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Linux: preannunciata la battaglia legale da parte di Sco

Aveva certamente ragione Gartner, quando nel mese di Maggio, all'indomani dell'inevitabile bagarre scoppiata dopo la prima denuncia a Ibm e la successiva dichiarazione di titolarità su Linux, aveva raccomandato di non prendere Sco troppo alla leggera. Perché, e oggi le implicazioni si fanno sempre più evidenti, la disputa sta coinvolegendo a macchia d'olio un numero sempre crescente di soggetti.
Ibm in primis, poi le aziende, in qualche caso persino gli utenti finali, passando da produttori, solution provider, Var e sviluppatori: tutti questi soggetti, stando alle dichiarazioni rilasciate nella giornata di ieri da Sco, sono passibili di essere chiamati in causa in una disputa legale.
Le parole del Ceo della società, Darl Mc Bride, sono poco equivocabili: l'accettazione della proposta di licensing avanzata da Sco mette al riparo aziende e utenti dal rischio-tribunale.
Il capo d'accusa? Duplice: violazione di copyright e favoreggiamento nella violazione di copyright.
In questa fase Sco sembra non voler includere gli utenti finali, ma non esclude in alcun modo azioni legali individuali con le aziende (Var e system integrator inclusi) che non aderiscono alla sua richiesta o non la fanno presente ai loro clienti-utilizzatori.
E soprattutto, questa è la nota più importante, Sco non ha alcuna intenzione di attendere il risultato del contenzioso già aperto con Ibm per aprire quelli successivi.
Abbastanza prevedibile lo scetticismo della comunità degli sviluppatori nei confronti delle ultime richieste di Sco. Il copyright su Unix System V non significa automaticamente una titolarità su Linux, che continuerebbe ad esistere anche pensando di eliminare le parti eventualmente derivate in modo diretto da System V.
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