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Linux: eppur si muove

E' un silenzio solo apparente quello che regna intorno alla querelle che oppone Sco al mondo dell'open source in generale e a Ibm in particolare.
In realtà, mentre gli avvocati delle parti in causa stanno raccogliendo ciascuno prove a carico e a discarico, molto si sta muovendo nei dintorni, tra i soggetti che a vario titolo sono interessati allo sviluppo della querelle.
Tra le iniziative più recenti, vale la pena citare quella di una start-up newyorkese, Open Source Risk Management, che da questa settimana ha iniziato a commercializzare una sorta di assicurazione o di protezione legale indirizzata agli utenti Linux, vale a dire una rivisitazione di fatto delle iniziative già lanciate da Novell, Hp e Red Hat per il mondo business.
Prima di presentare la propria offerta, Open Source Risk Management ha condotto proprie indagini, comparando Linux a diverse versioni di Unix e arrivando alla conclusione - naturalmente contestata da Sco - che non esistano i termini di violazione del diritto d'autore.
Oltre alla protezione nel caso di dispute in materia di violazione di copyright, Open Source Risk Management mette a disposizione delle aziende interessate e anche dei singoli utenti un gruppo di consulenti legali, denominato Open Source Legal Defense Center, con un tariffario differenziato a seconda del tipo di prestazione richiesta.
E se da un lato c'è chi si organizza per offrire copertura legale, dall'altro c'è qualcuno che prende le distanze da Sco.
Stiamo parlando di BayStar Capital, che avrebbe richiesto a Sco la restituzione dei 20 milioni di dollari investiti nel capitale della società, sostenendo che Sco sarebbe in violazione degli accordi stipulati.
In particolare, BayStar avrebbe dubbi sia sulla possibilità di Sco di sostenere le spese per gestire la causa contro Ibm, sia sulla possibilità di vincerla.
Da parte sua, Sco si oppone alla richiesta.
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