioni predefinite della distribuzione Linux.

Ubuntu resta la soluzione Linux più adatta per coloro, in particolar modo, che non si sono mai avvicinati, in precedenza, al mondo “del pinguino”. L'interfaccia chiara e semplice e la possibilità di configurare l'intero sistema attraverso strumenti grafici, ne rende possibile l'installazione su un vasto numero di personal computer, anche quelli ormai non più recenti. Interessante la possibilità di importare le preferenze dell'utente da sistemi Windows installati sulla stessa macchina così come i documenti personali. Il pieno supporto di NTFS e delle risorse condivise da sistemi Windows permette di far entrare Ubuntu 8.10 in qualsiasi LAN senza troppe difficoltà.

Per avviare il download dell'immagine ISO di Ubuntu 8.10, è sufficiente servirsi di questa pagina.


  1. Avatar
    jacopo
    18/04/2009 17.57.26
    Il punto è che nessuno ti obbliga ad installare Ubuntu, mentre Windows te lo trovi già bello installato e configurato quando acquisti un pc. :)
    Semplicemente Ubuntu è molto diffuso perchè è semplice da utilizzare, e rende meno duro lo shock che incontra un utente che ha sempre utilizzato SO Microsoft. Oltre a ciò che dicevo nel post precedente...contare su un'ampia comunità, che può aiutarti a risolvere i problemi, non è cosa da poco. :wink:
  2. Avatar
    drman
    18/04/2009 17.39.57
    Difatti anch'io avevo fatto questa non trascurabile considerazione.
    Tra i contro di ubuntu, ci metto di essere un pò troppo diciamo "modaiolo", la distro del momento, una specie di windows del mondo linux...
  3. Avatar
    jacopo
    18/04/2009 17.22.59
    Tra le tre che hai citato, sceglierei Ubuntu per il fatto che vanta una comunità molto ampia.
  4. Avatar
    drman
    18/04/2009 13.54.32
    Già, anch'io sono prossimo al passaggio a linux
    ma sono indeciso proprio tra ubuntu, opensuse e mandriva.
    Se nel confronto fosse stata inclusa anche mandriva,
    sicuramente ne avrei giovato per quanto riguarda la mia scelta...
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    Fabrizio Z.
    08/02/2009 22.53.43
    Vi siete dimenticati di MANDRIVA, secondo il mio parere di utente domestico è la seconda miglior distro Linux dopo ubuntu.
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    gnulinux866
    24/01/2009 11.03.23
    OpenSuse ad ogni nuova versione diventa sempre più pesante, sopratutto l'ultima versione potremmo considerarla un vero e prorpio disastro tra pesantezza e problemi riscontrati..

    Fedora gran bella distro, ma essendo come dicono molti una specie di laboratorio per Red Hat, include sempre per prima le novità, a scapito della stabilità.

    Ubuntu, molto facile, il forum ufficiale da un supporto senza eguali, secondo me è la migliore distro Linux per l'utente comune.


    Comunque mi sarei aspettato anche l'inclusione nell'articolo di un altra grande distro linux come Mandriva.
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