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Lytro: da oggi le foto si mettono a fuoco dopo lo scatto

Quante volte avete scattato una foto realizzando di aver commesso un errore nella messa a fuoco? Anche con l'avvento delle fotocamere digitali il concetto è sempre lo stesso: affinché si ottenga il risultato desiderato, è indispensabile individuare l'elemento da mettere a fuoco, indipendentemente se l'autofocus sia o meno attivo. In ogni caso, se il focus è errato, la foto scattata resta la stessa e non c'è modo di operare alcun tipo di variazione.

Uno scenario, questo, che Lytro - una start-up di Stanford - si appresta a rivoluzionare. L'azienda ha infatti appena presentato un sistema che permetterà al fotografo di operare una messa a fuoco successivamente allo scatto. Una novità epocale, insomma, che può essere saggiata divertendosi con gli esempi pubblicati in questa pagina. Dopo aver selezionato una foto, si potrà liberamente variarne la messa a fuoco semplicemente con un singolo clic del mouse.
Provate anche voi, ad esempio, intervenendo sulla foto seguente:




Il "segreto" consiste nell'impiego di un nuovo tipo di sensore che raccoglie molte più informazioni relativamente alla luce che entra nella fotocamera rispetto ai sensori che vengono comunemente utilizzati nei prodotti oggi in commercio. Anziché "registrare" un insieme finito di dati, il sensore Lytro prende nota dell'intero "light field". Quest'ultimo consente di trattare la luce come un campo e quindi di tenere in memoria anche la direzione di tutti i raggi luminosi che compongono la scena insieme con gli altri parametri quali colore ed intensità.

Approfittando di un così vasto insieme di informazioni, la messa a fuoco di una fotografia digitale può essere così alternata senza problemi ricorrendo ad un normale personal computer. Nei software di fotoritocco, quindi, potrebbero presto apparire, funzionalità "inedite" per la modifica del focus di una foto, così come è accaduto sino ad oggi, ad esempio, per luminosità, contrasto e colore.


L'elevatissima sensibilità alla luce del sensore Lytro consente inoltre di scattare foto in condizioni di luce molto ridotta senza il bisgno di ricorrere al flash. Ed è addirittura possibile acquisire foto tridimensionali utilizzando una sola lente, senza neppure dover indossare occhiali 3D per verificare l'effetto ottenuto.

Al momento non è chiaro quando Lytro inizierà a commercializzare sensori e fotocamere (si parla di fine anno): per il momento si sa solamente che la società dovrebbe curare in autonomia tutti gli aspetti legati alla produzione ed alla vendita dell'hardware. Certo è che trattasi di un business molto dispendioso tanto che la società ha accettato 50 milioni di dollari da un gruppo di investitori tra i quali spiccano i nomi altisonanti di Andreessen Horowitz e Greylock. Proprio Marc Andreessen ha dichiarato: "la tecnologia messa a punto da Lytro renderà immediatamente obsolete le tradizonali macchine fotografiche digitali".

Secondo il fondatore e presidente di Lytro, la prima fotocamera che verrà presentata dall'azienda sarà un prodotto "dal prezzo competitivo, rivolto al mercato consumer e che entrerà nel taschino".

  1. Avatar
    elio marvin
    24/06/2011 11:37:35
    Per poter offrire una simile proprietà, una foto dovrebbe essere memorizzata a stratti, cioè a un numero non piccolo di livelli di profondità, come dire una memorizzazione di più foto in una sola, impegnando un bel po' di memoria, e spero di essermi spegato :D . Inutile dire che è una mia ipotesi. Sarebbe interessante capire il meccanismo di tale funzionamento, sono molto curioso, e aspetterò di conoscere gli ulteriori sviluppi.
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