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Microsoft-Ue: sentenza emessa, pena confermata

Tutto confermato. Le voci diffuse fin dalla serata di lunedì in merito all'ammontare della multa che l'Unione Europea si apprestava a comminare a Microsoft trovano tutte fondamento. Così come trovano fondamento i punti salienti degli addebiti e i correttivi che vengono richiesti all'azienda: 497 milioni di euro l'ammenda e l'obbligo di rendere pubblici entro 120 giorni i requisiti per interfacciarsi con Windows e di rendere disponibile entro 90 giorni una versione di Windows senza Media Player.
E sono queste ultime due richieste, più che l'ammenda, i punti più ostici e nell'insieme più di difficili da accettare per Microsoft.
Da parte sua l'azienda americana rifiuta la sentenza e promette ricorso alla Corte di Giustizia europea.
In una nota ufficiale, il Ceo di Microsoft Steve Ballmer pur rispettando l'autorità della Commissione, sostiene che le proposte da lui avanzate la scorsa settimana a Mario Monti fossero più che idonee a superare gli ostacoli esistenti, sottolineando per altro come nel corso dei mesi che hanno preceduto la sentenza odierna, l'azienda abbia di volta in volta presentato una serie di proposte che indirizzavano i temi chiave dell'interoperabilità, con aperture che non hanno precedenti nella storia stessa dell'azienda.
Proposte che Mario Monti e la commissione da lui presieduta non hanno evidentemente trovato sufficienti a rimuovere gli addebiti.
Da parte sua, Mario Monti dichiara che la sentenza odierna "ripristina la concorrenza e stabilisce principi chiari per il futuro".
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